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Agrumi, dal Mipaaf pronto fondo da 10 milioni di euro

Ieri il tavolo nazionale di settore: verso il ritiro dal mercato di 4500 tonnellate di arance. La riconversione varietale per battere Tristeza virus affidata al Crea e finanziata dai Psr. Disponibilità sul gruppo tra le regioni agrumetate per la redazione di un piano condiviso

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Molte richieste di Distretto agrumi Sicilia già accolte dal Mipaaf durante l'incontro di ieri, in foto
Fonte foto: © Distretto Agrumi Sicilia

Si è tenuto ieri al ministero delle Politiche agricole il tavolo nazionale di settore dedicato alla vasta e complessa crisi che attanaglia il comparto agrumicolo in Italia ed in particolare in Sicilia. Sul piatto lo stanziamento nell’ultima legge di Bilancio di 10 milioni di euro per combattere la crisi incrementando la competitività della filiera, il ritiro dal mercato di 4500 tonnellate di agrumi per sostenere i prezzi e l’investimento diretto del Crea nella lotta a Tristeza virus attraverso un programma dettagliato.

Il Distretto agrumi Sicilia ha presentato al tavolo il documento di otto pagine, già condiviso con le organizzazioni di categoria partner e con l'assessore all'Agricoltura siciliano Edy Bandiera, con tutte le misure nazionali necessarie al rilancio del comparto, alcune delle quali figurano tra quelle accolte dal Mipaaf.

“Dobbiamo restituire competitività al comparto agrumicolo attraverso un approccio realmente integrato e capace di utilizzare tutte le risorse a disposizione per gli imprenditori agrumicoli - ha dichiarato il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe Castiglione al termine dell’incontro - ciò deve passare principalmente attraverso il ripristino del potenziale produttivo e un rinnovo varietale e attraverso il Fondo agrumicolo di 10 milioni di euro previsto in Legge stabilità 2018”.

In una lunga nota del Mipaaf è contenuto l’elenco di tutte le azioni prioritarie previste dal dicastero all’Agricoltura, eccole.
 

Ritiro dal mercato di 4500 tonnellate di arance e distribuzione agli indigenti

Il Mipaaf provvederà a mettere in campo un piano aggiuntivo di ritiri di prodotti dal mercato per un totale di 4.500 tonnellate in due fasi: 500 tonnellate di ritiri da effettuare utilizzando subito il totale plafond disponibile sulle dotazioni per il contrasto all’embargo russo; altre 4.000 tonnellate circa saranno ritirate attraverso un bando pubblico per acquisto di arance e distribuzione agli indigenti.
 

Ripristino del potenziale produttivo e rinnovo varietale

“Al fine di supportare una strategia di ripristino del potenziale produttivo degli agrumeti colpiti dal virus Tristeza vanno coordinate le azioni dei produttori con il sostegno che le istituzioni possono mettere in campo" scrive il Mipaaf. E’ questa la prima richiesta contenuta nel documento di Distretto agrumi che trova parziale accoglimento, poiché era stato chiesto un piano quinquennale di lotta anche per il Mal secco.

Tre sono le condizioni poste per realizzare il programma di rinnovo varietale in funzione di contrasto a Tristeza virus: va innanzitutto assicurata la disponibilità di piante indenni per realizzare il piano annuale di riconversione programmato, “attraverso investimento diretto del Crea" si legge nella nota del Mipaaf.

Seconda condizione: “il Mipaaf si impegna a definire il catasto agrumicolo, avviandone la realizzazione già nel 2018, come condizione necessaria per garantire qualsiasi azione di programmazione produttiva orientata al mercato" è scritto nel comunicato stampa.

Terza condizione, avviare “un piano di riconversione varietale con materiale certificato esente da virus, utilizzando in maniera sinergica e integrata le risorse dei Psr e dell’Ocm attraverso le organizzazioni dei produttori".
 

