Difendere la vite dall'oidio con Sonata. Due esperienze nel Chianti

Sonata è un antioidico di origine naturale che permette di difendere le viti in maniera efficace, versatile e sostenibile. Ecco l'esperienza di due aziende nel Chianti Classico: San Felice e Cecchi

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Sonata è un antioidico di origine naturale ideale per la viticoltura
Fonte foto: Agronotizie

Sfruttare le potenzialità della natura per rendere maggiormente sostenibili le produzioni agricole. È questo il principio che ha ispirato Bayer nello sviluppo di Sonata, un antioidico di origine naturale a base di Bacillus pumilus (ceppo QST2808). Un particolare ceppo isolato dai ricercatori in Micronesia, che ha dimostrato una spiccata azione di difesa delle piante dall'oidio.

Per avere il parere di chi il prodotto lo ha utilizzato siamo stati nella zona del Chianti Classico, presso due aziende vitivinicole che hanno impiegato Sonata nella stagione appena conclusa: San Felice, di proprietà di Allianz, e Villa Cerna, parte del Gruppo Famiglia Cecchi.


Sonata: difesa efficace contro l'oidio

"A causa dell'andamento climatico avverso l'oidio quest'anno si è fatto sentire particolarmente e su consiglio del tecnico Bayer di zona ho provato Sonata e devo dire che sono rimasto soddisfatto", spiega Giovanni Zerini, agronomo dell'azienda Villa Cerna di Castellina in Chianti (Siena), con 110 ettari vitati a Sangiovese.

"Oltre all'efficacia quello che mi ha colpito è stata la facilità di utilizzo, essendo un agrofarmaco in forma liquida facile da miscelare. Inoltre è inodore e non è irritante per l'operatore. E il tempo di rientro, come quello di carenza, è nullo, quindi si può ritornare in campo a stretto giro".
 

Il meccanismo d'azione di Sonata si basa su tre principi:
  • Previene la germinazione delle spore fungine presenti sulle piante grazie agli ammino-zuccheri, prodotti dal batterio B. pumilus ceppo QST2808, che bloccano gli enzimi responsabili della formazione della parete cellulare del fungo.
  • I microrganismi competono con l'oidio per lo spazio e le fonti nutritive. Le spore del batterio formano una barriera fisica tra la pianta e il patogeno e quindi ne impediscono lo sviluppo.
  • Sonata provoca la produzione da parte della pianta di acido jasmonico, una sostanza che induce reazioni di difesa dagli attacchi dei microrganismi patogeni.


Produzioni di qualità e sostenibili

"Il prodotto è di natura microbiologica e questo va a favore della sostenibilità delle produzioni, sia in regime di biologico che di difesa integrata, come è la nostra azienda", spiega Roberta Pugliese, agronomo dell'azienda vitivinicola San Felice di Castelnuovo Berardenga (Siena), 150 ettari di vigneto in cui il Sangiovese è preponderante.
 

Sonata non lascia residui normati e dunque può essere impiegato nelle ultime fasi prima della vendemmia senza timore. Inoltre non influisce in alcun modo con le cinetiche di fermentazione, risultando dunque ininfluente sulla vinificazione.

"La nostra strategia di difesa ci assicura di rimanere ben al di sotto dei limiti di residuo previsti dalla legge. Tuttavia ci sono dei mercati dove si pretendono standard ancora più stringenti", sottolinea Pugliese. "Avendo una matrice di tipo microbiologico Sonata non lascia residui nel vino, aiutandoci così a contenere quelli complessivi. Inoltre non causa problemi ai processi di trasformazione in cantina".


Il posizionamento di Sonata

Sonata è un agrofarmaco di origine biologica pronto all'uso, che non richiede tempi di attivazione e può essere miscelato con la maggior parte degli agrofarmaci, compresi quelli a base di rame. In biologico può essere impiegato in qualunque stadio fenologico, mentre nella difesa integrata trova la sua naturale collocazione a inizio stagione e in chiusura.

"Sonata lo posiziono, come sostituto dello zolfo, in due momenti strategici per la difesa delle viti dall'oidio: ad inizio e a fine della campagna", spiega Pugliese. "Come sappiamo, per esplicare la sua azione antioidica lo zolfo deve sublimare e questo avviene in un intervallo di temperatura definito. Ad inizio stagione, quanto fa freddo, lo zolfo è poco efficace. Mentre in estate, quanto le temperature sono elevate, provoca scottature su foglie e acini. Con Sonata si superano questi inconvenienti, essendo efficace a prescindere della temperatura".

Una strategia seguita anche da Zerini: "Nel mese di luglio abbiamo avuto dei picchi oltre i 40°C. Una temperatura critica per l'utilizzo dello zolfo. Con Sonata invece non abbiamo avuto alcun tipo di effetto collaterale sulla pianta".

Sonata coniuga efficacia di difesa alla sostenibilità delle produzioni, anche a livello ambientale. Il prodotto è infatti selettivo nei confronti degli impollinatori e degli insetti utili. I rilievi condotti da Bayer hanno dimostrato che Sonata è perfettamente selettivo nei confronti di api ed impollinatori, nonché di insetti utili come i fitoseidi.

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