Nord Italia, promozione delle filiere e indennizzi agli agricoltori

La Lombardia richiede risorse per gli agricoltori colpiti dalla fauna selvatica, mentre in Emilia Romagna si punta a sostenere le filiere avicunicole e olivicole

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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In Emilia Romagna sempre più importanza alla filiera dell'olio Dop
Fonte foto: © Luigi Giordano - Fotolia

Filiere e risarcimenti per gli agricoltori al centro di quest'ultima settimana al Nord Italia. La Lombardia richiede al Governo i 350mila euro ancora bloccati per indennizzare gli agricoltori delle aree protette colpiti dai danni da fauna. In Emilia Romagna punto della situazione sulle filiere avicunicola e olivicola, con le prospettive di sostegno per entrambi.
 

Lombardia

Danni da fauna, si attendono 350mila euro di indennizzi per gli agricoltori
"Gli agricoltori non possono più attendere, da un anno aspettano i risarcimenti per i danni causati dalla fauna selvatica". Così l'assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia Fabio Rolfi tuona sulle ripercussioni derivate dal periodo difficile che il settore sta vivendo. Si attende una somma di circa 350mila euro. "E' passato un anno dalla presentazione del decreto interministeriale - continua Rolfi - è necessario che il Governo emani un decreto per recepire la norma comunitaria, che consente di indennizzare al 100% i danni causati da fauna selvatica alle aziende agricole localizzate in area protetta. Queste aziende, situate nei parchi regionali lombardi, stanno investendo sempre di più in sistemi di produzione a basso impatto ambientale e nel miglioramento dell'agrosistema. Non possiamo però permetterci che operare in aree protette possa diventare uno svantaggio economico".
 

Emilia Romagna

Filiere, ribadita l'importanza dei settori avicolo e olivicolo in Regione
Scambio di opinioni e convergenze su lavoro, sanità e ambiente l'oggetto del confronto fra l'assessore all'Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, e i membri regionali delle categorie Assoavi e Unaitalia, che rappresentano la filiera dell'allevamento di pollame e il settore olivicolo. Due comparti molto importanti per il settore primario regionale: la filiera avicunicola vale il 12% della produzione nazionale di carne, mentre per quella delle uova siamo al 20% del totale nazionale, mentre per la coltivazione dell'oliva ci sono circa 3mila aziende, per un totale di 4mila ettari, con un biologico e denominazione di origine sempre più importanti. "Le imprese avicole sono strategiche all'interno del nostro mondo agroalimentare - sottolinea l'assessore - dobbiamo sostenere in particolare quelle aziende che hanno la volontà di rimettersi in gioco, di investire e di innovare. Per quanto riguarda l'olivicoltura, puntiamo a sostenere le Dop dell'olio in regione, mettendo al centro la competitività, la sostenibilità del prodotto e la sua qualità".

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