Xylella, cadono tutti i vincoli della zona infetta

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla Legge di Bilancio per il 2022 che consente di derogare ai vincoli ambientali e paesaggistici per tornare a coltivare in zona infetta dal batterio senza limiti di specie

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Unica condizione è che le piante sostitutive di quelle malate ed abbattute siano resilienti o resistenti al batterio (Foto di archivio)

Approvato in Commissione Bilancio del Senato l'emendamento alla Legge di Bilancio 2022 che lega il reimpianto alle specie riconosciute come tolleranti e resistenti alla Xylella fastidiosa, superando il vincolo di specie. "L'approvazione di questa mia proposta emendativa - commenta il senatore Dario Stefàno, presidente Commissione Politiche Europee - è assolutamente importante e un chiaro segnale di attenzione verso il Salento. È una misura di buon senso per la quale mi batto da tempo, poiché risponde alla necessità non più differibile di ridare futuro e prospettiva a quello che adesso appare come un drammatico deserto".

"La disposizione che consente il reimpianto anche di specie vegetali diverse dagli ulivi estirpati - prosegue Stefàno - derogando alle disposizioni vincolistiche e alle procedure valutative, è espressione forte della volontà più volte ribadita dai territori colpiti da Xylella di voler accelerare la ripresa produttiva delle imprese che insistono sulle zone colpite dalla diffusione di questa terribile batteriosi".

In pratica si tratta della versione nazionale di norme che già Regione Puglia aveva tentato di introdurre con l'articolo 26 della Legge Regionale numero 52 della Regione Puglia del 30 novembre 2019, ma che erano state cassate della Corte Costituzionale, adita dal Governo per conflitto di attribuzione. Le norme introdotte dall'emendamento Stefàno per altro ben si armonizzano con le altre deroghe citate in questo articolo di AgroNotizie dell'aprile scorso, nel quale si dava conto della sentenza della Suprema Corte numero 74/2021 - pubblicata il 21 aprile 2021 sulla Gazzetta Ufficialeprima Serie speciale - Corte Costituzionale numero 16.

"Di fronte alla grave emergenza - conclude Stefàno - la normativa e i vincoli ordinari hanno significato, per molto tempo, una zavorra anche per i più nobili tentativi di strappare il territorio dalla desertificazione devastante. Con la Norma approvata in Commissione Bilancio al Senato, per cui ringrazio il collega Mino Taricco e il gruppo Pd del Senato che ne hanno condiviso l'importanza e sostenuto questa mia iniziativa politica e tutta la maggioranza per averlo votato, possiamo cominciare a lavorare per riguadagnare quanto oggi sembra drammaticamente perso".


Coldiretti Puglia, libertà di reimpianto evita deserto

"La liberalizzazione dei reimpianti con la possibilità di piantare altri tipi di coltivazioni al posto degli ulivi devastati dalla Xylella è importante per dare un futuro all'economia agricola della Puglia ed evitare la desertificazione del territorio e il rischio che un batterio alieno azzeri il patrimonio produttivo". È quanto afferma Coldiretti Puglia, nel commentare l'approvazione in Commissione Bilancio al Senato dell'emendamento alla Legge di Bilancio 2022, fortemente sollecitato da Coldiretti, che consente il reimpianto di specie diverse dall'ulivo in deroga ai vincoli paesaggistici e ambientali.

La Xylella - ricorda Coldiretti Puglia - fino a oggi ha infettato oltre 8mila chilometri quadrati con oltre 21 milioni di ulivi colpiti, molti dei quali monumentali. "Continuare a pensare che la Xylella sia un problema solo dell'agricoltura - ribadisce il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia - è la dimostrazione della miopia di quanti ancora non prendono coscienza del danno arrecato dalla malattia a tutta l'economia, dall'agricoltura al turismo, fino agli investimenti per l'indotto commerciale e artigianale legato all'agroalimentare e alla ricettività, per cui serve un impegno corale di tutti che vada oltre la Puglia, perché la Xylella è un problema nazionale ed europeo".

"Sono 386mila gli ulivi delle specie resistenti impiantati in Salento con 3.400 ettari interessati dalla rigenerazione
- ricorda Coldiretti Puglia - numeri troppo bassi che impongono una visione condivisa per accelerare la ricostruzione e superare gli ostacoli burocratici e i vincoli paesaggistici per ridare il futuro alla più grande fabbrica green del Sud Italia".

Risultano alla cabina di regia dell'Osservatorio Fitosanitario Regionale 160mila piante e 1.220 ettari reimpiantati con la varietà Leccino e 2.170 ettari e 226mila piante di ulivo FS17 piantumate a seguito di espianto, contro gli oltre 90mila ettari di superficie olivetata che sono stati intaccati in provincia di Lecce dalla Xylella. La liberalizzazione dei reimpianti è un passaggio fondamentale per una ricostruzione efficace - insiste Coldiretti Puglia - dal punto di vista economico e paesaggistico, puntando oltre che sulle due varietà resistenti di ulivo, sempre con il supporto della scienza, su altre varietà tipicamente mediterranee.

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