Martina: “Franceschini ha ragione, Expo sottovalutato"

L'intervento del ministro alla rubrica Campo Libero di Rtl 102.5: "L'Esposizione universale non sarà la panacea, ma guai a demolire le opportunità dell'Italia di mostrarsi al mondo"

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Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali

Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e Forestali, Maurizio Martina, è intervenuto nella sua rubrica “Campo Libero” in onda ogni giovedì mattina su Rtl 102.5 all’interno di “Non Stop News” parlando di “Expo Territori” il progetto che avrebbe dovute avere la sua presentazione oggi in una conferenza stampa poi annullata.
di seguito l'intervento.

Cominciamo dal progetto “Expo Territori”
"È uno dei progetti secondo me più interessanti e utili per dimostrare che Expo sarà una piattaforma di opportunità non solo per Milano, Lombardia e quel territorio specifico, ma per tutto il Paese. Il progetto “Expo Territori” sostanzialmente definisce 25 percorsi lungo tutto lo Stivale, dal Nord al Sud. Sono percorsi enogastronomici e turistici, andiamo con questo grande progetto a collegare una serie di siti straordinari da un punto di vista archeologico, culturale, storico e li finanziamo con alcuni contributi che consentiranno in particolare ad alcuni di questi luoghi di costruire nuova promozione, di affacciarsi a quei venti milioni di visitatori rappresentando le loro bellezze. Andiamo dalle residenze sabaude a Villa Adriana, da Paestum a tutto il Monte Etna in Sicilia, dal Villaggio nuragico in Sardegna ad altri territori del Veneto e dell’Emilia-Romagna. È veramente un progetto nazionale, territoriale, e vedrete che darà modo di far capire quanto è straordinario il nostro Paese e quanto è incredibile in Italia il connubio tra l’esperienze enogastronomiche dei nostri territori e questi luoghi straordinari".

Ci sarà a breve anche il coinvolgimento di un po’ di giovani
"Assolutamente sì, secondo passaggio fondamentale che facciamo e che abbiamo presentato a Reggio Emilia nel weekend scorso è questo bellissimo progetto che abbiamo chiamato “Agrilab” sarà il primo incubatore di start up e di innovazione in agricoltura, direttamente promosso dal ministero delle Politiche agricole. L’idea di fondo è di raccogliere in un unico grande progetto nazionale quella spinta all’innovazione e all’investimento nelle nuove tecnologie, soprattutto in campo agricolo e agroalimentare, che si sta diffondendo in tutto il Paese. In questi mesi abbiamo incontrato decine di ragazzi che fanno impresa agroalimentare sfruttando al massimo le nuove tecnologie. Il punto vero qui è dare a questi ragazzi dei percorsi di formazione, di strutturazione delle loro idee imprenditoriali, stiamo ragionando con loro e creeremo questo incubatore proprio per fare questo. Ad esempio per insegnare loro come si costruisce seriamente un business plan, come si finanzia, quali tipi di passi si devono fare anche per fare un salto di qualità nella conduzione manageriale di queste idee e io sono assolutamente certo che “Agrilab” sarà uno dei progetti veri che lasceremo in eredità, anche grazie ad Expo".

Ieri il suo collega, il ministro dei Beni culturali Franceschini ha detto agli italiani che Expo è sottovalutato come evento e come possibilità di effetti. Molti però continuano ad essere fortemente diffidenti, ad esempio un  ascoltatore di Brescia chiede di spiegare quali ricadute positive possa avere sul manifatturiero
"Un dato su tutti che credo possa rispondere: grazie ad Expo abbiamo già raccolto 1 miliardo di euro di investimenti di Paesi stranieri che arrivano in Italia e investono proprio grazie al grande appuntamento espositivo di Milano. L’ascoltatore provi a guardare quante imprese del bresciano, ma di tutta la Lombardia e non solo, stanno lavorando dal punto di vista delle opere e delle costruzioni, grazie a questo appuntamento. Questa è solo una parte dell’eredità materiale che un evento come questo può lasciare al Paese. Abbiamo già venduto 7 milioni di biglietti in tutto il mondo, non è mai accaduto che un’esposizione universale vendesse, prima di aprire, un numero così consistente di biglietti. Vorrà pur dir qualcosa".

