Pacchetto Sud, il credito d'imposta piace alle imprese agricole

Il provvedimento fiscale previsto dal Governo nella legge di stabilità prevede un finanziamento di quasi 2,5 miliardi tra 2016 e 2019 esteso anche alle aziende agricole

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Arrivano le prime reazioni delle organizzazioni agricole al via libera della commissione Bilancio della Camera dei Deputati al “pacchetto Sud”, gli emendamenti alla legge di stabilità per il rilancio del Meridione presentati dal Governo. Tra le varie misure si prevede il credito d'imposta automatico per 4 anni, con tre fasce di sconto, con un finanziamento di quasi 2,5 miliardi di euro tra 2016 e 2019 esteso anche alle imprese agricole.
 
Con le modifiche alla manovra promosse da palazzo Chigi si introduce il credito d’imposta automatico per le imprese "ubicate nelle zone assistite di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo".
 
Lo sconto fiscale vale per "l'acquisto anche tramite locazione finanziaria di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate sul territorio".
 
La proposta di modifica prevede un credito d'imposta automatico per gli investimenti del 20% per le Pmi nel limite massimo per ciascun progetto pari a 1,5 milioni di euro, del 15% per le medie imprese (con un tetto massimo di 5 milioni) e del 10% per le grandi (tetto massimo di 15 milioni).
 
"Prevedere nella legge di stabilità una misura specifica per le imprese agricole del Sud è un segnale positivo, a sostegno di un settore riconosciuto sempre più come strategico nelle economie delle regioni meridionali, e della Campania in particolare".
E' il commento di Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente dell’organizzazione in Campania
 
"Aver previsto espressamente un'attenzione particolare per l'agricoltura nel Sud - aggiunge Masiello - lascia ben sperare rispetto ad una agenda politica che abbia come obiettivo il riequilibrio della capacità produttiva dell'Italia. Far crescere il Sud significa far funzionare il motore nazionale e far crescere l'agricoltura in Campania significa trainare l'economia di un intero territorio. Occorre ora mettere in sinergia i vari strumenti economici, armonizzandoli e sburocratizzando le procedure. Come sempre, Coldiretti è pronta a dare il suo contributo".
 
Anche Cia e Confagricoltura esprimono soddisfazione per il credito d’imposta allargato alle imprese agricole.

“Una misura che si deve inserire in una strategia complessiva di sviluppo del Sud perché da sola ovviamente non basta" affermano Alessandro Mastrocinque, vicepresidente nazionale della Confederazione nazionale agricoltori e presidente dell’organizzazione in Campania e Michele Pannullo, presidente di Confagricoltura Campania.
 
“Occorre integrarla con altri interventi: Programmi di sviluppo rurale, infrastrutture, sburocratizzazione massiccia e valorizzazione dell'agroalimentare del Sud" dicono ancora Mastrocinque e Pannullo, che, riferiti al territorio della Campania sottolineano: "Ribadiamo la nostra piena disponibilità alla Regione Campania a discutere su questi temi in tempi brevi, per lavorare insieme per il rilancio dell'agricoltura campana che può e deve essere leader nel settore primario nazionale”.

Sul credito d’imposta, Pannullo sottolinea: “Siamo convinti che tale misura sia di supporto e rafforzamento dell’agricoltura del Meridione, soprattutto a tutela delle imprese più qualificate e capaci di essere sui mercati nazionali e internazionali.”
 
Il vicepresidente nazionale della Cia Mastrocinque sui temi del rilancio dell’agricoltura, riconosciuta dal Rapporto Svimez 2015 come uno dei driver di sviluppo del Sud infine afferma: ”Ci sono infinite potenzialità, ma restano ancora inespresse. E su queste abbiamo già il nostro piano di rilancio, necessario per agganciare la ripresa e contribuire alla crescita del Paese”.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: azienda agricola organizzazioni agricole leggi e decreti psr

Temi caldi: Legge di stabilità 2016

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