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Mosca olearia, per Assoprol situazione sotto controllo

L'associazione sta facendo controlli settimanali tra Prato e Firenze per verificare i livelli di attacco. Per ora le soglie di intervento non sono superate nemmeno nelle zone a rischio, ma preoccupa il calo della produzione dovuta ai danni da freddo

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Mosca olearia, situazione per ora sotto controllo tra Firenze e Prato
Fonte foto: © Giovanni Cancemi - Fotolia

Una task force di esperti dell'Assoprol, olivicoltori associati Firenze e Prato, sta controllando periodicamente la presenza della mosca olearia per programmare eventuali trattamenti e debellare sul nascere gli attacchi.

Attualmente sono 18 i punti di raccolta dati distribuiti su tutto il territorio, con controlli che seguono una cadenza settimanale.

La situazione fin ora è sotto controllo e non son stati riscontrati dati che destino preoccupazione, come ha spiegato il presidente Assoprol, Ritano Baragli.

Il trattamento è consigliato solo se la soglia di attacco supera il 10% e ora, anche sulla sulla costa dove la mosca tende ad essere più prolifica, gli attacchi sono tra il 5% e il 7%. Un livello che non crea allarme, a patto che le temperature si mantengano sopra i 30°C, che impedisce lo sviluppo delle uova.

La pioggia e l'umidità, e i conseguenti abbassamenti di temperatura, sono infatti fattori favorevoli al proliferare del parassita. 

Un discorso a parte invece deve essere fatto per i produttori biologici, che non utilizzano insetticidi di sintesi. In questo caso Assoprol consiglia di intervenire con il caolino, una roccia bianca di consistenza terrosa, che irrorata sulle piante fa da deterrente e crea uno strato protettivo sulle olive.

Una situazione quindi che per quanto riguarda i parassiti è nel complesso positiva. Ma ciò che più preoccupa i produttori sono le stime sulla produzione. 

Si prevede infatti un'annata non facile, con un calo nella produzione di circa il 20% se non di più a causa del freddo intenso dei mesi passati, come ha ricordato Baragli.

Le piante infatti hanno subito danni gravissimi e molte non hanno frutto ma solo vegetazione, portando ormai a quasi tre anni consecutivi in cui le aziende non fanno un raccolto pieno.

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