Xylella, triplicano i casi positivi da inizio 2018

Ben 2251 nuove piante infette. E' questo il bilancio dell'ottavo aggiornamento del monitoraggio effettuato da Regione Puglia nell'area di contenimento tra le province di Brindisi e Taranto

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La cartografia della zona di contenimento indica la presenza di piante infette da abbattere
Fonte foto: © Regione Puglia

La Regione Puglia ha pubblicato l’ottavo aggiornamento del monitoraggio sull’infezione da Xylella fastidiosa, ceppo Codiro, sul suo territorio amministrativo: e si contano 2251 nuovi casi positivi, essendo più che triplicato il numero delle piante infette nella zona di contenimento rispetto a soli due mesi fa.
Intanto dal 1° marzo 2018 torna l’obbligo – in tutta l’area demarcata – di effettuare le operazioni agronomiche utili al contrasto della diffusione del principale insetto vettore dell’infezione: la Cicalina sputacchina (Philaenus spumarius).

A darne notizia, lo scorso 6 marzo 2018, è il profilo Facebook del sito web Infoxylella.it, animato da un gruppo di agronomi ed agrotecnici direttamente impegnati nel monitoraggio e che sintetizza i dati ufficiali pubblicati sul portale web ufficiale della Regione Puglia Emergenza Xylella.

“A poco più di due mesi dall'ultimo aggiornamento (2 gennaio 2018, NdR) sono state riportate sul portale ufficiale regionale Emergenza Xyella, 2251 nuove piante positive ricadenti tutte in zona di contenimento dove, lo ricordiamo, è previsto l'abbattimento delle sole piante infette" riportano gli esperti di Infoxylella.

“Il numero complessivo dei positivi del monitoraggio 2017-2018 ancora in corso sale così ad un valore, ancora parziale, di 2.986 piante" aggiungono.

Le nuove piante infette si trovano tutte tra le province di Brindisi e Taranto, e pertanto rappresentano la crescita del potenziale di inoculo propizio per un'ulteriore espansione verso nord dell'infezione.

La pietra di paragone è con il risultato finale del monitoraggio 2016-2017, che sempre nell’area di contenimento arrivò a contare 893 casi di piante risultate positive al batterio.

“Dalla cartografia appare sempre più evidente come i nuovi casi positivi siano l'evoluzione del focolaio di Oria, dove si osserva un'altissima densità che via via decresce fino a i focolai più lontani della zona cuscinetto" commenta Infoxylella, che riporta la cartografia ufficiale di emergenza Xyella. Il focolaio di Oria è diventato tristemente famoso per i ricorsi al Tar e le sospensive che hanno impedito per due anni di effettuare gli abbattimenti di piante infette.

La distribuzione delle piante sulla mappa indica la prevalenza delle diffusione naturale di batterio/malattia a breve distanza rispetto alla diffusione passiva dei vettori infetti su distanze maggiori.

Intanto già si segnala la presenza in natura degli stadi giovanili del principale insetto vettore della Xyella, la Cicalina sputacchina (Philaenus spumarius).

A tal proposito da Infoxylella si ricorda: ”Anche quest’anno è già scattato l’obbligo di controllo delle popolazioni dei vettori allo stadio giovanile mediante lavorazioni meccaniche o altri metodi autorizzati in tutti i terreni pubblico/privati, agricoli/extra-agricoli ricadenti nelle aree demarcate (infetta, contenimento e cuscinetto/tampone) a partire dal 1 marzo fino al 30 aprile prossimo”.

Tale obbligo in Regione Puglia è disposto dalla Delibera di Giunta Regionale n.1999 del 13 dicembre 2016 ”Aggiornamento delle misure fitosanitarie per contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa sul territorio regionale”.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Infoxylella.it

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