Risorse idriche, in Emilia-Romagna si gesticono con il "semaforo"

Coniugare la tutela dell'ambiente con le esigenze irrigue. Questo l'obiettivo del nuovo meccanismo che consiste in una mappa online con le aree della regione suddivise in tre colori, per fornire informazioni chiare e immediate sullo stato idrologico dei corsi d'acqua

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Il nuovo metodo dinamico resterà in vigore fino al 30 ottobre prossimo (Foto di archivio)
Fonte foto: © DVisions - Adobe Stock

È già operativo, è lo sarà fino al 30 ottobre prossimo, il sistema a "semaforo" per la gestione dei prelievi da fiumi e torrenti dell'Emilia-Romagna. Il nuovo metodo, dinamico, permette di individuare immediatamente le possibilità di prelievo in ciascuna zona del territorio attraverso la suddivisione in tre colori della mappa dell'Emilia-Romagna consultabile online. Sono rosse le aree dove sarà in vigore il divieto di prelievo di acqua, verdi quelle libere da vincoli. In giallo gli ambiti in bilico, dove si focalizza l'attenzione per la tutela del Deflusso minimo vitale, Dmv, la quantità minima di acqua che contribuisce a garantire la salvaguardia delle caratteristiche fisiche e chimico-fisiche dei corsi d'acqua e dei fiumi e la sopravvivenza delle specie ittiche e delle altre forme di vita presenti.
 

La mappa sul sito di Arpae, il nuovo sistema di prelievi idrici 

La mappa dello stato di salute dei corsi d'acqua dell'Emilia-Romagna è online sul portale di Arpae. Sarà aggiornata due volte alla settimana, al lunedì e al giovedì, dopo le ore 19.00. Eventuali divieti di prelievo entrano in vigore dal giorno seguente all'aggiornamento e permangono fino al momento in cui si ripresentano condizioni idonee (colore verde o giallo).

Il meccanismo a semaforo si fonda su una mappa della regione che rende immediatamente evidente, tramite una scala cromatica, la possibilità o meno di effettuare prelievi da ciascun corpo idrico della regione. In rosso sono rappresentate le aree con deflusso inferiore al Dmv (deflusso minimo vitale) nelle quali è in atto il divieto di prelievo. In verde le aree nelle quali si può prelevare liberamente. In giallo sono evidenziate le aree il cui deflusso si avvicina al Dmv e i prelievi devono essere effettuati con oculatezza. Alcune aree non sono colorate in quanto per le stesse non è previsto un Dmv.
 
Il divieto di prelievo vale per i titolari di concessione di derivazione, di autorizzazione provvisoria e per coloro che abbiano presentato un'istanza legittima, ai sensi della normativa vigente, di prelievo in attesa della conclusione dell'iter istruttorio. Il prelievo nel mancato rispetto del Deflusso minimo vitale è abusivo ed è quindi soggetto a pesanti sanzioni.

"Il nuovo metodo sostituisce la precedente modalità 'statica', basata su ordinanze provinciali applicate per l'intera stagione più secca. L'obiettivo è dare un'informazione chiara, trasparente e immediata sullo stato idrologico dei corsi d'acqua a cittadini, imprenditori agricoli e gestori della risorsa idrica. Con le nuove modalità puntiamo ad un uso migliore dell'acqua a disposizione: il meccanismo ‘a semaforo' è infatti dinamico, puntuale e flessibile perché costantemente aggiornato e tiene conto delle variazioni di portata per tutto il periodo estivo". Così Irene Priolo, assessore regionale all'Ambiente, illustrando le novità del meccanismo nel secondo incontro con il Tavolo che riunisce i vari portatori di interesse, dalle organizzazioni agricole alle parti sociali, lo scorso 12 luglio.

Nello stesso giorno è arrivato il via libera dalla Giunta regionale alle modalità per la richiesta di deroga al blocco dei prelievi, per assicurare l'irrigazione di soccorso qualora sia fondamentale per salvaguardare la raccolta delle colture.

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