Agroalimentare, la crescita passa dalla tutela

Al via un ciclo di incontri di formazione sulla lotta alla contraffazione e all'italian sounding. Azioni necessarie per accrescere le quote di mercato del made in Italy all'estero

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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Masterchef il falso in tavola, ecco i relatori del convegno
Fonte foto: © Schicchi

La tutela dell’agroalimentare made in Italy passa per la lotta alla contraffazione e all’italian sounding. Ma per farlo occorre un programma serio di formazione e conoscenza.

E’ quello che si propone di fare il Comando legione carabinieri dell’Emilia Romagna, in collaborazione con l’Accademia nazionale di agricoltura, l’Accademia italiana della cucina e il Caab – Fico fabbrica italiana contadina. Lunedì 27 giugno si è tenuto a Bologna un convegno dal titolo “Masterchef il falso in tavola” per introdurre questo ciclo di incontri e seminari per la conoscenza e l’informazione in campo agroalimentare.

Dopo il saluto introduttivo di Adolfo Fischione, comandante della Legione Carabinieri, Maurizio Cirulli, presidente dell’Accademia italiana di cucina, ha voluto sottolineare “l’importanza del progetto educativo e formativo che sta alla base della difesa del nostro agroalimentare, con eventi necessari a sensibilizzare sul tema del food e della lotta alla contraffazione”, ricordando poi “l’importanza della cucina e del cibo nella cultura italiana”.

Il ministero del Lavoro, rappresentato al convegno dal ministro Giuliano Poletti, ha già aderito all'iniziativa insieme al ministero dell’Agricoltura e a quello della Salute. Proprio il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha inviato anche una nota al convegno.
Il diritto a un’alimentazione adeguata rientra tra i diritti inalienabili della persona – riporta la nota – Oggi la lotta alle frodi in tutti i settore della catena agroalimentare è una priorità della politica europea in tema di sicurezza alimentare e come Italia siamo particolarmente impegnati e coinvolti nelle azioni che in quest’ambito sono state individuate e messe in atto dalle istituzioni europee”.

E’ chiaro che i fenomeni di illegalità nei prodotti agroalimentari colpiscono la salute – ha ricordato il ministro Poletti nel corso dell'incontro – A questo si aggiunge tutta la questione della concorrenza sleale, che mette fuori competizione i nostri prodotti. Per questo bisogna incrementare il contrasto alla contraffazione e ai reati alimentari”.

Stiamo parlando di un settore, quello agroalimentare, che vale 36 miliardi di euro di export – ha spiegato Andrea Segrè, presidente di Caab – Agricoltura e agroalimentare occupano il 7% totale della forza lavoro italiana e sono un settore strategico per la nostra economia. Quello che ci proponiamo di fare con Fico è quello di dare un nostro importante contributo nella valorizzazione del cibo italiano, senza tralasciare però tutti gli aspetti legati alle proprietà salutistiche”.

A livello di controlli, in Italia siamo sicuramente i più tutelati – ha poi vendicato Giorgio Cantelli Forti, presidente dell’Accademia nazionale di agricoltura – siamo da sempre dalla parte della sicurezza e della qualità, e l’abbiamo dimostrato, intensificando i controlli”.

Dietro alla contraffazione c’è sicuramente la mortificazione del lavoro e dell’impegno degli imprenditori onesti – ha poi spiegato Ermanno Fontana, tenente colonnello dei Nas per effettuare i controlli operiamo per due canali: negli scarti di lavorazione e nella produzione. Dal 2013 al 2015 i controlli sono stati intensificati, raggiungendo una quota molto significativa di 115mila controlli. Le irregolarità non sono cresciute, anzi la tendenza è a una leggera riduzione delle illegalità”.

Marco Cucuzzoni, del Nucleo Antifrodi, ha raccontato poi l’esperienza della divisione in cui opera. “La nostra attenzione si focalizza in particolare sulle etichettatura e su come si può tutelare il consumatore. Anche qui è fondamentale continuare a contrastare il fenomeno della contraffazione, attraverso operazioni, ispezioni e controlli. Ogni anno il settore agroalimentare gode di tante risorse messe a disposizione dall’Europa e dagli enti pubblici, per questo è necessario essere il più possibile trasparenti e lavorare per il made in Italy”.

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