"Capisco tutte le difficoltà, è giusto che ragioniamo dei problemi aperti che ci sono ancora e su cui dobbiamo insistere ma, e qui sono d’accordo con il mio collega Dario Franceschini, dobbiamo anche guardare, veramente, le grandi opportunità che un appuntamento come questo darà al Paese. Non sarà la panacea di tutti i mali, però guai a noi se il Paese demolisce anche le poche occasioni che ha per mostrarsi al mondo. Non immaginiamo che Expo sia solo una grande fiera, facciamo in modo che nei territori vivano questi progetti e facciano un passo in avanti. In ogni regione, in ogni territorio, ci sono già un sacco di persone che grazie all’appuntamento di Expo stanno muovendo le cose, hanno energie, lanciano progetti, fanno cose per il proprio territorio. Il punto non è per forza nemmeno andare a Milano a fare una cosa, andare in quel sito espositivo a portare un prodotto".

"Ciascuno lavori dentro i suoi territori e alzi lo sguardo, l’occasione straordinaria di Expo è proprio questa: fare in modo che la riprogettazione nei territori, soprattutto in campo agricolo, agroalimentare e non solo, si misuri col fatto che avremo per sei mesi il mondo in casa. Ci sono intere delegazioni di Paesi che arriveranno qui e per sei mesi rimarranno con noi che stanno cercando territori in cui promuovere iniziative, eventi, conoscere la nostra realtà. Ad esempio i Paesi africani arrivano qui e chiedono a noi di conoscere tutto il distretto delle macchine agricole, del packaging alimentare, dove noi siamo leader al mondo. Vengono a conoscere le esperienze meccaniche dell’Italia perché sanno che la meccanica italiana in generale è un lavoro straordinario. Dentro questo evento c’è anche un grande passo economico e produttivo, non sarà la panacea ma vorrà pur dire qualcosa se per il 2025 si sono candidate ad ospitare Expo città come Parigi e Londra, no?".

"Fare un Expo nel 2015 in Europa non è semplice, è un fatto assolutamente nuovo. Siamo in un tempo in cui l’Esposizione universale non è più quel momento in cui si può vedere l’innovazione in faccia, perché l’innovazione sta in un click oggi, l’abbiamo nella rete, i tempi si sono accorciati. Quindi inventare un’Esposizione universale in questo tempo è veramente una grande scommessa italiana e come tale dobbiamo viverla. Io non ho risposte certe, ma so che dobbiamo utilizzare questo grande appuntamento per fare insieme un salto di qualità e collocare l’Italia dentro questo spazio nuovo che è l’Europa e il mondo oggi forte delle sue tradizioni e dei suoi punti di forza soprattutto su questo tema. La grande questione alimentare è un tema che ci trascineremo nei prossimi anni e sarà cruciale per mille cose. Il mio invito è alzare lo sguardo e
giocarsela".

Una nostra ascoltatrice neo-laureata in agraria ci chiede come può prendere al meglio i benefici di Expo 2015.
"Faccio un esempio: il mio ministero ha lanciato un mese e mezzo fa un bando per il sostegno e la promozione di start up in campo agroalimentare, è collegato al progetto di cui parlavo prima, “Agrilab”. È un bando che rimarrà aperto fino a metà dicembre e vogliamo accompagnare, sostenere, anche con un contributo economico, seppur parziale, i migliori progetti di innovazione legato in campo agricolo e alimentare, le informazioni sono sul sito del ministero. Io direi a lei e tutti i ragazzi, se avete idee, provate, formalizzate una proposta, proviamo insieme a ragionare sulle cose concrete da fare".

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