Agroalimentare, la Bellanova chiede a Provenzano 350 milioni

Ed anche 8,5 miliardi per il Piano Acque dei Consorzi di bonifica, tutte risorse del Fondo sviluppo e coesione dirottabili da altri capitoli di spesa e che per l'80% toccano alle regioni del Sud

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La lettera della Bellanova punta sui fondi ancora non allocati o inutilizzati da altri ministeri
Fonte foto: © Wolfilser - Fotolia

La ministra alle Politiche agricole Teresa Bellanova ha scritto nei giorni scorsi una lettera al ministro per il Sud e la coesione economica Giuseppe Provenzano. Con questa chiede di indirizzare e mettere a valore le ingenti risorse del Fondo sviluppo e coesione non ancora allocate o non utilizzate da altri dicasteri, stabilendo un cronoprogramma per le azioni comuni, ministero delle Politiche agricole e ministero per il Sud e la Coesione territoriale, previste dal masterplan "Progettiamo il rilancio" e dal "Piano per il Sud".
Lo si è appreso sin da sabato sera da una nota stampa del Mipaaf, secondo la quale la missiva della Bellanova sarebbe già giunta sulla scrivania del ministro Provenzano.

Una lettera dove la Bellanova esplicita progettualità e investimenti: 350milioni di euro per il rafforzamento degli investimenti sulle filiere agroalimentari "utili a finanziare tutti i progetti già presentati e cantierabili, oltre a offrire nuove possibilità a imprese che chiedono di investire, rilanciare, progettare il futuro del nostro Paese".
E circa 8 miliardi e 500 milioni di euro per il "Piano Acqua per l'agricoltura" per realizzare, a tutela del territorio agricolo e non solo, l'importante "mole di progetti cantierabili esecutivi e definitivi" già disponibile da parte dei Consorzi di Bonifica ed enti irrigui con un fabbisogno finanziario, in prima applicazione, di "almeno 1 miliardo 600milioni". Un appello che per ora non sembra trovare risposte, ma che suscita l'interesse ed il sostegno di Corrado Martinangelo, presidente dell'organismo di rappresentanza delle piccole e medie imprese delle filiere agroindustriali - Agrocepi - che raccoglie sia imprese agricole che della trasformazione e commercializzazione.


Occorrono 350 milioni per contratti di filiera e di distretto

Nella lettera, della quale si conoscono alcuni stralci, la Bellanova muove dal bando Mipaaf del gennaio 2018 per contratti di filiera e di distretto interregionali, finanziato in quota parte dal Fondo sviluppo e coesione per 210 milioni di euro a fondo perduto oltre ai 292 milioni del Fondo rotazione imprese ricerca e sviluppo di Cassa depositi e prestiti: per ben 52 proposte di progetto ricevute per oltre 1,3 miliardi di euro di investimenti complessivi e disponibilità economica solo per i primi 35 progetti arrivati.

"Nonostante la complessità del momento e la richiesta di proroga da parte di alcune imprese - sottolinea la ministra nella missiva - l'attività amministrativa è pienamente in corso. Sono stati già sottoscritti 18 contratti di filiera, 14 sono nella fase finale per la sottoscrizione, i rimanenti sono in valutazione. Un'operazione che complessivamente sviluppa oltre 870 milioni di euro di investimenti privati, di cui l'80% concentrati nelle Regioni del Mezzogiorno. Un'azione di politica agroindustriale che rafforza i legami tra produttori agricoli, allevatori e soggetti della trasformazione e commercializzazione e che sarebbe davvero importante per noi poter incrementare di almeno ulteriori 350 milioni di euro, da individuare tra le risorse del Fondo sviluppo e coesione non ancora allocate o non utilizzate da altri dicasteri, con cui finanziare tutti i progetti già presentati e cantierabili, oltre a offrire nuove possibilità".


Piano acqua: mettiamoci 8,5 miliardi di euro

Analogo metodo per gli investimenti del Piano acqua per l'agricoltura, parole d'ordine: "affrontare la crisi climatica, i cui effetti sul medio periodo potrebbero essere peggiori della crisi attuale, e un ritardo ereditato dal passato. È tempo di intervenire, con tempi e risorse certe" motiva la richiesta la ministra alle politiche agricole.

"Con le politiche incentivanti attuate dal Mipaaf negli ultimi anni - ricorda la Bellanova - i Consorzi di Bonifica e gli Enti irrigui hanno finalizzato una importante mole di progetti cantierabili esecutivi e definitivi in grado di assicurare una corretta regolazione idraulica sui rispettivi territori, contribuendo a contrastare il rischio idrogeologico, i cambiamenti climatici, l'eccessivo consumo di suolo ormai elevatissimo nel nostro Paese. I progetti esecutivi e definitivi sono oltre 3.600 per un importo di circa 8 miliardi e 500 milioni. Cui si aggiungono interventi straordinari di completamento e manutenzione dei bacini di raccolta acque ad uso prevalentemente agricolo, per una complessiva capacità di circa 1.950 milioni di metri cubi".

Una vera e propria strategia contro il dissesto idrogeologico e la carenza idrica: "Per quanto riguarda il fabbisogno finanziario - conclude la ministra - in prima applicazione occorrerebbe assicurare almeno 1miliardo 600mila euro".


Martinangelo (Agrocepi): "Sosterremo la proposta Bellanova"

Fino ad ora, nessuna apparente risposta da parte del ministro Provenzanzo, ma si registra una prima reazione del mondo sindacale agroindustriale, quello più vicino alle filiere produttive per sua stessa costituzione: Agrocepi. Corrado Martinangelo, presidente nazionale di Agrocepi, esprime infatti soddisfazione e sostegno alla ministra Bellanova, "per il suo impegno nella nota inviata al ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano".

Martinangelo inoltre sottolinea: "I contratti di filiera rappresentano strumenti che sempre più consentiranno produzioni di qualità e competitività alle imprese del settore. Cosi come è importante avere risorse per un grande piano acqua contro il dissesto idrogeologico. Agrocepi si farà parte attiva per sollecitare tutte le forze economiche, sociali e politiche, affinché il ministro Provenzano, sempre impegnato sul fronte dello sviluppo, condivida, insieme al resto del governo, le proposte del Mipaaf. A maggior ragione essendo ancora in piena crisi Covid19 – conclude il presidente di Agrocepi - è necessario rafforzare politiche di coesione aggregative del sistema Imprese made in Italy".

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