Produzioni legnose, viaggio nel Centro di ricerca di Casale Monferrato

Alla scoperta del Centro di ricerca sulle agroenergie dell’Unità di ricerca per le Produzioni legnose fuori foresta. A cura di Mario A. Rosato

Mario A. Rosato di Mario A. Rosato

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Gli archivi vegetali dell’Azienda Mezzi

Presentazione e obiettivi
L’Unità di ricerca per le Produzioni legnose fuori foresta deriva dall'Istituto di sperimentazione per la Pioppicoltura (Isp), fondato nel lontano 1937 ed edificato in Casale Monferrato su terreni della Società Cartiere Burgo. Nel 1952 fu ceduto dalla Società Cartiere Burgo all'Ente nazionale per la cellulosa e per la carta (Encc), che nel 1979 ne affidò la gestione a una delle società affiliate, la Società agricola e forestale per le piante da cellulosa e da carta (Saf). Conseguentemente alla messa in liquidazione dell'Encc e della Saf, nel 2001 l’Isp fu devoluto al ministero per le Politiche agricole e forestali per essere utilizzato nell’ambito della riorganizzazione degli Istituti di ricerca. Dal 1° ottobre 2004 fa parte del Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria e successivamente il nome è stato modificato in Unità di ricerca per le Produzioni legnose fuori foresta (Plf).
L’istituto è dotato di una sede centrale che ospita l’amministrazione, alcuni uffici, i laboratori di chimica, biotecnologie, entomologia, patologia vegetale ed un ufficio cartografico; presso la sede centrale sono inoltre disponibili una sala riunioni e una sala convegni. Una sede distaccata, Uffici Cambio, è presente all’entrata dell’azienda Mezzi ed ospita alcuni uffici, i laboratori di genetica, tecnica colturale e tecnologie del legno. Inoltre sono presenti una serra, una mini rete di teleriscaldamento per uffici, serra e foresteria alimentata con biomasse legnose autoprodotte.
 
Il Plf effettua ricerca e sperimentazione sulle produzioni legnose fuori foresta per le diverse utilizzazioni industriali (legno e prodotti derivati, carta, biopolimeri ed energia), con particolare riguardo alle specie legnose a rapido accrescimento (pioppo, salice, robinia, eucalitto), alle latifoglie nobili (pero, sorbo, noce), alle conifere mediterranee e ad altre specie utilizzate in arboricoltura da legno (olmo, gelso, paulonia e acacia saligna). Si occupa inoltre del risanamento e rinaturalizzazione di aree degradate e/o inquinate da emissioni industriali (fitodepurazione e fitorisanamento).
L'attività di ricerca e sperimentazione è pianificata tramite progetti, nell'ambito dei quali vengono attivate collaborazioni con altri istituti nazionali ed esteri. Il Plf svolge inoltre attività di divulgazione, consulenza, assistenza tecnica e di formazione in favore di tecnici del settore italiani e stranieri.
 
Mezzi disponibili per la ricerca
Il Centro di ricerca svolge sperimentazione nell’azienda “Mezzi”, la quale si estende su 200 ha in area golenale del fiume Po, con alcuni ettari interessati da archivi vegetali contenenti differenti genotipi di pioppo e salice, vivai e barbatellai per la produzione di materiale vegetale per i nuovi impianti. L’azienda è inoltre dotata di una capannina meteorologica, una officina meccanica, capannoni per il ricovero delle macchine e delle attrezzature agricole e per lo stoccaggio del cippato, di fieno e paglia per il bestiame allevato allo stato semibrado. Una cella frigo, mantenuta a circa 4 °C nel periodo tardo inverno inizio primavera, è disponibile per la conservazione del materiale di propagazione (talee, semenzali, astoni e pioppelle).

I macchinari disponibili per le operazioni colturali proprie della pioppicoltura sono: pianta astoni in orizzontale, taglia talee, pianta talee Rotor, trapiantatrice Berto, macchina taglia-ceppaie, cippatore da piazzale Morbark, biotrituratore Caravaggi, e vari trattori di potenze diverse. Il cippato prodotto è utilizzato in una rete di mini-teleriscaldamento a servizio del complesso.

Le misurazioni di precisione sui campioni di legno raccolti (umidità, densità basale, potere calorifico) vengono effettuate in un apposito laboratorio, dotato dei seguenti strumenti:
  • n.1 pesa di precisione con livello di precisione al decimillesimo di grammo;
  • n.1 pesa di precisione con livello di precisione al decimo di grammo;
  • n. 3 pese con livello di precisione al grammo;
  • n. 1 essiccatore Memmert con capienza di 600 lt., max +300 °C;
  • n. 1 Calorimetro IKA C200;
  • n. 1 Trituratore (per legno) Fritsch;
  • n. 5 setacci per vagliatura cippato con range di vagliatura da 3.2 a 50 mm. 

