Geldrop cambia pelle, ma non il cuore

Kuhn rilancia lo stabilimento olandese di Geldrop nel quale saranno prodotte falciatrici, fasciatori, rotopresse e presse quadre col rombo bianco-rosso di Saverne

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

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Lo stabilimento di Geldrop cambia pelle, ma non il cuore. Quello resta “tenero”, nel senso delle rotoballe, ovviamente. L’acquisizione delle attività che furono di Vicon apre infatti all’azienda di Saverne un orizzonte nuovo: già leader nel segmento fienagione, Kuhn può ora contare su gamme di prima schiera per quanto concerne rotoimballatrici, presse quadre giganti, falciatrici e fasciatori. A Geldrop ben sette ettari e mezzo di stabilimento ospitano 300 dipendenti. Qui si producono rotoimballatrici a camera fissa, a camera variabile, presse quadre giganti, ma anche trince portate per il mais, fasciatori e falciatrici a tamburo. Le attività legate a Geldrop sono passate di mano spesso da quando lo stabilimento è nato: da Krone, negli anni ’70, è passato poi a Case IH, Massey, prima di arrivare a Vicon, Deutz-Fahr, Taarup e per ultima Kverneland. Nel febbraio 2009 è infine subentrata Kuhn, con tutte le conseguenze che porta con sé un’acquisizione di questa portata: fino ad agosto 2010 verranno ancora prodotte attrezzature per altri marchi, poi si focalizzerà sempre più sul solo marchio Kuhn. La scelta di Geldrop non è stata casuale: lo indica l’impennata di produzioni uscite dallo stabilimento olandese tra il 2005 e il 2008. In questo periodo il volume prodotto è più che raddoppiato passando da 49 milioni di euro a ben 117. Nel 2009, nonostante la crisi, di euro ne sono stati prodotti 51 milioni per i vecchi marchi e 24 per il marchio Kuhn. Nel 2010 si ribalteranno i rapporti, prevedendo una produzione di 70 milioni di euro per Kuhn e 20 per le rimanenti case. A Geldrop  Kuhn coglie anche l’occasione per spazzare definitivamente i malintesi nati sul rapporto Kuhn-Vicon: l’acquisto di Geldrop comprende tutti i macchinari di produzione e tutte le tecnologie, come pure l’accesso ai brevetti, ma non il marchio Vicon né gli edifici che ospitano lo stabilimento. Questo perché è nelle ferme intenzioni di Kuhn produrre e vendere col proprio marchio

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La linea produttiva della pressa quadra LSB 1270

 

 

La i-BIO: combinazione di produzione e fasciatura della balla rotonda

 

Giovanni Donatacci, direttore generale Kuhn Italia, avrà quindi nuove armi per la propria rete commerciale, armi con le quali colonizzare aree di mercato che al momento non erano a budget. Prosegue inoltre anche il progetto d’impresa “One”: un gruppo, un marchio. Un progetto che viene condiviso anche con i concessionari, soprattutto con la cerchia selezionata dei Partner Pro. Per aumentare la competitività sul mercato dei propri dealers, infatti, lo sforzo di Kuhn sarà finalizzato alla ricerca della massima complementarietà nelle gamme messe a disposizione della clientela. Anche le aree commerciali sono state ottimizzate con l'introduzione di un quarto area manager per il sud Italia. E non è l’unico fronte di crescita del team Kuhn: anche nel post-vendita si è rafforzata la squadra, con l’arrivo di altri due unità, portando a 6 gli elementi dedicati all’assistenza sul territorio. Infine, è nata anche una nuova figura professionale con il compito di fornire supporto ai dealers per quanto riguarda gli strumenti informatici messi a disposizione da Kuhn. Proprio la convinzione che la tecnologia possa moltiplicare i benefici per chi lavora dentro e fuori Kuhn, è stata implementata una extranet, accessibile ai dealers Pro, dove si possono inserire e controllare gli ordini, consultare documenti come le garanzie e i libretti d’istruzione. Infine, vi si può verificare la propria gestione contabile e gestire le garanzie.

 

 

La SW 4004 durante la fase di lavoro e in assetto trasporto su strada


Ma non è solo per la crescita di organico e strumenti che Donatacci è soddisfatto: per le vendite è previsto un aumento di volumi che mira a passare dai 170 ai 220 macchinari venduti in Italia, tra rotopresse, presse quadre, fasciatori e falciatrici a tamburo. Considerando i listini attuali di mercato, si presume un aumento di fatturato che entra nelle sei cifre. Nel corso dell’anno vedremo di volta in volta gli aspetti tecnici di falciatrici come le PZ 170 e 300; di presse quadre come la LSB 1270 e 1290; di rotopresse come la camera variabile VB 2160 o le camere fisse FB 119, 2125, 2135. Infine, l’i-BIO, che combina la produzione della balla alla sua fasciatura. Il segmento dei fasciatori appare anch’esso molto nutrito, con il “piccolo” RW1100 e gli RW 1200, 1400, 1600, 1800. Per le quadre verrà commercializzato l’SW 7664. Ultima ma non ultima, la novità che non mancherà di suscitare interesse nell’intero comparto sarà l’SW 4004, un fasciatore di balle quadre per veri professionisti.

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Fonte: Kuhn Italia

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Tag: macchine agricole