Cereali, il 2021 parte in sordina

Calano sia importazioni che esportazioni, anche gli arrivi dall'estero sono più significativi. Deficit comunque in calo di 30 milioni di euro su base mensile rispetto al gennaio 2020

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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I cereali in granella sono in controtendenza, aumentano le vendite all'estero (Foto di archivio)
Fonte foto: © Teodora D - Fotolia

Parte in flessione il 2021 per la bilancia commerciale cerealicola italiana, sia sul fronte delle importazioni che dal lato export. I movimenti valutari fanno comunque partire in deficit la bilancia, dato ormai tradizionalmente consolidato negli ultimi anni ma con una tendenza al calo. Infatti il valore dell'import, rispetto al gennaio 2020, è sceso dai 563,2 milioni dello scorso anno ai 520,3 dell'anno in corso, mentre il valore dell'export è sceso dai 308,2 milioni del 2020 ai 294,8 di quest'anno. Il saldo valutario netto è negativo per 225,5 milioni di euro, contro i 255 milioni del 2020.

Andando nel dettaglio dei dati relativi ai quantitativi movimentati, le importazioni risultano in diminuzione di 352mila tonnellate nelle quantità (-17,6%), in ribasso in particolare per i cereali in granella (-21%), di cui 240mila tonnellate di frumento in meno, oltre a -30mila tonnellate di mais e -14mila tonnellate di sorgo. Calo rilevante anche per le farine proteiche (-97mila tonnellate), mentre crescono gli arrivi di semi e frutti oleosi (+33mila tonnellate) e di riso (7.600 tonnellate).

Sul fronte delle esportazioni, le vendite all'estero di prodotti trasformati sono diminuite nel primo mese dell'anno di 52mila tonnellate, seguite da paste alimentari (-13.400 tonnellate) e dal riso (-9.700 tonnellate). Crescono invece le esportazioni di cereali in granella (+23.200 tonnellate) e della semola di grano duro (+3.400 tonnellate).

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Anacer - Associazione nazionale cerealisti

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Tag: cerealicoltura import/export mercati pasta

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