Cereali, primo semestre di profondo rosso per la bilancia commerciale

La bilancia cerealicola torna ai livelli prepandemia dopo un ottimo 2020 chiuso con un deficit molto minore. Nonostante i cali quantitativi, è l'aumento dei prezzi a tener banco. All'export mancano 158 milioni di euro di vendita di pasta rispetto al boom dell'anno scorso

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Continua a calare l'interscambio quantitativo di cereali in granella (Foto di archivio)
Fonte foto: © Mahlebashieva - Adobe Stock

Il primo semestre 2021 della bilancia cerealicola italiana, con dati aggregati fino al 30 giugno 2021, presentano un deficit in aumento, causato dall'aumento in valore dell'import a cui si aggiunge la componente di un calo del fatturato dell'export. Il saldo valutario netto del periodo si riferisce a un passivo di 1.320,9 milioni di euro, contro gli 880,2 del primo semestre 2020.

Analizzando le importazioni, si registra un calo marcato delle quantità arrivate dall'estero (-632mila tonnellate, pari al -5,8%), ma con un aumento in valore di 316,2 milioni di euro (+10,6%), complice il brusco aumento dei prezzi delle materie prime. Scendono i quantitativi in import di grano tenero (-318mila tonnellate), grano duro (-363mila tonnellate), mais (-169mila tonnellate) e altri cereali minori (-23mila tonnellate). Segnali positivi per i mangimi a base di cereali (+28%) e prodotti trasformati (+5%), oltre a semi oleosi (+180mila tonnellate), mentre risulta stabile il riso (124mila tonnellate) e in flessione le farine proteiche vegetali (-18mila tonnellate).

Per quanto riguarda l'export, il calo nelle quantità riguarda 283mila tonnellate (-11,2%) e nei valori (-124,5 milioni di euro, -5,9%). Il dato più pesante riguarda l'importante flessione dell'export di pasta (-213mila tonnellate, pari a -158 milioni di euro) e dei prodotti trasformati (-25%), oltre che del riso (-12%). In controtendenza crescono le quantità esportate di farina di grano tenero (+14.700 tonnellate, +16%), cereali in granella (+79mila tonnellate), semola di grano duro (+2%) e mangimi a base cereali (+4,9%).

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