Xylella, quando i soldi non bastano

Agrinsieme stima in oltre un miliardo il budget necessario per il rilancio produttivo del Salento infetto. Coldiretti presidia l'incontro con di Gioia e ne chiede le dimissioni. Intanto sembra allontanarsi l'ipotesi Commissione d'inchiesta al Senato

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Oggi a Lecce Emiliano e di Gioia incontrano i sindaci del Salento
Fonte foto: © adamico - Fotolia

Si annuncia una settimana di passione per l’emergenza Xylella fastidiosa in Puglia, dove continuano le manifestazioni di protesta e le prese di posizione delle organizzazioni agricole: perché a fronte di oltre un miliardo di costo per la ripresa produttiva, secondo una stima di Agrinsieme Puglia, e della necessità di un piano di rilancio per il Salento di almeno 500 milioni di euro di fondi pubblici, come proposto da Italia olivicola, al momento i pochi soldi disponibili sono fermi.

E sul territorio di affilano le armi per preparare gli emendamenti al decreto legge per le emergenze, che dovrebbe aggiungere risorse anche per le aziende colpite dalla Xylella. E da Bari filtra una notizia: sembra che Lega Nord e Movimento 5 Stelle abbiano intenzione di abbandonare il progetto di Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Xylella fastidiosa. E la decisione dovrebbe essere a breve ufficializzata dalla Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Anche se al momento, il progetto è fermo alla Comagri del Senato in sede referente, e con tanto di firme dei 52 senatori proponenti in calce.

Intanto, l’assessore regiomale alle Politiche agroalimentari, Leonardo di Gioia, venerdì mattina si è recato a Lecce, dove ha incontrato le organizzazioni agricole, ed ha incassato l’esplicita richiesta di dimissioni per immobilismo da parte di Coldiretti Puglia.

Oggi pomeriggio alle 17,30, invece, tocca al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in tandem con l’assessore di Gioia, incontrare a Lecce i sindaci della zona infetta, che avevano reclamato di essere riuniti nella Consulta sull’infezione, mai convocata negli ultimi quattro anni. Un tavolo tecnico, per disegnare nel dettaglio le necessità di un territorio che rischia di essere trascinato al collasso economico dalla crisi dell’olivicoltura e della produzione di olio da pressione, ormai ridotta al lumicino.
 

La posizione di Agrinsieme Puglia

“Ribadiamo la necessità di avere ulteriori risposte dalle istituzioni, con particolare riferimento all’Unione europea, al Governo e alla Regione Puglia, per far fronte all’emergenza causata dalla Xylella, che ha causato danni stimati in oltre un miliardo di euro”. Così Agrinsieme Puglia, il coordinamento che riunisce le federazioni regionali di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari, dopo l’incontro del 15 marzo corso con l’assessore di Gioia.

“Ad oggi, infatti, abbiamo oltre 10 milioni di piante infette, cifra che moltiplicata per un costo di abbattimento e reimpianto pari a circa 150 euro ad albero, dà un’idea della gravità dei danni causati all’olivicoltura della Regione Puglia e palesa l’insufficienza delle risorse finora stanziate”, precisa il coordinamento.

"Dopo le prime parziali misure contenute nel decreto legge emergenze, chiediamo maggiori risorse che permettano agli agricoltori di coprire i danni causati dall’epidemia, attraverso un piano di durata pluriennale che consenta di affrontare anche la questione degli abbattimenti e dei reimpianti; servono, poi, una vera semplificazione burocratica per avviare gli stessi abbattimenti e reimpianti, lo stanziamento di nuove risorse del Piano di sviluppo rurale da destinare alla ricerca e ai reimpianti e l’attivazione di tutte le pratiche previste nella zona cuscinetto anche nella zona infetta”, prosegue Agrinsieme Puglia.

“Chiediamo, inoltre, durante la fase di conversione in legge del decreto emergenze, una correzione per chiarire, fra l’altro, come le misure di abbattimento contenute nel provvedimento potranno portare a un effettivo snellimento delle procedure” aggiunge il coordinamento.
 

