È scaduto ieri - 10 gennaio 2023 - il termine per presentare sull'apposita piattaforma Sian i programmi operativi e le autodichiarazioni per l'accertamento del valore della produzione commercializzata delle Organizzazioni dei Produttori (Op) e delle Associazioni delle Organizzazioni di Produttori (Aop) del settore olivicolo oleario. Tali adempimenti sono finalizzati alla determinazione dell'aiuto Ue per i programmi operativi approvati, come previsto dal Decreto del Ministero delle Politiche Agricole numero 0502276 del 6 ottobre 2022.


Il termine - originariamente fissato dal Decreto del 6 ottobre 2022 per il successivo 10 ottobre - era stato poi prorogato al 10 gennaio 2023 dal Decreto del ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, numero 0554709 del 29 ottobre 2022. Sul piatto c'è la divisione tra le Op e le Aop delle risorse comunitarie per il settore olivicolo oleario nel 2023: la prima quota annuale del Piano Strategico Nazionale, da 34,6 milioni di euro, parte integrante dei complessivi 173 milioni di euro fino del quinquennio 2023-2027.

 

La proroga si era resa necessaria perché i piani operativi andavano approvati entro il 31 dicembre 2022 e il valore della produzione commercializzata 2022, presa quale parametro per individuare il peso di ciascuna associazione rispetto agli aiuti, al 10 ottobre si sarebbe rivelato solo frutto di una mera stima, non potendo essere basato su elementi concreti per i restanti due mesi e 20 giorni dell'anno appena trascorso.


Per altro, le istruzioni operative per procedere all'autodichiarazione del valore della produzione commercializzata, sono state pubblicate solo sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2022 e contenute nel Decreto Masaf 22 dicembre 2022 numero 22A07319.

 

Il Decreto del 6 ottobre, adottato con emendamenti dalla Conferenza Stato Regioni il 14 settembre 2022, era stato al centro di una polemica per l'individuazione proprio nel 2022 nell'anno di riferimento per stabilire il dimensionamento commerciale delle Op e Aop: tra le modifiche apportate dalla Conferenza Stato Regioni e contestate vi era stata proprio la scelta del 2022 al posto del 2021 come anno di riferimento oltre al calcolo, ai fini del riparto tra Op, anche dei contratti negoziati dai singoli soci già dal 2023.

 

Contro il Decreto si erano schierati la Cia - Agricoltori Italiani e l'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia. A favore si erano ritrovati invece Unaprol e Coldiretti Puglia.

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Ora toccherà vedere come realmente saranno divise le ingenti risorse previste per il settore olivicolo oleario, in una fase decisiva per l'olivicoltura italiana, presa da diffuse e sentite esigenze di rilancio e dalla necessità di sventare il pericolo rappresentato dalla Xylella fastidiosa.