Veduta del laboratorio con il calorimetro in primo piano
 
Innovazioni e risultati raggiunti
L’attività di ricerca e sperimentazione nel settore biomasse, ed in particolare l’attività di selezione clonale ha permesso, negli ultimi anni, di selezionare genotipi di pioppo, salice ed eucalitto adatti alla coltivazione con modello Src (short rotation coppice, ceduo a turno breve). Questi nuovi genotipi presentano le seguenti caratteristiche, necessarie per ottenere produzioni ottimali con il sistema Src:
  • crescita rapida in fase giovanile;
  • resistenza alle principali malattie del pioppo (e del salice);
  • rusticità;
  • resistenza a ceduazioni ripetute;
  • densità basale elevata.
I seguenti cloni di pioppo e salice selezionati recentemente dal Plf, già disponibili sul mercato, presentano rese superiori a quelle di altri cloni commerciali:
  • Pioppo Orion (83.148.041), P ×canadensis
  • Pioppo Imola (83.160.029), P. ×canadensis
  • Pioppo Baldo (85-036) P. deltoides
  • Salice Drago (S76-004), Salix babylonica ibrido (ex S. matsudana ibrido)
  • Salice Levante (S76-005), Salix babylonica ibrido (ex S. matsudana ibrido).

Nuovi cloni di Eucalitto ‘Viglio’ e ‘Velino’ (questi due atti solo per Centro - Sud Italia) lo saranno tra breve.

Il Plf ha inoltre sviluppato, in collaborazione con i ricercatori del Deiafa di Grugliasco (To), un prototipo di macchina pianta astoni in orizzontale. La macchina permette di piantare orizzontalmente porzioni di fusto (di pioppo e salice) di circa 120 cm di lunghezza, contemporaneamente su due file, la cui distanza può essere pre-impostata con un range di 2-3 m; può essere operata da solo tre persone. La macchina è dotata di due cassoni per lo stoccaggio degli astoni, di due predellini per gli operatori, ha un assolcatore per ogni lato che apre un solco di circa 10 cm di profondità ed un nastro trasportatore che veicola gli astoni nel solco. L’operazione viene conclusa da due  alette che chiudono il solco, seguite da una ruota che compatta il terreno. Molteplici sono i vantaggi di questo metodo: velocità e costo basso nella preparazione del materiale, velocità e costo basso nell’impianto (circa 1 ha piantato per ora di lavoro). Con questo metodo non è possibile prevedere la densità finale in quanto gli astoni in orizzontale producono un numero variabile di polloni, ma risulta comunque valido per barbatellai e impianti Src commerciali.
 
 Macchina pianta astoni in orizzontale
 
Visite guidate ed informazioni tecniche disponibili
Il Crea-Plf e l’azienda Mezzi ospitano ogni anno visitatori di scuole a partire dalle elementari, fino alle Università e gruppi di ragazzi dei campi estivi, di agricoltori e tecnici italiani e stranieri previo appuntamento. Inoltre, in occasione di fiere e convegni il Plf organizza giornate dimostrative presso l’azienda, durante le quali è possibile osservare gli impianti con i nuovi cloni (pioppeti, Src, vivai e barbatellai) le macchine specializzate nella coltivazione delle Src all’opera (impianto, coltivazione e ceduazione), oppure, valutare il lavoro in campo di nuovi prototipi e modelli. In occasione degli incontri, i gruppi vengono accompagnati e seguiti da ricercatori e tecnici che offrono supporto diretto durante la visita. La struttura è visitabile dagli operatori interessati, previo appuntamento, nei seguenti orari: da lunedì a giovedì dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 13:15 a 16:30, e i venerdì dalle 8:30 alle 13:00.

Per chi fosse interessato ad approfondire sul know how, materiale vegetale per propagazione e servizi offerti dal Crea-Plf, è disponibile una brochure QUI

Inoltre è possibile visitare l’azienda, prendendo contatti con il centralino: 0142330900 (Zerbin), con l’amministrazione (Lucia Sebastiani) o con il servizio arboricoltura da legno e biomasse (Gianni Facciotto e Sara Bergante).

Si ringrazia Sara Bergante per il materiale gentilmente fornito.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: innovazione ricerca biomasse bioenergie foreste e boschi

Rubrica: AgroInnovAzione

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