Fondo agrumicolo – 10 milioni di euro in legge di bilancio

Al fine di incentivare l’aggregazione, gli accordi di filiera, l’internazionalizzazione, la competitività e la produzione di qualità è istituto con Legge di bilancio un Fondo agrumicolo con una dotazione di 10 milioni di euro (2 per il  2018, 4 per gli anni 2019 e 2020). Nell’elaborazione del decreto attuativo previsto alla norma il Mipaaf ha iniziato a coinvolgere la filiera per un confronto operativo sugli strumenti da attivare con questo budget.

Il Distretto agrumi su tanto ha proposto la diminuzione dell’aliquota Iva sui succhi d’arancia dal 22 al 10%, la defiscalizzazione del bioetanolo ricavato dai sottoprodotti della filiera agrumicola ed un decreto per la tracciabilità e l'etichettatura dei prodotti derivati dalle arance sulla falsariga dei provvedimenti già adottati per grano duro - pasta e pomodoro da industria - trasformazioni.
 

Export - rafforzamento azioni su dossier fitosanitari

Una voce cruciale per raggiungere l’equilibrio di mercato e una migliore remunerazione del prodotto è l’aumento dell’export e l’apertura di nuovi mercati. “A tale fine è stato già stabilito un finanziamento per rafforzare il lavoro sulla presentazione dei dossier fitosanitari, che sono un elemento strategico per chiudere positivamente i negoziati con i paesi terzi e aprire alle esportazioni di agrumi italiani" si legge nella nota del Mipaaf. Era questa una delle proposte del Distetto agrumi, che trova così accoglimento. Si utilizzerà anche la novità dell’Omnibus che consente alle Organizzazioni di produttori di finanziare le attività legate alla gestione dei protocolli fitosanitari attraverso i programmi operativi.
 

Promozione e azioni coordinate con la Gdo

Per un sostegno immediato già nelle prossime settimane, il ministero intende costruire insieme alla filiera produttiva e alla grande distribuzione organizzata un’azione straordinaria di promozione e informazione dei consumatori. Un primo stanziamento di 400mila euro è stato già previsto per il 2018 ed è immediatamente attivabile per comunicazione istituzionale sulle caratteristiche nutrizionali delle arance in collaborazione con la Gdo. E si accoglie così una delle proposte del Distretto agrumi di Sicilia.
 

La posizione del Distretto agrumi Sicilia

“Abbiamo chiesto due interventi urgenti al ministero dell'Agricoltura: primo, avviare immediatamente una campagna di comunicazione verso i consumatori che promuova il valore della produzione agrumicola Dop, Igp e biologico; secondo, emanare  un decreto sulla tracciabilità dei succhi, decreto che attendiamo da anni su una questione fondamentale per il sostegno e la valorizzazione delle nostre produzioni, così come è già stato fatto da tempo in altre filiere produttive. Inoltre, abbiamo richiesto una commissione tecnica che elabori un Piano di settore pluriennale, con un coordinamento da parte del Mipaaf anche per le altre regioni italiane". E' quanto afferma Federica Argentati, presidente del Distretto agrumi di Sicilia, al termine del tavolo convocato ieri dal Mipaaf su richiesta della filiera agrumicola e delle associazioni di categoria.

Il Distretto ha consegnato il documento contenente le numerose istanze avanzate dalla filiera siciliana, elaborato con tutto il partenariato: Cia, Confcooperative, Confagricoltura Sicilia, Copagri, Consorzio di tutela arancia di Ribera Dop, Consorzio di tutela arancia rossa di Sicilia Igp, Consorzio di tutela del limone di Siracusa Igp, Consorzio di tutela del limone interdonato Igp, Consorzio il tardivo di Ciaculli, Associazione limone dell'Etna, produttori biologici.

Una copia è stata consegnata al sottosegretario Giuseppe Castiglione, presente all'incontro, e una è stata lasciata per il ministro Maurizio Martina che, invece, non ha potuto partecipare al tavolo. "In sua vece però - continua Argentati - non possiamo che cogliere favorevolmente l'apertura del capo della segreteria tecnica del ministro, Fernando Ferrara, nel ritenere utile e necessario quanto indicato dal Distretto, ovvero l'immediata costituzione di una snella commissione tecnica tra le regioni agrumetate al fine di giungere ad una strategia condivisa per affrontare tutti gli aspetti necessari al rilancio del settore".

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