Influenza aviaria, aiuti in arrivo

Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le norme per rimborsare gli allevatori e sostenere i piani di controllo. A disposizione per il 2018 ci sono 15 milioni di euro. Ora il Mipaaf dovrà definire gli aspetti operativi

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 2 anni fa

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Priorità degli interventi nelle aree a maggiore densità avicola
Fonte foto: Angelo Gamberini - AgroNotizie

L'ultimo caso di influenza aviaria (su AgroNotizie un approfondimento sulla malattia) registrato dall'Istituto zooprofilattico delle Venezie risale a marzo, quando ad essere colpiti dal virus sono stati oltre 150mila tacchini allevati in provincia di Bergamo.

Ora non vi sono focolai attivi e a fine aprile sono state tolte le misure di sorveglianza ancora in vigore.
I danni subiti dagli allevamenti colpiti sono rilevanti, sia per l'obbligo di abbattimento degli animali, sia per i vincoli alla movimentazione che ne derivano e che coinvolgono anche le attività avicole in un raggio di diversi chilometri.
Danni che gli allevatori sopportano per scongiurare l'ulteriore diffondersi del virus e per prevenire, per quanto possibile, nuovi episodi dell'infezione.
 

I rimborsi

Indispensabile allora riconoscere a questi stessi allevatori una copertura del danno, che avviene attingendo al fondo per l'emergenza avicola, seguendo le modalità recentemente definite dal ministero della Salute.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n.91 del 19 aprile 2018), si è previsto lo stanziamento di complessivi 15 milioni di euro per l'anno in corso e di 5 milioni per il 2019.
Questi soldi saranno utilizzati in parte (5 milioni) per la ripresa delle attività delle imprese coinvolte dagli episodi di influenza aviaria e per il rimanente (10 milioni) al rafforzamento del sistema di sorveglianza e prevenzione.
La ripartizione dei fondi sarà effettuata sulla base sia delle richieste regionali sia sulla classificazione del rischio di diffusione della patologia.
 

I fattori di rischio

Un'attenzione particolare sarà rivolta al controllo della situazione epidemiologica, tenendo conto dei fattori di rischio connessi alla diffusione del virus da parte dei selvatici.
Cosa che comporta maggiori rischi per le aziende in prossimità delle aree di svernamento di uccelli acquatici e la loro distanza da zone umide.

Altro elemento preso in considerazione è la densità degli allevamenti avicoli e il numero di capi allevati, per dare priorità alle aree dove questi parametri sono più elevati.
 

Il fattore densità

Per migliorare la biosicurezza degli allevamenti sono previsti sostegni economici per la riduzione della densità degli allevamenti di tacchini.
A questo proposito le misure di controllo potranno sancire la riduzione, anche temporanea, della densità negli allevamenti a rischio più elevato.
 

I tempi

Ora sarà necessario attendere altri 60 giorni per avere dal ministero per le Politiche agricole il decreto dove saranno dettagliate le disposizioni applicative e la comunicazione del regime di aiuti alla Commissione europea.

A questo proposito la normativa specifica che sono esclusi dagli aiuti le aziende che hanno stipulato polizze assicurative agevolate e quelle che abbiano già usufruito di sostegni comunitari per fronteggiare l'emergenza influenza aviaria.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: veterinaria avicoli influenza aviaria malattie infettive

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