Castelnuovo del Garda, amore per la terra

Immersa nella sponda Ovest del lago di Garda, la Cantina opera in sinergia con l'ambiente per preservarne la bellezza. Anche grazie a Magis

Michela Lugli di Michela Lugli

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Cantina Castalnuovo del Garda, i vigneti

Oltre cinquanta; cinquantatré per essere precisi, gli anni da contare per risalire alle origini della Cantina Castelnuovo del Garda.
Anni durante i quali i soci, oggi oltre 250 tra i migliori produttori di uve della zona, hanno riunito 1.200 ettari di vigneto la cui produzione, totalmente conferita alla Cantina, passando attraverso moderne tecnologie diviene vino.
Ma non un vino qualunque. Infatti, i terreni di origine morenica, sciolti e ricchi di scheletro nell'area collinare a sud-est del Lago di Garda, coprono le zone di produzione dei vini Doc Bardolino, Bianco di Custoza, Lugana, e dal 2001, anche del Bardolino Superiore Docg.

L'esperienza Magis, inizia per questa importante realtà nel 2010, “quando” spiega Angelo Ceradini, tecnico di campagna con esperienza quasi trentennale 'in vigna' e attivo per la Cantina Castelnuovo dal 2007, “abbiamo aderito con dieci ettari di vigneto afferenti alla zona di produzione della Doc Lugana e  parte del patrimonio viticolo di un'azienda al confine tra le province di Verona e Brescia”.
Alla base della scelta, prosegue l'esperto, “il crescente interesse e la sempre più accesa attenzione all'ecosostenibilità delle produzioni. Magis, nella sua complessità e scientificità, abbraccia tutti gli aspetti della produzione viticola, per questo, ci è parso estremamente serio e concreto”.

Sussistendo già per tutti i soci l'obbligo di seguire i disciplinari regionali di produzione integrata” prosegue Ceradini, “i protocolli Magis sono andati ad integrarsi perfettamente, migliorandola, con una filosofia già abbracciata dall'azienda. Ci troviamo ad operare su un territorio fortemente turistico, la sponda ovest del Lago di Garda, e i vigneti sono parte integrante del paesaggio.
E' chiaro, dunque, che ogni sforzo volto a ridurre l'impatto ambientale delle produzioni ed orientato alla tutela del paesaggio è ben visto.
Il continuo monitoraggio del processo produttivo” prosegue il tecnico, “da cui si generano vini con un livello di residui sotto controllo e l'aggiornamento tecnico costante fornito dai partner scientifici, sono due importanti punti di forza del progetto, fondamentali per affrontare i cambiamenti in atto soprattutto dal punto di vista del rispetto ambientale.

 

 

Cantina Castelnuovo del Garda

 

I controlli effettuati dai tecnici Magis, ci hanno poi fornito i dati necessari per una migliore pianificazione e organizzazione di tutte le pratiche di gestione del vigneto aziendale. Inoltre, l’adozione del protocollo Magis ha permesso una leggera riduzione del numero di trattamenti, ma soprattutto, l’utilizzo di molecole con classe tossicologica inferiore e una riduzione dei trattamenti a base di rame.

Per il momento non abbiamo ancora riscontrato vantaggi concreti dal punto di vista commerciale, ma l’interesse della Gdo nei confronti del controllo dei residui di fitofarmaci, pongono Magis e i prodotti ottenuti secondo i suoi dettami in posizione privilegiata. La speranza” conclude, “è quella di poter godere di questo vantaggio”

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Fonte: Agronotizie

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Tag: vino viticoltura magis

Rubrica: Magis, viticoltura sostenibile