Avicolo, il settore che genera valore

18.500 allevamenti che fanno capo a 1.600 imprese e danno lavoro a 64mila addetti. Consumi che crescono grazie ai trend alimentari e alla fiducia dei consumatori: l'assemblea di Unaitalia

Alessandro Vespa di Alessandro Vespa

polli-galli-avicolo-by-nito-fotolia-750.jpeg

Nel corso dell'assemblea è stato anche consegnato il premio 'Avicoltore dell'anno: Premio 2018 Migliori pratiche del settore avicolo italiano'
Fonte foto: © nito - Fotolia

Pollo italiano: ce n'è per tutti! Potrebbe essere questo lo slogan dell'avicoltura italiana che, con i numeri presentati a Roma nel corso della VI assemblea nazionale Unaitalia, si conferma non solo un comparto apparentemente esente da crisi e quello che ospita le filiere più virtuose sotto il profilo della sostenibilità, della salubrità e del benessere animale, ma anche l'unico in grado di soddisfare più che pienamente l'intero mercato nazionale producendo,rispetto alla domanda interna, il 103,6% delle carni di pollo consumate e il 121,3% di quelle di tacchino.

Nel 2017 il consumo di carne di pollo è salito rispetto all'anno precedente dello 0,7%, sfiorando i 21 chilogrammi pro capite, mentre è rimasto stabile quello delle altre carni avicole. Un risultato che si aggiunge al +2,4% registrato nel 2016. Il settore ha registrato nel 2017 un fatturato di 5,85 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2016 di circa il 7%. Al di là delle performance economiche, i numeri della filiera sono notevoli, con 18.500 allevamenti che fanno capo a 1.600 imprese e danno lavoro a 64mila addetti. Le quotazioni medie del pollo hanno registrato un sensibile rialzo rispetto al 2016 (+9,4% circa), cui si è aggiunto un discreto aumento anche nelle quotazioni del tacchino (+3%).
Diverso il discorso per le uova, con la produzione in calo del 2,3% e l'import che sale al 19%. In un anno sono state consumate oltre 13 miliardi di uova, con industria e artigianato che ne hanno assorbito poco meno del 30%.

"La nostra è una filiera italiana - ha dichiarato il neopresidente Antonio Forlini - che genera valore per tutto il paese sia in termini di occupazione, valori sociali ed economici, sia in termini di benessere dei consumatori e del territorio. Gli italiani scelgono le carni bianche per il loro ottimo profilo nutrizionale, ma anche perché esiste una straordinaria capacità delle nostre aziende e dei nostri allevatori di offrire un prodotto di assoluta qualità, che risponde perfettamente alla domanda dei consumatori che vogliono alimenti buoni e sani, alleati della salute e del benessere e prodotti in modo sostenibile".
 
Antonio Forlini, presidente di Unaitalia
Antonio Forlini, presidente di Unaitalia
(Fonte foto: Alessandro Vespa - AgroNotizie)

Sebbene la maggior parte degli italiani non ne sia a conoscenza, la sovrapproduzione nella filiera avicola si traduce nella certezza di un prodotto al 100% italiano, ossia di una qualità generalmente superiore a quella di importazione grazie allo sforzo condotto da tutta la filiera negli ultimi anni per ridurre l'uso di farmaci (-63% di antibiotici dal 2015) e migliorare gli aspetti del benessere animale, delle biosicurezze e della sostenibilità dei processi produttivi.

Nel corso dell'assemblea è stata anche presentata un'indagine Ipsos sui trend alimentari degli italiani, dalla quale è emerso che nelle abitudini di consumo alimentare, sempre più orientate alla scelta di prodotti ad alto contenuto di servizio, con garanzie di qualità, sicurezza e con un occhio alla salute, la carne bianca ha scalato i gradini delle preferenze degli italiani, che affermano di aver aumentato i consumi di pollo e tacchino del 24% negli ultimi cinque anni.

Secondo l'indagine, condotta su un campione di intervistati tra i 18 e i 65 anni, per il 54% degli italiani, pollo e tacchino sono ormai diventate la principale fonte di proteine. La carne bianca è l'unica fonte proteica di origine animale che vede aumentare i consumi e ha affiancato legumi e prodotti vegetali nelle abitudini alimentari degli italiani.
Il motivo del successo sarebbe, secondo Ipsos, da attribuirsi alla fiducia che la filiera ha saputo conquistarsi presso i consumatori, il 70% dei quali dichiara di avere un'opinione positiva del settore, il 61% si fida dei produttori avicoli e il 51% promuove l'impegno sulla sostenibilità. Fiducia che si estende anche a temi etici emergenti e sempre più al centro delle scelte dei consumatori, come il benessere animale. Secondo la ricerca Ipsos, infatti, il 70% degli italiani ha un giudizio positivo o neutro su come vengono allevati gli animali.

In  conclusione della sessione pubblica dell'assemblea è stato consegnato il premio "Avicoltore dell'anno: Premio 2018 Migliori pratiche del settore avicolo italiano".

I cinque vincitori sono stati selezionati tra decine di candidature e scelti da una giuria di esperti composta dal direttore di Unaitalia Lara Sanfrancesco, dal vicesegretario generale di Altroconsumo Franca Braga e da Maria Caramelli, direttore generale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta.

Per la categoria benessere animale sono stati premiati: Giuseppe Belloni, Vincenzo Petitti e Lorella Scotton; per la categoria sostenibilità ambientale è stato premiato Giuseppe Ciarciello, mentre il premio per l'innovazione tecnologica è andato a Marco Lavarini.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: premi benessere animale uova filiera avicoli consumi

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 196.900 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner