Mercato ortofrutticolo di Cagliari: cresce del 25% in dieci anni

Il 40% dei prodotti commercializzati sono sardi, e si punta ad allargare la gamma dell'offerta. Ben 800 gli agricoltori regionali coinvolti, in una struttura con oltre 1.100 clienti con partita Iva

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Un momento dell'incontro del 15 dicembre scorso al Mercato di Sestu
Fonte foto: Mercato Agroalimentare e Ortofrutticolo della Sardegna

Sono numeri in crescita quelli dei primi dieci anni di vita del Mercato agroalimentare e ortofrutticolo della Sardegna, che il 15 dicembre 2017 a Cagliari ha celebrato la ricorrenza tracciando un bilancio della sua attività e presentando i progetti in corso e quelli di prossima attuazione.
A illustrarli sono stati il direttore ed il presidente del Mercato, Giorgio Licheri e Giuseppe Concas, insieme all'assessore dell'Agricoltura della Regione Sardegna Pier Luigi Caria, al sindaco e al vicesindaco di Sestu (Cagliari), Paola Secci e Massimiliano Bullitta
 

Il ruolo del mercato

Borsa merci, piattaforma logistica e anello della filiera ortofrutticola, difesa dei produttori locali e rilancio del sistema ortofrutticolo a livello nazionale, il Mercato agroalimentare e ortofrutticolo della Sardegna, che ha la sua sede a Sestu (Cagliari), in questi dieci anni ha svolto anche queste funzioni, con un occhio alle prossime iniziative e progetti per il nuovo anno: fibra ottica, nuova viabilità, accordo tra ente gestore e costruttore del mercato, un servizio di certificazione della qualità dei prodotti, una nuova app per i consumatori.
 

Giorgio Licheri: "Dieci anni di lavoro anche con la crisi"

"Il produttore locale, in particolare in questi anni di crisi - ha spiegato il direttore del Mercato Giorgio Licheri - ha trovato nel mercato agroalimentare della Sardegna una piattaforma aperta e disponibile che, accogliendo tutte le forme di produzione, singole e associate, ha consentito di supportare anche le imprese marginali svolgendo di fatto una funzione sociale di integrazione e assicurazione del reddito di molte famiglie, analogamente ha offerto la possibilità a tanti piccoli dettaglianti, con sede fissa o itinerante, di sopravvivere grazie alla possibilità di potersi rifornire quotidianamente con prodotti freschissimi, di qualità, a poche ore dalla raccolta".
 

Fatturato su del 25% in dieci anni

Dal 2008 il fatturato complessivo del Mercato agroalimentare della Sardegna è cresciuto del 25% fino al 2016. Sono 72 attualmente gli operatori presenti (erano 62 nel 2007) e il fatturato complessivo è di circa 150 milioni di euro. Il 2017, in base alle prime stime, conferma i dati del 2016.
I mesi più importanti delle vendite sono sempre più quelli relativi alla stagione estiva (da aprile a ottobre) a testimoniare che la domanda è trainata dal turismo. Sulla base di questi dati si stima che grazie al mercato di Sestu, transiti circa il 40% dell'ortofrutta consumata in Sardegna.

Il numero di agricoltori sardi che conferiscono merci al mercato è di circa 800; i clienti sono fidelizzati e su circa 1.100 con partita Iva, il 30% frequenta giornalmente il mercato, un altro 60% lo frequenta due o tre volte la settimana. Il numero di accessi giornalieri è in media di 550 aziende provenienti da tutta la Sardegna, comprese le province di Sassari, Oristano e Nuoro
Inoltre circa 150 clienti acquistano la merce per telefono e la ricevono direttamente nel punto vendita. Anche la distribuzione organizzata regionale è presente come acquirente al mercato.
 

Il 40% delle merci è made in Sardegna

E ancora, secondo i dati del Mercato, i prodotti locali rappresentano circa il 40% delle merci commercializzate. "Questa percentuale, se si considera che sui primi cento prodotti commercializzati in Sardegna si riescono a produrre solo venti prodotti per motivi climatici o di costo, rende significativo il dato. In particolare, se presente, il prodotto locale spesso rappresenta il 100% dell'offerta di quel prodotto. Ciò avviene in modo particolare per prodotti come: pomodori, carciofi, finocchi, zucchine, melanzane, cetrioli, cavoli, lattughe, arance, clementine, meloni, angurie e in parte per le pesche e nettarine" ha aggiunto Giorgio Licheri.

E dal 2016 c'è una marcia in più: l'adesione alla rete Italmercati, che vede impegnate congiuntamente le realtà di Milano, Torino, Genova, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania e Cagliari.
 

Le novità del 2018 

Sono diverse le novità previste a partire dal 2018: tra queste la fibra ottica. "Finalmente anche il Mercato potrà usufruire di una connettività adeguata grazie alla possibilità di utilizzare le nuove linee installate nel 2017" dice Licheri.

Vicino anche l'accordo tra Coagri Sardegna (la società di gestione del mercato) e l'Immobiliare europea per lo sfruttamento degli spazi inutilizzati all'interno del Mercato ortofrutticolo da destinare a uffici e servizi per l'intera filiera e alla realizzazione di nuovi depositi e magazzini necessari per il completamento della struttura mercatale.
Inoltre sono in programma novità sulla viabilità con la gara da 3,2 milioni di euro del Comune di Sestu per il completamento dei lavori sulla rete viaria comunale, già finanziata con fondi regionali.
 

Laboratorio di qualità

"Si partirà con un servizio di assicurazione di qualità e di laboratorio, necessario per assicurare e certificare la qualità dei prodotti commercializzati nel mercato - ha aggiunto Licheri - fino al nuovo sistema di comunicazione a disposizione di operatori, agricoltori e dettaglianti. In particolare la app che consentirà al consumatore di conoscere promozioni, produzione di primizie e poter geolocalizzare facilmente i punti vendita al dettaglio che propongono i prodotti del mercato".

Per il responsabile del Mercato "nei prossimi dieci anni dovremo pensare ad accogliere nuove imprese che completino l'offerta dei prodotti agroalimentari della Sardegna, e occorre inoltre proporre a queste aziende servizi commerciali, logistici, assicurazione qualità, di marketing, e-commerce".
 
Il direttore del Mercato ha poi proposto una idea progettuale per il futuro: la nascita di un Parco agroalimentare delle eccellenze in Sardegna con baricentro il mercato di Sestu, seguendo il modello del parco Fico aperto di recente a Bologna, proprio nell'area del mercato Caab.
 

Pieno sostegno dalla Regione Sardegna

"Per la regione è importante tutta l'agricoltura e l'ortofrutta e la pesca ricoprono un ruolo fondamentale. Continueremo a supportare e stimolare questi comparti oltre che lavorare per accelerare le procedure burocratiche - ha detto l'assessore regionale dell'Agricoltura Pier Luigi Caria.
"Il Mercato di Sestu ha al suo interno grandi eccellenze nei suoi prodotti ortofrutticoli, per una gran percentuale provenienti dalla Sardegna, ma si dovrà lavorare per rafforzare il sistema della qualità".

"La regione deve dare al Mercato il giusto supporto perché oggi ci chiedono un aiuto per offrire agli operatori un servizio che punti sulla qualità - ha aggiunto - questo va di pari passo con l'altra richiesta, quella della presenza fissa di una struttura regionale con le agenzie Agris e Laore che potremo accogliere. Ora cercheremo di formalizzare i modi e i tempi".

Per Caria, infine, "dopo i 72 operatori e le tre Op presenti al Mercato, si punterà a rafforzare la filiera e se vogliamo che la percentuale del 40% dei prodotti sardi presenti possa crescere, dobbiamo supportarli per potenziare le nostre produzioni in questi spazi riservati, coinvolgendo la più ampia platea possibile".

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