Olio d'oliva, produzione in moderata crescita

Anche le stime di Coldiretti Unaprol e Ufficio Studi Confagricoltura confermano un'annata sotto tono, che avrebbe potuto essere migliore. Ma è stata rovinata dall'accanimento del clima: gelo primaverile, grandine estiva al Nord e siccità al Sud

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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L'olivicoltura nazionale fa i conti con il cambiamento climatico in atto e i fenomeni estremi (Foto di archivio)
Fonte foto: © Luigi Giordano - Fotolia

L'annata olivicolo olearia 2021-2022 in Italia sarà in moderata ripresa sulla 2020-2021, ma una parte del potenziale olivicolo oleario rimarrà inespressa senza riuscire a recuperare completamente il tracollo della scorsa annata: -26% sulla campagna 2019-2020. È quanto si ricava anche dalla lettura delle previsioni elaborate da Unaprol-Coldiretti e da Ufficio Studi Confagricoltura, che giungono dopo quelle di Italia Olivicola-Cia, già pubblicate da AgroNotizie. E tutte tre, se pur da varie direzioni e con sfaccettature diverse, pervengono alla stessa analisi: più olio dello scorso anno sì, ma c'è ancora tanta strada da fare per recuperare il crollo del 2019-2020.


Coldiretti, produzione olio +15% sul 2020-2021

Secondo un'analisi di Coldiretti, Ismea e Unaprol la produzione di questa annata è stimata in aumento del 15% rispetto allo scorso anno per una qualità ottima. Secondo i dati, la produzione di olio in Italia potrebbe attestarsi intorno ai 315mila tonnellate, in leggero aumento rispetto ai 273.500 tonnellate dell'annata scorsa, in media con le statistiche delle ultime campagne ma con un risultato inferiore alle attese.

Ad influenzare negativamente la stagione, l'assenza di piogge e la siccità che hanno colpito il polmone olivicolo del paese, la Puglia, regione che produce la metà del prodotto italiano. Nonostante un possibile incremento produttivo a doppia cifra rispetto allo scorso anno, frutto di un concreto miglioramento di alcune aree (punte del +40%) compensato al ribasso da altre zone, in generale la produzione pugliese resterà ben distante dagli standard tipici delle annate di carica (200mila tonnellate). La Sicilia, dopo tre stagioni di difficoltà, potrebbe tornare sopra la soglia dei 40mila tonnellate  mentre qualche problema in più si registra in Calabria dove si registra un lieve incremento molto lontano dalla produzione massima regionale.

Annata negativa per Toscana e Umbria (punte -50%) che scontano andamento climatico incerto e potrebbero patire, a causa dell'umidità di questo periodo, possibili attacchi della mosca olearia, mentre tra le regioni centrali il Lazio mantiene pressoché invariata la produzione dello scorso anno. Maglia nera della stagione appena cominciata alle regioni del Nord, Lombardia in testa, colpite da periodi di gelo e grande caldo che hanno ridotto al minimo la produzione (stime da -60% a -80%).

"Numeri che rendono la ripresa del settore più lenta del previsto e rischiano di far scivolare il nostro paese fuori dal podio della produzione mondiale" è il secco commento di Coldiretti.


Confagricoltura, produzione di olio in lieve ripresa

La campagna olearia 2021-2022, mediamente, si annuncia in leggera ripresa rispetto a quella dello scorso anno, seppur con forti differenze tra il Nord e le aree del Centro e del Sud. Confagricoltura presenta le stime del comparto mentre si svolgono le prime operazioni di raccolta delle olive in Sicilia.

La qualità è buona, e in generale gli operatori sono soddisfatti per lo stato fitosanitario delle drupe, spiegano i tecnici dell'organizzazione. L'umidità controllata ha infatti contribuito a contenere gli attacchi di mosca, ma la mancanza d'acqua, dovuta a un'estate particolarmente asciutta, limiterà la resa in molte province olivicole.

 Secondo l'Ufficio Studi di Confagricoltura, la produzione di olio extravergine d'oliva, in particolare in Veneto e Lombardia, è stata praticamente azzerata a causa delle condizioni climatiche avverse: prima le gelate, che hanno ritardato le fioriture, poi le grandinate estive che hanno dato il colpo di grazia, con perdite anche del 90%. In Liguria la riduzione arriverà al 50% per fitopatologie che a luglio hanno provocato cascola di frutti sani. Dimezzata la produzione in Emilia Romagna.

La situazione al Centro e al Sud si presenta estremamente variegata e altalenante a causa del clima e della disponibilità idrica. In Toscana, sulla costa, si avrà circa il 50% della produzione potenziale; nelle zone interne si andrà al 30%, ma lo stato fitosanitario è sotto controllo. In Abruzzo, rispetto allo scorso anno, la produzione registrerà un aumento del 10% con performance migliori nel chietino e nel pescarese. In Umbria si avrà un calo importante, anche se la qualità è ottima. Per Marche e Sardegna si prevede una contrazione, mentre nel Lazio l'andamento produttivo si mostrerà a macchia di leopardo, con le province di Latina e Frosinone che lasciano presagire una buona raccolta, mentre Rieti, Viterbo e Roma avranno volumi più bassi. In generale ci si aspetta una riduzione del 25% rispetto allo scorso anno.

Tiene l'olio extravergine nelle regioni meridionali, ad eccezione della Campania, dove si prevede un calo del 30%. In Molise, nonostante la siccità, si prevede un aumento del 10% e un prodotto di discreta qualità. In Puglia si annuncia un'annata di carica, ma con i volumi in parte condizionati dalla siccità. "Laddove è stata possibile l'irrigazione di soccorso - evidenzia Confagricoltura - si è riusciti a tamponare a scapito di costi di produzione più elevati. Nel Salento c'è grande attesa per i primi impianti di Favolosa, la varietà resiliente al batterio della Xylella fastidiosa, che entrano in produzione quest'anno e che lasciano intravedere una luce in un territorio flagellato dalla malattia".

In Sicilia c'è soddisfazione per lo stato fitosanitario; la quantità invece è variabile. Si sta già iniziando a raccogliere nella zona orientale per le produzioni di alta qualità, con rese in olio limitate fra il 6% il 10%. In Calabria la campagna presenta una situazione decisamente diversificata, con le aree costiere di Cosenza e Crotone in carica e una buona produzione anche nelle zone interne. Valida la performance anche nel catanzarese, mentre nelle province di Vibo e Reggio le produzioni si preannunciano meno positive dal punto di vista dei volumi.

"Il settore olivicolo oleario è fortemente influenzato dai cambiamenti climatici estremi - afferma Walter Placida, presidente Federazione nazionale di prodotto Olio di Confagricoltura -Abbiamo avuto una stagione segnata da una diffusa siccità, in particolare nelle regioni meridionali, che ha favorito il contenimento delle problematiche fitosanitarie, ma che ha influenzato i volumi produttivi. Soltanto le prossime settimane, con il clima che ci sarà all'inizio dell'autunno, potranno chiarire l'andamento anche in termini di resa in olio".

Il presidente di Unapol, Unione nazionale associazioni produttori olivicoli, Tommaso Loiodice, aggiunge: "Mi auguro che si possano trovare le risorse finanziare da mettere a disposizione del comparto, per ampliare i sistemi di irrigazione in modo da affrontare meglio periodi di siccità che hanno caratterizzato la campagna attuale".

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