Agrumi, conto alla rovescia per il primo volo verso la Cina

Il ministro Gian Marco Centinaio ha firmato il protocollo fitosanitario a Pechino. E l'assessore all'Agricoltura della Regione Siciliana, Edy Bandiera, annuncia che il 28 gennaio partiranno le prime arance rosse verso il gigante asiatico

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Arance rosse, saranno i primi agrumi italiani a sbarcare in Cina per via aerea
Fonte foto: © lauro55 - Adobe Stock

Il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio, in visita a Pechino ha firmato il 23 gennaio 2019, all'Agenzia delle Dogane, due accordi che permetteranno l'esportazione di nocciole ed erba medica. E ha siglato anche il nuovo protocollo sugli agrumi.

In occasione dell'incontro, le autorità cinesi hanno confermato che, nelle more della firma, l'intesa su export agrumi per via aerea è già provvisoriamente applicabile e i produttori italiani possono cominciare a esportare. Lo ha reso noto il Mipaaft con una nota diffusa alla stampa.
Intanto, l'assessore all'Agricoltura della Regione Siciliana, Edy Bandiera, ha annunciato la partenza del primo carico di arance rosse dell'isola alla volta del paese asiatico già lunedì 28 gennaio: saranno i primi agrumi italiani ad arrivare sul suolo cinese con mezzi aerei in forza del nuovo protocollo fitosanitario.
Mentre Federica Argentati, presidente di Distretto agrumi Sicilia, rivendica di aver per prima sollevato la questione della necessità di utilizzare i mezzi aerei per l'export di agrumi verso la Cina: mercato di primaria importanza.


La dichiarazione di Centinaio

"La firma di questi accordi rappresenta un passo in avanti importante per la nostra agricoltura che può approcciare oggi un mercato dalle grandi potenzialità per le nostre esportazioni come quello cinese. Nel quadro dei nostri rapporti con la Cina, il settore agroalimentare ha un'importanza crescente. Inoltre, abbiamo sollecitato la controparte a concludere presto l'intesa sul riso da risotto nonché quella sulle carni crude negoziata dal ministero della Salute. Infine, ci siamo impegnati a far progredire la nuova trattativa sulle pere. Proseguiamo su questa strada, sostenendo in maniera forte e concreta i nostri produttori" ha dichiarato il ministro Centinaio.

La sottoscrizione degli accordi per nocciole ed erba medica avrà i suoi tempi di gestazione, invece l'immediata esecutività del protocollo per gli agrumi ha destato numerose positive reazioni, soprattutto in Sicilia. Il protocollo, infatti, è un atto esecutivo nel quadro dell'accordo Italia-Cina sull'esportazione di agrumi e arance dal nostro paese verso il gigante asiatico.


La soddisfazione di Bandiera

Soddisfazione da parte dell'assessore regionale per l'Agricoltura Edy Bandiera. Secondo una nota dell'assessorato, "l'operazione si è resa possibile esclusivamente e grazie al protocollo d'intesa tecnico scientifico sottoscritto dal dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana, e precisamente dal Servizio fitosanitario regionale e dagli ispettori fitosanitari cinesi. Nei mesi scorsi era infatti giunta appositamente in Sicilia una commissione ispettiva cinese che, accompagnata da quattro ispettori siciliani presso le aziende di commercializzazione e produzione degli agrumi, aveva potuto constatare la bontà delle tecniche di trattamento a freddo (cold treatment) e la qualità fitosanitaria degli agrumi. Condizione senza la quale oggi non sarebbe stato possibile sottoscrivere questo protocollo per esportare le produzioni verso nazioni non appartenenti alla Comunità europea".

"La validazione di questo protocollo tecnico scientifico tra i nostri ispettori e quelli cinesi ha rappresentato un passaggio nodale per l'apertura della Sicilia e dell'Italia verso un mercato che oggi conta un miliardo e 290 milioni di potenziali consumatori e che rappresenta un incredibile volano di crescita per le nostre aziende" afferma l'assessore Bandiera. "Al momento si partirà con l'arancia rossa, varietà Moro, particolarmente pigmentata e delicata sotto il profilo del trasporto, ma l'obiettivo nel breve e medio raggio è quello di estendere un simile protocollo a tutti gli altri prodotti della filiera agroalimentare siciliana. Sono infatti in corso altre due trattative con il Messico per l'esportazione di produzioni vivaistiche presenti nell'area del siracusano col Canada per l'esportazione di pomodoro".

"In queste ore i nostri ispettori siciliani si stanno recando nelle aziende che cureranno la commercializzazione per andare a verificare che vengano rispettati, durante la fase del cold treatment, tutti i parametri previsti dalla convenzione" annuncia Bandiera. "Tra il 27 e 28 gennaio  partiranno i primi due container".
 

Argentati: "Diamo atto dei risultati raggiunti"

"La firma del ministro delle Politiche agricole ufficializza la possibilità del trasporto via aereo nell'ambito dell'accordo Italia-Cina per l'export degli agrumi, ultimo passaggio formale che rende finalmente effettiva una nuova opportunità per l'agrumicoltura siciliana. Diamo atto al ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che a novembre aveva annunciato lo sblocco della trattativa, di avere lavorato per dare una risposta attesa dalla filiera agrumicola. Così come anche ai tecnici dell'assessorato per l'Agricoltura della Regione Siciliana che hanno sostenuto tutto il percorso di modifica del protocollo a supporto delle imprese interessate. Mancava solo questo passaggio che adesso ci consentirà di portare alcune produzioni di eccellenza sui mercati cinesi". È quanto sostiene Federica Argentati, presidente del Distretto agrumi di Sicilia.

"Il Distretto - continua Federica Argentati - è stato determinante nel sollevare la necessità del trasporto via aereo e ha sempre sostenuto l'apertura di questo nuovo e grande mercato per la filiera agrumicola, promuovendo momenti di confronto con i rappresentanti delle istituzioni e del governo e diverse occasioni di approfondimento sull'export verso la Cina: da quello sulle normative di protezione dei marchi di qualità sino al confronto con un gigante del commercio come Alibaba, interessato a portare in Cina le arance siciliane".

"Adesso sta alla filiera agrumicola riuscire a sfruttare pienamente questa occasione, organizzandosi in ogni passaggio, dal rispetto dei protocolli fitosanitari imposti dall'accordo Italia-Cina sino alla logistica e al trasporto. Ci aspetta - conclude Federica Argentati - un grande lavoro di sistema per dare prova che l'agrumicoltura siciliana è ormai matura per proporsi su mercati lontani e ancora poco conosciuti, ma dalle grandi prospettive come quello cinese. Il Distretto, come sempre, supporterà l'intera filiera per valorizzare le produzioni siciliane e cogliere questa possibilità che non è più soltanto virtuale, ma è finalmente realtà".

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