Puglia, non c'è pace per l'olivicoltura

L'extravergine perde il 35% del valore nel 2019 secondo quanto rileva AgroNotizie sui mercuriali della Borsa merci di Bari. Domani vertice al Mipaaf con il sottosegretario L'Abbate su import, costi e maltempo

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il 19 novembre scorso la Borsa merci di Bari non ha stilato il listino dell'olio, per mancato raggiungimento del numero legale nella Commissione
Fonte foto: © Giovanni Cancemi - Fotolia

Il prezzo medio dell’olio extravergine di oliva in Puglia, stando a quanto rilevato da AgroNotizie sui listini dalla Borsa merci della Camera di commercio di Bari, si è avvitato su se stesso, perdendo al 12 novembre quasi il 35% sulle quotazioni di inizio d’anno. Ed il 19 novembre scorso la seduta della Commissione di borsa per l'olio non ha raggiunto il numero legale e non è stato fissato alcun nuovo prezzo. La Commissione olio è stata riconvocata per il prossimo 26 novembre.

I prezzi di inizio d’anno erano condizionati da un raccolto e una molitura italiana al minimo storico e l’8 gennaio scorso l’extravergine con lo 0,4% massimo di acidità era stato fissato in Borsa merci  - alle condizioni di franco partenza/arrivo e Iva esclusa, contrattazione tra produttore e grossista, a 6,10 euro al chilogrammo sui minimi e 6,20 euro sui massimi.

Già il 30 aprile, grazie alle importazioni compensative, e nonostante ingenti quantitativi nazionali stoccati, il prezzo era calato a 5,50 euro al chilo sui minimi e 5,70 euro sui massimi. Il 24 settembre scorso Bari registrava un 4,30 – 4,50 euro al chilogrammo con già sulla scia i primi annunci di un buon raccolto. Purtroppo la discesa è continuata fino al 12 novembre scorso con prezzi attestati a 3,80 – 4,20. Dall’inizio dell’anno, il prezzo medio dell’olivo extravergine di prima qualità sulla piazza di Bari ha perso il 34,95% del valore.

La questione olio sarà discussa a Roma domani, 22 novembre, nel corso dell’incontro convocato dal sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe L’Abbate con le organizzazioni agricole.

“Nonostante l’elevata qualità della produzione olivicola prevista per quest’annata, che secondo recenti stime dovrebbe attestarsi sulle 200mila tonnellate, pari a quasi il 60% di quella nazionale, il comparto olivicolo e oleario pugliese rischia anche quest’anno, dopo la disastrosa annata del 2018, di pagare un conto salatissimo e di vedere vanificato gran parte del lavoro fatto dall’estate a oggi; le forti raffiche dei venti di scirocco che hanno colpito incessantemente la Regione negli ultimi giorni, infatti, non hanno fatto altro che aggravare la situazione del settore, messo già a durissima prova dalla Xylella fastidiosa, e che aveva appena cominciato a riprendersi dopo la siccità di settembre e ottobre e le gelate dello scorso inverno”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Puglia, Tommaso Battista, precisando che la campagna di raccolta non è ancora entrata nel vivo, vi si arriverà la settimana prossima.

“Sembra davvero non esserci pace per l’olivicoltura della Puglia. Non bastassero le emergenze fitosanitarie e le condizioni climatiche avverse, infatti, il settore paga anche lo scotto di dichiarazioni avventate riguardanti il crollo del prezzo dell’olio extravergine d’oliva, diffuse fra l’altro in giorni cui le quotazioni indicavano altro; tutto ciò non ha avuto altro effetto se non quello di vanificare un’ottima annata produttiva e contribuire a far crollare le quotazioni della produzione nazionale, che sul mercato deve già fare i conti con le positive campagne olearie delle altre grandi realtà produttive dell’area mediterranea, nostre principali competitor, quali Grecia, Tunisia e Marocco”, aggiunge il presidente Battista.

“Questi due elementi, ovvero il calo dei prezzi interni e la competizione di paesi esteri nei quali i costi di produzione sono nettamente inferiori, e così anche quelli di vendita quindi, stanno mettendo a durissima prova la tenuta del comparto" rimarca Battista.
“A riprova di quanto affermato, basti pensare che già all’inizio del mese di novembre le quotazioni del prodotto nazionale erano calate di circa il 25%; alla luce dei recenti sviluppi, c’è la concreta possibilità che i prezzi scendano ulteriormente, con il rischio di dare il colpo di grazia all’olivicoltura pugliese”, conclude il presidente della Copagri Puglia, chiedendo al Mipaaf di intervenire in favore del settore attraverso una campagna di promozione straordinaria dell’extravergine di olive che possa mitigare le inevitabili conseguenze negative per il comparto.

Una delegazione di olivicoltori e frantoiani di Coldiretti Puglia, guidati dal presidente regionale Savino Muraglia sarà a Roma domani, per l’incontro convocato dal sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe L’Abbate con le organizzazioni agricole, dove sarà sottolineato il tentativo di allineare i prezzi tra olio italiano ed estero.
"E’ invasione di olio d’oliva spagnolo con le importazioni che nel 2019 crescono in quantità del 48% con gravi ripercussioni sul mercato e sull’Uliveto Italia" – denuncia Coldiretti Puglia, sulla base di un’analisi sui nuovi dati Istat relativi al commercio estero che evidenziano come il settore olivicolo vada in netta controtendenza rispetto alla crescita commerciale sui mercati esteri fatta registrare a livello generale. “E’ impensabile che il prezzo di olive e olio sia già ad inizio campagna al di sotto dei costi di produzione. L’olio extravergine di oliva made in Italy non può essere venduto a meno di 7-8 euro al litro, insiste il presidente Muraglia.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: olio organizzazioni agricole prezzi mercati olivicoltura politica agricola

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