Xylella, riparte l'olio made in Puglia

Gli olivi innestati con Leccino sono in produzione. Coldiretti Puglia: “Un segnale di rinascita". Ieri sera si è dimesso a sorpresa il commissario Arif Oronzo Milillo

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La prima spremitura di olive ha aperto idealmente la raccolta di olive in Puglia
Fonte foto: © Coldiretti Puglia

Una speranza per il futuro della Puglia olivicola arriva dal primo olio ottenuto dalle olive raccolte dagli ulivi resi resistenti alla Xylella fastidiosa, il batterio che ha devastato 21 milioni di piante, deturpando il patrimonio paesaggistico e mettendo in ginocchio il settore olivicolo del Salento.
E’ quanto rileva Coldiretti Puglia in occasione della spremitura delle prime olive ottenute grazie all’innesto di Leccino - varietà resiliente - sui tronchi di piante malate, che dopo tre anni sono tornate a produrre in Salento a Gagliano del Capo, dove grazie al clima c’è stata una molitura anticipata.

Intanto, ieri sera si è dimesso Oronzo Milillo, il commissario dell'Agenzia regionale per l'irrigazione e la forestazione della Regione Puglia, che ha un importante ruolo nell'attivazione delle misure di contrasto alla Xylella e nei monitoraggi. E Confagricoltura Puglia ha lanciato l'allarme per il possibile rallentamento di queste importanti operazioni.
 

Coldiretti, in vista un'ottima annata olearia

“Un segnale di rinascita per la provincia di Lecce che grazie alle varietà resistenti alla Xylella e agli innesti dovrà recuperare un patrimonio inestimabile, andato perso per colpa di ritardi, scaricabarile e della mancata volontà di affrontare con determinazione la lotta al batterio che ha già causato un danno stimato per difetto di 1,2 miliardi di euro ha spiegato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

La prima spremitura di olive ha aperto idealmente la raccolta di olive in Puglia, dove si produce oltre la metà dell’olio made in Italy. "La produzione regionale di extravergine è stimata nel 2019 in aumento del 70-80% - spiega Coldiretti - dopo il drastico crollo registrato l’anno scorso a causa delle calamità, con una ripresa straordinaria delle aree di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia, con quantità tornate nella media e qualità eccellente, ottime performance di Taranto e Brindisi al netto degli ulivi improduttivi per la Xylella, con un aumento produttivo che oscilla a macchia di leopardo tra il 40 ed il 60%.

Sempre secondo Coldiretti Puglia è invece "Incontrovertibile lo scenario produttivo a Lecce, dove si stima un calo del 90-95% rispetto alle medie storiche, perché sia nell’area ionica che nell’adriatica la produzione di Cellina e Ogliarola è azzerata e risultano produttive solo le piante di Leccino".

“Il consorzio olivicolo Unaprol consegnerà ad ottobre 200mila piante di ulivo Leccino resistenti alla Xylella che verranno affidate ai nostri olivicoltori, un impegno per non condannare alla desertificazione l’area infetta che riguarda 183mila ettari” ha annunciato il presidente dell’Unaprol David Granieri.

A causa della Xylella fastidiosa sono andate perse quasi 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 73% della produzione di olio di oliva nell' ultimo anno, secondo un’analisi elaborata da Coldiretti Puglia sulla base dei dati del Sistema informativo agricolo nazionale. Un danno che non sarà certamente recuperato nell’annata 2019-2020.

L’avanzata della malattia ha lasciato milioni di ulivi secchi dietro di sé, molti dei quali monumentali. La Xylella, avanzando sul territorio, spostandosi verso nord a una velocità di più due chilometri al mese, lo ha segnato con conseguenze economiche, produttive e sociali: 5mila posti di lavoro persi nella filiera dell’olio extravergine di oliva e diversi frantoi svenduti, smontati a pezzi e trasportati in Grecia, Marocco e Tunisia.

“Un trend che rischia di diventare irreversibile – continua la Coldiretti - se non si interviene con strumenti adeguati per rilanciare la più grande fabbrica green italiana con la Puglia che ha garantito fino ad ora quasi la metà dell’olio made in Italy”.
 

Dimissioni Milillo, l'allarme di Confagricoltura Puglia

L’annuncio delle dimissioni dall’incarico di commissario straordinario dell’Arif Puglia, Oronzo Milillo, è giunto nella serata di ieri, inaspettato.
Milillo giustifica la sua scelta irrevocabile sulla base della impossibilità a esercitare il proprio ruolo, a causa di atteggiamenti e azioni di alcuni settori della regione Puglia, e per la mancanza di interlocuzione con i vertici dell’assessorato alle Politiche agricole. E pensare che fu proprio la nomina di Milillo, voluta dal presidente Michele Emiliano, a determinare il 2 luglio 2019 le definitive dimissioni dell'assessore alle Risorse agroalimentari, Leonardo di Gioia, incarico che oggi è in capo allo stesso Emiliano, assessore ad interim.

Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia, commenta così la notizia: “Siamo di fronte all’ennesima crisi della gestione del settore agricolo della regione Puglia. Oggi è inimmaginabile che l’azione dell’Arif si blocchi. Anche perché l’Arif stava cominciando a camminare bene, dopo uno sforzo riorganizzativo significativo da parte di Oronzo Milillo. Questo stop potrà provocare soltanto rallentamenti agli interventi di contrasto e monitoraggio alla Xylella”.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: difesa olio organizzazioni agricole olivicoltura fitopatie

Temi caldi: Emergenza Xylella fastidiosa

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