Coldiretti e Novamont, un patto per la bioeconomia circolare

Al via l'intesa per lo sviluppo di olio di girasole made in Italy destinato alla produzione di biolubrificanti, bioplastiche e bioerbicidi

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L'olio ottenuto può essere valorizzato anche in combinazione con altri oli vegetali da colture oleaginose a basso impatto
Fonte foto: © yurii bezrukov - Fotolia

Nasce il primo patto nazionale per lo sviluppo di olio di girasole made in Italy destinato alla produzione di biolubrificanti, bioplastiche e bioerbicidi e ottenuto dai campi del Belpaese.

L'accordo siglato da Coldiretti, Novamont, Filiera agricola italiana e Consorzio agrario dell'Umbria va infatti nella direzione della bioeconomia circolare, basata sullo sviluppo di filiere agricole innovative, integrate nel territorio e connesse con le bioraffinerie del nostro paese.

"L'intesa con Novamont - spiega il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - è un passo strategico importante per la costruzione di un'economia sostenibile che, partendo dagli agricoltori, estende i suoi benefici a tutta la filiera, dall'industria fino ai consumatori, unendo ricerca, innovazione e rispetto dell'ambiente. L'alleanza con Novamont si inserisce perfettamente in un contesto italiano che può contare sull'agricoltura più green d'Europa con il primato della sicurezza alimentare a livello mondiale".

Valorizzando le potenzialità dei campi diffusi principalmente fra Marche, Umbria e Toscana, per un totale di 114mila ettari e con un trend di crescita stimato per il 2019 del +2,9%, l'accordo parte da una base di 25mila quintali di semi ottenuti dalla coltivazione di girasoli ad alto contenuto di acido oleico, con i quali si produrrà olio utilizzabile nelle bioraffinerie del Gruppo Novamont. Per il 2019 si parte con 1.200 ettari seminati dal Consorzio agrario dell'Umbria. La scelta del girasole è da ricondursi anche al fatto che può essere coltivato in aree difficili, in terreni sia pesanti che sabbiosi, originando anche un'opportunità di reddito aggiuntivo per gli agricoltori.

L'olio ottenuto può essere valorizzato anche in combinazione con altri oli vegetali da colture oleaginose a basso impatto nella direzione di sviluppo di bioprodotti ideati per fornire soluzioni uniche e sostenibili all'inquinamento degli ecosistemi, quali biolubrificanti per uso agricolo, monomeri per le bioplastiche, bioerbicidi a base di acido pelargonico.

Dopo la spremitura per ottenere olio grezzo si passa alla prima raffinazione. Il prodotto ottenuto affronta poi un'ulteriore fase di lavorazione per l'ottenimento di bioprodotti destinati a differenti settori. Dalla prima fase di spremitura si ottiene anche farina di girasole che viene recuperata per essere utilizzata nell'alimentazione degli animali nelle stalle italiane.

"Il patto siglato con la Coldiretti rappresenta un tassello importante di un approccio strategico condiviso per mettere in pratica i concetti di bioeconomia circolare e di innovazione continua sui territori" dichiara Catia Bastioli, amministratore delegato Novamont. "Partendo proprio dall'effetto trainante di prodotti innovativi che superano il rischio di accumularsi anno dopo anno nel suolo e nelle acque, insieme sarà possibile sviluppare filiere integrate che partono dal suolo e ritornano al suolo moltiplicando i progetti integrati locali, contrastando una crescita lineare dei volumi, contenendo le quantità e lavorando sullo stesso valore aggiunto delle filiere".

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