Estate calda in vista di Eima Digital Preview

Si sta delineando la piattaforma che ospiterà la prima edizione di Eima Digital Preview. La presentazione ufficiale è prevista entro fine luglio

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Presentazione ufficiale entro luglio 2020
Fonte foto: FederUnacoma

Work in progress in quel di FederUnacoma per la definizione dei dettagli della piattaforma che ospiterà online l'anteprima digitale della 44esima edizione della rassegna bolognese dall'11 al 15 novembre prossimi.

A breve tutte le aziende espositrici riceveranno le schede tecniche utili per predisporre i materiali necessari alla partecipazione all'evento digitale. La presentazione ufficiale di Eima Digital Preview è prevista entro la fine di luglio.

Gli sforzi si stanno concentrando sulla composizione del programma di convegni e meeting che già vede in calendario il "Premio Giuseppe Pellizzi" che porta su podio le migliori tesi di laurea in tema meccanico-agricolo a livello internazionale.
 

Appuntamento a febbraio 2021

Parallelamente agli sforzi che FederUnacoma sta mettendo in campo per la nuovissima edizione digitale, ci sono quelli per organizzare l'edizione "dal vivo" di Eima International in programma dal 3 al 7 febbraio 2021.

In attesa che a metà luglio venga varato il protocollo di sicurezza per gli eventi fieristici, è stato definito il quadro delle aziende partecipanti e la loro dislocazione all'interno del quartiere fieristico di Bologna.

Il calendario degli eventi collaterali e dei convegni, in via di definizione, conta numerose iniziative dedicate ai giovani con l'assemblea Agia - giovani imprenditori agricoli Cia, le giornate Mech@griJobs di Unacma e le lezioni di meccanizzazione agricola di Eima Campus in collaborazione con Aiia (Associazione italiana di ingegneria agraria).
 

Eima è internazionalità

In continua crescita, gli espositori esteri registrati per il doppio appuntamento saranno 700 - 671 nell'ultimo appuntamento del 2018 - provenienti da 43 paesi. Il 62% delle aziende estere proviene dall'Europa, e in particolare da Spagna, Germania e Francia; il 28% dall'Asia, principalmente Cina, Turchia e India; l'8% dall'America con gli Usa in testa e, infine, quotano l'1% Africa e Oceania.

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