Cin cin alla proiezione in cantina

Agricoltura e dintorni: cosa unisce il vino al cinema? Il CinemaDiVino, la rassegna che affianca la proiezione di un film sul grande schermo nei cortili delle aziende vitivinicole alla degustazione dei vini spiegati direttamente dai proprietari

Ilenia Caleca di Ilenia Caleca

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CinemaDiVino è nato nel 2003 e grazie ad una intuizione di un gruppo di amici guidati dal compianto Valter Dal Pane
Fonte foto: © shaiith - Adobe Stock

"Gli farò un'offerta che non potrà rifiutare".
Ed è citando "Il padrino", nell'omonimo film del 1972, che se ci offrissero di vedere un film in una cantina, a pensarci bene, proprio non potremmo rifiutare.

E qualcuno ha colto la palla al balzo quando, "nel 2003 e grazie ad una intuizione di un gruppo di amici guidati dal compianto Valter Dal Pane", afferma il presidente Carlo Catani, è nato CinemaDiVino, un percorso enogastronomico nelle cantine che si è poi esteso su tutto il territorio nazionale.

Infatti le regioni ad oggi coinvolte sono Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Sicilia, "ma contiamo di raggiungere quota dieci nei prossimi due anni" prosegue il presidente.

Ma facciamo un passo indietro, per capire quale idea c'è dietro a CinemaDiVino.
"L'idea è quella di coniugare la magia del cinema e il suo linguaggio, alla produzione del vino e le sue diverse produzioni, realizzate e raccontate dai produttori a casa propria, con la possibilità di spiegare la loro filosofia produttiva e il loro modo di interpretare il prodotto".

La formula vincente è quindi quella di raccontare storie, in due differenti modi però: "il primo attraverso un linguaggio che ormai è codificato, ma spesso rinchiuso tra mura di casa o di cinema, il secondo veicolato da un prodotto, che solo attraverso il racconto dei produttori, prende corpo e acquisisce l'alone magico che a volte il cinema, soprattutto all'aperto, riesce a darci", prosegue Catani.

E se "gli ospiti amano vivere una serata all'aperto che gli consente di fare due serate in una", come rispondono le cantine?
"Alcune cantine fidelizzate amano la rassegna in modo incondizionato, altre, soprattutto alle prime esperienze o che hanno avuto esperienze passate bagnate dalla pioggia sono un po' più distaccate, ma in generale il format è molto apprezzato".


"Comunicazione, cultura e identità" all'azienda agricola Stefano Ferrucci

Tra chi partecipa alla rassegna c'è l'azienda agricola Stefano Ferrucci di Castel Bolognese (Ra) che, dal 1932 e con una conduzione a carattere prettamente familiare, coltiva Sangiovese su 16 ettari in una zona di media collina.

Coltura che una volta vinificata viene degustata nelle serate del CinemaDiVino, alle quali l'azienda aderisce dal 2007.

"Ci ha sempre affascinato l'idea di poter ospitare persone a 'casa nostra' e comunicare loro sia attraverso i nostri vini che attraverso i film da noi scelti - afferma Ilaria Ferrucci, che conduce l'azienda insieme alla sorella Serena - Cerchiamo di proporre serate in cui si può respirare un clima accogliente, familiare e sereno, in cui le persone si sentano davvero accolte nel nostro mondo e possano passare del tempo di qualità degustando i nostri vini e godendosi un film appositamente scelto".

Ed è nel cortile che ti trova davanti alla cantina che gli ospiti vengono accolti. "E' qui che riusciamo ad allestire comodamente tutti gli spazi, sia per la visione del film che la zona degustazione e quella dedicata a chi vuole cenare" prosegue Ilaria.
 
Cinemadivino
Fonte foto: © Azienda agricola Stefano Ferrucci - via Facebook

E per compiere la "magia" del CinemaDiVino, la scelta del film e del vino da abbinare non può essere casuale.
"Il film viene scelto con grande cura. Abbiamo due nostri carissimi amici che lavorano nel settore del cinema a Firenze e con loro scegliamo quattro o cinque titoli. La scelta del vino poi spetta a noi, sia in base al nostro gusto personale sia al messaggio che il film ci consente di lasciare".

Ed è proprio sulla comunicazione che l'azienda agricola Ferrucci punta.
"Il cinema e il vino sono entrambi comunicazione, cultura, estro e identità di chi li interpreta. Consentono nello stesso momento di avere momenti di aggregazione e condivisione ma anche di esperienza personale e individuale. Entrambi possono far riflettere e discutere ma prima di tutto entrambi devono essere goduti" conclude Ilaria Ferrucci.
 
Degustazione in cantina
Fonte foto: © Azienda agricola Stefano Ferrucci - via Facebook

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: vino azienda agricola

Temi caldi: Agricoltura e dintorni

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