Grano duro, rese per ettaro in drastico calo in Puglia

Secondo Confagricoltura i raccolti saranno inferiori fino al 30% rispetto all'anno scorso, mentre Coldiretti Puglia stima un -45%. In tutta evidenza si materializza il danno delle gelate di aprile e della siccità da maggio in poi

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Intanto le previsioni dell'Igc per l'Italia e a livello nazionale indicano un -9,2% (Foto di archivio)
Fonte foto: © Tyler Olson - Fotolia

Per il grano duro in Italia sarà un'annata molto più scarsa del previsto. E le organizzazioni agricole alzano le antenne: l'occasione può essere propizia per un rialzo dei prezzi, ma le importazioni dall'estero, se pure con prezzi alle stelle, sono sempre in agguato.
È in fase avanzata la trebbiatura del grano duro in Sicilia e Puglia ed emerge che, al contrario delle previsioni iniziali (che stimavano +9%), il raccolto è in diminuzione; tanto è vero che International grains council e Borsa merci telematica italiana hanno rivisto al ribasso le stime produttive (-9,2%). E in Puglia gelo e siccità sembrano aver avuto un ruolo importante.
 

Confagricoltura, in Puglia rese in calo fino al 30%

Confagricoltura, che sta monitorando le operazioni di mietitura in atto sul territorio, sottolinea come "Nel foggiano, area particolarmente vocata alla produzione - a causa della gelata di aprile e della siccità di maggio - si registra un calo produttivo ancor più marcato (tra -20% e -30%). Però la qualità sembra ottima con peso specifico mediamente superiore a 80, mentre le proteine medie si attestano intorno a 13/14%".

Secondo Confagricoltura "Che la qualità ci sia, è testimoniato anche dal fatto che il listino prezzi della Borsa merci di Foggia del 23 giugno registra per il prodotto fino con contenuto proteico minimo del 12%, quotazioni di 300 euro/tonnellata. Si tenga presente che i prezzi del grano duro avevano raggiunto picchi superiori a 300 euro a tonnellata nel 2020, poi erano calati gradualmente nel 2021".

L'anno scorso, complessivamente, la Puglia ha prodotto 9,5 milioni di quintali di grano duro, il 35% della produzione nazionale, impiegando una superficie superiore a 344mila ettari. Da sola, la provincia di Foggia, nel 2020, ha prodotto oltre 7 milioni di quintali su una superficie di 240mila ettari, con una resa media per ettaro di 29,68 quintali.
 

Coldiretti Puglia, raccolto 2021 a -45%

"Con l'inizio della trebbiatura in Puglia, il granaio d'Italia, prende il via la raccolta del grano stimata in calo del 45% a causa del clima pazzo, con le gelate prima e la siccità dopo, che ha dimezzato le rese fino a 12 quintali per ettaro, mentre la qualità risulta eccellente". È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Puglia.

"In provincia di Bari il calo della produzione a causa degli eventi estremi è verticale con punte che superano il 60%, mentre a Foggia - rende noto la Coldiretti Puglia - la situazione è molto variegata tra zone irrigue e non irrigue, dove comunque hanno inciso gelate e siccità e si stima una diminuzione fino al 35% della produzione di grano".

A colpire i campi regionali non sono solo i cambiamenti climatici che - evidenzia la Coldiretti Puglia - hanno provocato una riduzione delle rese, ma anche l'allarme incendi. "In provincia di Foggia i nostri agricoltori stanno trebbiando con grande lena per evitare il rischio fiamme che è sempre in agguato. Quale che sia l'origine del fuoco - naturale, dolosa o per mano di piromani - dal 20 maggio al 20 giugno sono state 70 le chiamate d'intervento ai Vigili del fuoco per spegnare gli incendi in campagna", insiste Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Foggia.

"Una situazione aggravata dalla concorrenza sleale delle importazioni - sostiene la Coldiretti Puglia - che dall'entrata in vigore dell'accordo di libero scambio tra Unione europea e Canada nel 2020 le importazioni di grano canadese in Italia sono aumentate del 70% rispetto all'anno precedente per un totale di circa 1,7 miliardi di chili".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export siccità cambiamenti climatici danni gelate

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