Cereali, verso il picco dei prezzi?

Il punto di vista del Consorzio agrario del Nordest sull'esplosione dei listini di mais, soia e cereali su scala mondiale

Matteo Bernardelli di Matteo Bernardelli

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Difficile dire fino a quanto durerà la fase ascendente delle mercuriali (Foto di archivio)
Fonte foto: © Torychemistry - Adobe Stock

"Quello a cui abbiamo assistito è stato un rally veloce e violento, un fenomeno che periodicamente si manifesta nei mercati delle materie prime; storicamente si tratta spesso di fenomeni di tipo Boom and Bust, cioè una forte accelerazione, alla quale di solito segue un rientro su valori standard con tempistiche variabili che possono dipanarsi anche su diversi mesi".

Così Carlo Citroni, responsabile area trading, e Nicola Musa, referente per l'area cereali e semi oleosi del Consorzio agrario del Nordest, commentano l'esplosione dei listini di mais, soia e cereali su scala mondiale.
"I motivi potrebbero essere differenti" spiega Citroni. "Le forti importazioni cinesi hanno di fatto ridotto notevolmente le scorte dei principali paesi produttori, con il Brasile che ha quasi azzerato gli stock di mais e soia".
 


Verso il picco dei prezzi?

Difficile dire fino a quanto durerà la fase ascendente delle mercuriali. Alcuni analisti pensano che i prodotti proteici, a partire dalla soia, abbiano già toccato il picco dei prezzi, mentre per il mais è minore il consenso sul fatto che la vetta sia stata già raggiunta, dicono dal consorzio.
Con un ritiro di oltre 4 milioni di quintali di cereali all'anno, parte dei quali stoccata nel mangimificio di Valdaro, dove il Consorzio agrario del Nordest può contare su una superficie di 76mila m² per la produzione di alimenti per animali da reddito, l'ente presieduto da Ettore Prandini ha adottato fin dal 2013 un servizio per la gestione dei rischi di mercato.


I contratti di protezione

Le opportunità dei contratti di protezione possono essere attivate per i successivi due anni su mais, soia, grano duro e tenero, colza e anche sul carburante agricolo.
Sono due le formule tra le quali gli operatori possono scegliere: il prezzo determinato a termine, che consente di fissare un prezzo fisso per la vendita del nuovo raccolto. "In questo modo - precisa Citroni - al conferimento del raccolto la fatturazione della merce avverrà al prezzo precedentemente stabilito, indipendentemente dal prezzo di mercato del momento".

Vi è poi anche la soluzione del prezzo minimo garantito, un prezzo tutelato a livello contrattuale, indipendentemente dalle fluttuazioni dei listini. "Con la formula del prezzo minimo garantito, l'imprenditore potrà partecipare ad eventuali rialzi dei prezzi di mercato" spiega. "Al conferimento del raccolto la fatturazione della merce avverrà al prezzo di mercato del momento, a meno che questo valore non sia inferiore al prezzo minimo garantito. In questo caso sarà pagato il prezzo minimo garantito precedentemente fissato".
"Consigliamo agli agricoltori di tutelare non più del 50% della produzione attesa - invita Musa - così da approcciarsi alla vendita dei prodotti agricoli con una mentalità non speculativa, ma assicurandosi una marginalità idonea a ripagare i costi di produzione con un adeguato riconoscimento economico".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: cerealicoltura

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