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Olio e olivo, la certezza del made in Italy

Dal quarto Convegno nazionale, organizzato dall'Università di Pisa e dalla Scuola superiore Sant'Anna, le strategie per superare la crisi e consolidare il ruolo dell'Italia: Pisa, 18-20 ottobre 2017

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18-20 ottobre 2017, aula magna del polo Piagge dell'Università di Pisa
Fonte foto: © Luigi Giordano - Fotolia

L'Italia mantiene un ruolo di primo piano nella coltivazione dell'olivo e nella produzione dell'olio grazie alla qualità del prodotto, ma per consolidare questa posizione fondamentale è il ruolo delle innovazioni proposte dal mondo della ricerca scientifica. Con queste premesse si annuncia il IV Convegno nazionale dell'olivo e dell'olio, organizzato dal dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell'Università di Pisa e dall'Istituto di Scienze della vita della Scuola superiore Sant'Anna, con il contributo del gruppo di lavoro "Olivo e olio" della Società di ortofrutticultura italiana (Soi), il patrocinio di Regione Toscana, Accademia dei Georgofili, Accademia nazionale dell'olivo e dell'olio.

Dopo i convegni ospitati a Portici (Napoli), Perugia e Bari, l'evento si svolge per la prima volta in Toscana, a Pisa, da mercoledì 18 a venerdì 20 ottobre 2017, presso l'aula magna del polo Piagge dell'Università di Pisa, via Giacomo Matteotti 11.
Promotori scientifici del convegno sono Riccardo Gucci del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agroambientali dell'Università di Pisa e Luca Sebastiani, direttore dell'Istituto di Scienze della vita della Scuola superiore Sant'Anna.

Il programma scientifico e tecnico del convegno si articola in relazioni a invito, comunicazioni orali e poster con i quali i partecipanti, provenienti da tutta Italia, presentano i risultati delle loro sperimentazioni e discutono su importanti temi della filiera olivicola e olearia. Tra gli argomenti principali, la biologia dell'olivo, le biotecnologie, il vivaismo, la gestione dell'oliveto (con particolare riferimento a meccanizzazione, difesa, irrigazione), le innovazioni in materia di tecnologie estrattive e di conservazione dell'olio, il mercato e le strategie di valorizzazione dei prodotti e dei sottoprodotti. Il vivaismo olivicolo e le innovazioni in frantoio saranno temi da approfondire durante le visite tecniche del 19 ottobre a Pescia (Pistoia), presso la sede degli Olivicoltori toscani associati.

Per creare un momento di incontro tra la comunità scientifica e il mondo produttivo, gli organizzatori hanno previsto una sessione tecnica nel pomeriggio della giornata inaugurale (mercoledì 18 ottobre) durante la quale l'attenzione si concentra su temi di attualità per la filiera dell'olio e dell'olivo.
Dopo gli aggiornamenti sull'epidemia da Xylella fastidiosa e le nuove sfide per la difesa dell'oliveto dai fitofagi, è prevista la presentazione di innovazioni per gli impianti. Il rinnovo degli oliveti è infatti una delle priorità della filiera e del Piano olivicolo nazionale. Due relazioni sono dedicate proprio ai progetti e alle azioni messi in atto dalle istituzioni nazionali e della Regione Toscana per favorire l'ammodernamento della filiera italiana. La discussione tecnica si concentra anche sulle dinamiche di mercato dell'olio e sulle sfide che attendono i produttori italiani a livello internazionale.
All'eccellenza dell'olio italiano viene dedicata una degustazione di oli dell'annata prodotti da importanti aziende e cooperative toscane, in programma il 19 ottobre alle ore 19.00 presso gli Arsenali repubblicani di Pisa.

"In un momento storico in cui i consumatori manifestano un grande interesse per l'olio extravergine di oliva di alta qualità per le sue proprietà sensoriali e salutistiche - afferma Luca Sebastiani della Scuola Sant'Anna - l'olivicoltura italiana si trova di fronte a numerosi problemi. Nuovi e vecchi patogeni, insetti, cambiamenti climatici e stress ambientali hanno in parte compromesso le produzioni delle ultime annate. Questi problemi, uniti alla sostenibilità economica degli impianti ed alle problematiche del loro rinnovamento sono gli argomenti che la comunità scientifica italiana discuterà in questo convegno nazionale. Per fortuna, si tratta di una comunità ancora oggi internazionalmente vitale e che, insieme a tutti gli altri attori della filiera dell'olivo e dell'olio, potrà risollevare le sorti di questo settore".

"La produzione olivicola italiana, oltre ad essere ancora la seconda a livello mondiale dietro quella spagnola - sottolinea Riccardo Gucci - rappresenta il vero riferimento qualitativo nel panorama internazionale per la sua base di varietà di olivo e di climi che, insieme al saper fare dei nostri frantoiani, consentono di produrre una vasta, inimitabile gamma di oli di eccellenza.
La sfida oggi è di credere nel rilancio dell'olivicoltura italiana e mettere in atto azioni e progetti coerenti per fare nuovi oliveti e aumentare la produttività di quelli esistenti, senza rassegnarsi al declino produttivo di questi ultimi anni"
.

"Il IV Convegno dell'olivo e dell'olio cade in un momento critico per la filiera italiana, e proprio per questo nell'organizzarlo abbiamo cercato di aprirlo al mondo produttivo perché dalla conoscenza delle innovazione e dal confronto delle idee ne possono beneficiare tutti gli attori della filiera" continua Gucci.
"Ne sono prova la presenza dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Toscana e il contributo di importanti aziende private".

Scopri maggiori dettagli sul IV Convegno nazionale dell'olivo e dell'olio. Per iscriversi o per registrarsi in maniera gratuita alla sessione tecnica è sufficiente scrivere a olivolio a santannapisa.it.

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