La Commissione d’inchiesta in Senato

Sulla possibilità stessa di stanziare risorse ingenti per il Salento aleggia però lo spettro della Commissione d’inchiesta sulla Xylella in fase di varo al Senato.

E su tanto giunge un’insperata novità: "I Cinque Stelle e la Lega Nord hanno deciso di affondare la proposta di Commissione d’inchiesta sul fenomeno della Xylella. E ciò si evince dalle recenti dichiarazioni dei senatori Gianpaolo Vallardi (Lega Nord, Ndr) e Gisella Naturale (M5s, Ndr), rispettivamente presidente e componente della Commissione agricoltura del Senato".
Lo ha dichiarato venerdì 15 marzo il presidente della Commissione bilancio del Consiglio regionale della Puglia, Fabiano Amati (Pd), commentando la decisione della Commissione agricoltura di non esprimere parere sulla proposta di Commissione d’inchiesta avanzata da 51 senatori e di rimettere ogni decisione ­– così come prevede il regolamento – alla Conferenza dei capigruppo del Senato per l’eventuale esame dell’assemblea.

“Che l’intento dei proponenti non fosse l’accertamento della verità, ma d’interferire con opinioni credulone sulle procedure di contenimento del batterio, è stato nella sostanza svelato con le dichiarazioni chiare e intelligenti dei senatori Vallardi e Naturale" ha sottolineato Amati.
 

Di Gioia a Lecce: "Oggi facciamo il punto sulle questioni burocratiche"

“Era doveroso per me essere qui, salutare i manifestanti, incontrare le associazioni, fare il punto della situazione e preparare la riunione di lunedì, alla presenza del presidente Emiliano, per il tavolo tecnico, che ci consentirà di dipanare nel merito tutte quante le questioni burocratiche che molto impattano sulla celerità delle nostre azioni”.
Così l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, intervenendo venerdì mattina a Lecce alla conferenza stampa sulle questioni legate alla Xylella fastidiosa.

L’assessore di Gioia ha ribadito l’impegno della Regione Puglia “che è l’unico ente che sta lavorando su questa materia sul territorio. Voglio ringraziare il ministero per il decreto che ha portato in Consiglio dei ministri, sapendo che le risorse stanziate tra Comitato interministeriale per la programmazione economica e decreto sono solo una parte iniziale di quello che è il fabbisogno di un territorio lacerato e distrutto”.

L'assessore ha poi richiamato il mondo agricolo “alla responsabilità dell’unità di intenti, superando le divisioni e guardando al cuore dei problemi che devono essere il motivo che ci orienta nelle scelte che poi dobbiamo fare”. Ma l’incontro per di Gioia è foriero della dura presa di posizione di Coldiretti Puglia.
 

Coldiretti chiede le dimissioni dell'assessore di Gioia

La delegazione di Coldiretti, guidata dal presidente regionale Savino Muraglia, ha abbandonato l'incontro convocato dall'assessore regionale di Gioia a Lecce, non prima di rinnovare la richiesta delle sue dimissioni, nel faccia a faccia con lo stesso assessore.

"Disconosciamo l'assessore e il suo operato omissivo e rinnoviamo la richiesta delle sue dimissioni – ha detto Muraglia - per i ritardi, la negligenza, perché non ha ascoltato il territorio e le necessità del popolo dell'olio salentino che è stato abbandonato a se stesso, dimenticato a se stesso negli ultimi quattro anni. Un altro anno così è inaccettabile".

"Sentire ancora una volta che non aveva la forza di far emanare il decreto emergenze che prevedesse precise deroghe all'espianto nell'area infetta è una vergogna. Di fatto ha rimbalzato la responsabilità sul Governo e oggi chiede a noi gli emendamenti al decreto. Non ha la forza, si deve dimettere", ha concluso il presidente Muraglia.

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