Non solo finti agricoltori... tutte le scuse per violare la quarantena

Persone che si fingono agricoltori, altre che portano a spasso gatti e tartarughe. Ecco quali sono le scuse più assurde di italiani e stranieri per violare la quarantena da coronavirus

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Una tendenza non solo italiana, ma globale, con migliaia di persone intente a studiare i divieti per trovare scuse plausibili per uscire di casa (Foto di archivio)
Fonte foto: © Kadmy - Adobe Stock

'Sono un agricoltore e sto andando a lavorare'. Ma è tutta una scusa e parte la multa. Si sa, a nessuno piace stare rinchiuso nelle quattro mura di casa, e così la quarantena imposta dal Governo per fermare l'epidemia da coronavirus ha spinto in molti ad inventarsi delle scuse per uscire all'aria aperta.

Una tendenza non solo italiana, ma globale, con migliaia di persone intente a studiare i divieti per trovare scuse plausibili per uscire di casa. L'agricoltura è uno di quei comparti che si è salvato dal lockdown e la tentazione di spacciarsi per agricoltore è tanta. Mentre per alcuni avere un piccolo orto sembra sufficiente per lasciare il domicilio.

Ci sono poi quelli che sfruttano gli animali da compagnia. Il sindaco di Fossano, in Piemonte, ha detto di aver visto persone portare il gatto al guinzaglio pur di uscire di casa. E qualcuno si è giustificato davanti ai Carabinieri dicendo che stava andando a dare da mangiare ai piccioni.

Sei ragazzi sono stati invece fermati mentre stavano andando a Zocca, il paese natale di Vasco Rossi, per rendergli omaggio. Ci sono poi bar rimasti aperti che facevano entrare gli avventori dalla porta di servizio, mentre una signora di Treviso è stata pizzicata sulla sedia della parrucchiera. Multa per lei e per la titolare del negozio, che doveva essere chiuso.

Un alessandrino di 63 anni invece è stato fermato nel torinese mentre 'andava a prendere un caffè'. Palettato un 62enne di Vicenza mentre sfrecciava alla guida della sua Focus nel centro abitato. Non solo sarebbe dovuto restare a casa, ma era anche ubriaco alla guida.

Un uomo è stato pizzicato mentre si recava a Treviolo, nella Bergamasca, perché 'qui hanno le arance più buone'. Ma molti sono quelli che hanno lasciato il proprio comune in cerca del 'petto di pollo scontato' o del 'pane più croccante'. Senza contare quelli che vanno a fare la spesa più volte al giorno, a botte di scontrini da 6 euro l'uno.
 

Le scuse senza confini

Ma le scuse fantasiose non sono appannaggio solo degli italiani. A Bicester, in Inghilterra, padre e figlio si sono giustificati dicendo che stavano inseguendo un mostro giocando a Pokémon Go. In Australia un uomo ha affermato che la sua necessità impellente era l'acquisto di droga, mentre un altro ha percorso in auto 20 chilometri per portare a spasso i propri cani.

Sempre in Australia un uomo è stato multato perché era andato a casa di un amico per innaffiargli il giardino, mentre un altro ha dovuto pagare mille dollari perché aveva voglia di mangiare un kebab all'aperto. Un ragazzo invece doveva assolutamente riportare la Playstation da un amichetto.

Nella Murcia, in Spagna, un uomo è stato fermato perché camminava con indosso un costume da T-Rex. Le motivazioni del gesto non sono state mai chiarite.
 

Ma a vincere la gara per la migliore scusa è stato un uomo che ha infranto la quarantena per amore. Fermato dalla polizia ha detto di essere uscito di casa per riconquistare il cuore della sua ex fidanzata. E sul modulo di autocertificazione, alla voce motivazione dell'uscita, ha scritto semplicemente 'amore'. O forse a vincere sono due amanti veronesi che sono stati pizzicati mentre l'amore lo facevano in auto, in campagna.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: curiosità

Temi caldi: Coronavirus

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