Riso, via libera alla riforma del mercato interno

Il Consiglio dei ministri ha dato l'ok definitivo venerdì 28 luglio al provvedimento. Salvaguardia delle varietà, indicazione della materia prima in etichetta e valorizzazione della produzione i focus principali

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La nuova riforma punta a valorizzare la produzione italiana di riso
Fonte foto: © sommai - Fotolia

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo per riformare il mercato interno del riso, in attuazione della delega prevista dal Collegato agricoltura. Nello specifico, il provvedimento ha come prospettiva la riorganizzazione e semplificazione della normativa relativa alla commercializzazione del riso, che risaliva al 1958 e al suo adeguamento alla normativa europea.

Inoltre, fra le priorità, c'è la salvaguardia delle varietà di riso italiane, il miglioramento genetico di nuove varietà, la valorizzazione della produzione risicola, attraverso l’istituzione di un registro nazionale, più trasparenza per tutelare i consumatori e infine il rafforzamento dei controlli con il relativo nuovo apparato sanzionatorio.

Diamo il via a una riforma attesa da tanti anni – sottolinea il ministro Martina – che permetterà di tutelare e promuovere con ancora più forza un settore fondamentale come quello del riso. Con il decreto puntiamo alla semplificazione delle norme, alla maggiore valorizzazione delle varietà tradizionali italiane e alla sempre maggiore trasparenza in etichetta per il consumatore. Tre orizzonti di assoluta strategicità per il made in Italy”.

E’ un provvedimento che si inserisce in una strategia più ampia a sostegno dei produttori risicoli in questa fase complessa – continua il ministro Martina – con il ministro Calenda la scorsa settimana abbiamo firmato il decreto per rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine della materia prima sulle confezioni di riso. Andiamo avanti anche in Europa perché venga attivata la clausola di salvaguardia prevista dai trattati Eba in merito all’import di riso a dazio zero dai paesi asiatici, una questione che penalizza fortemente i nostri risicoltori e che richiede un’azione convinta da parte dell’Ue. Serve un segnale chiaro da Bruxelles”.

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