Ieri, cinque maggio 2016, giornata di manifestazioni di protesta inscenate delle organizzazioni professionali agricole nel Mezzogiorno d’Italia, a Catanzaro, Bari e Napoli. Con il ritardo della liquidazione dei contributi Pac, il peso della burocrazia e l'etichettatura dei prodotti al centro della scena.
 
A Catanzaro si è tenuta la manifestazione nazionale di Cia, Confagricoltura e Copagri contro i ritardi nel pagamento da parte di Agea delle liquidazioni della Pac.
A Bari e Napoli manifestazione Coldiretti per la difesa, rispettivamente, del latte e della carne, culminata nella firma da parte dei governatori di Puglia e Campania, Michele Emiliano e Vincenzo De Luca, del “Manifesto per l'etichettatura”, proposto dalla Coldiretti, che promuove l'obbligo d'indicare l'origine delle materie prime nei settori lattiero-caseario e carne.
 
All’insegna dello slogan “Ei fu…siccome immobile”, Cia, Confagricoltura e Copagri il cinque maggio hanno manifestato a Roma, Bologna e Catanzaro chiedendo risposte precise ed immediate su una situazione di grave rischio per la sopravvivenza delle aziende. Hanno aderito anche gli agricoltori di Alpaa, Uci, Ugc e Aic “armati” di bandiere e palloncini, per lanciare un grido d’allarme: dal 2000 a oggi hanno chiuso in Italia oltre 310mila imprese del settore primario.
Oggetto del contendere, tra l’altro, i ritardi nei pagamenti da parte di Agea sulle misure a superficie dei Psr e sulla domanda unica per il Primo pilastro Pac.

Circa 2mila persone hanno raggiunto Catanzaro riunendosi davanti agli uffici della Regione Calabria. I manifestanti sono giunti nella città calabrese da diverse Regioni del Sud Italia, con la Questura che ha segnalato l'arrivo di 33 pullman.

“Siamo qui - ha affermato Alessandro Mastrocinque, vicepresidente nazionale della Cia e presidente dell’organizzazione in Campania - per denunciare una situazione non più tollerabile non solo per il settore, ma per il Paese. L'agricoltura, infatti, ha un valore inestimabile a livello produttivo, culturale e di salvaguardia dell’ambiente che deve essere sostenuto e non lasciato, appunto, nell’immobilità”.
 
Gli agricoltori hanno manifestato non solo per i 600 milioni di euro circa che ancora aspettano a liquidazione della Pac 2015 e dei contenziosi del 2014, in parte messi in liquidazione nei giorni scorsi da Agea, ma soprattutto contro una mancata attenzione del Governo verso un settore vitale del Paese che impegna oltre 2 milioni di lavoratori, fattura con l’indotto oltre 300 miliardi di euro e sui mercati stranieri macina esportazioni da record con quasi 37 miliardi realizzati solo nell’ultimo anno.

Cia, Confagricoltura e Copagri sostengono un variegato pacchetto di proposte, che spazia dalle richieste di modifica di medio termine della Pac, ad interventi forti per tagliare la burocrazia e rafforzare le filiere produttive agendo per favorire l'aggregazione degli agricoltori, finalizzata a contrastare la caduta dei prezzi all'origine di molti prodotti agricoli, problema particolarmente sentito al Sud.
Senza dimenticare gli aspetti ambientali, a partire dalla necessità di fermare la perdita di suoli agricoli.
 
A Bari, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, durante la manifestazione organizzata davanti alla Presidenza regionale, ha firmato il “Manifesto per l'etichettatura”, proposto dalla Coldiretti Puglia e dal suo presidente Gianni Cantele, che promuove l'obbligo d'indicare l'origine delle materie prime nel settore lattiero-caseario.
 
Gli allevatori aderenti alla Coldiretti Puglia hanno manifestato per richiamare l'attenzione sul prezzo del latte alla stalla. Secondo i dati diffusi dall'associazione agricola il prezzo è “crollato del 20% negli ultimi tre mesi fino a 0,35 euro al litro, mentre il costo del latte fresco, nel passaggio dalla stalla allo scaffale, si è moltiplicato attestandosi attorno ad 1,50 euro”.
 
“Le vostre lotte - ha dichiarato Emiliano - sono quelle non solo della Coldiretti ma di tutta l’agricoltura pugliese. Voi sensibilizzate l’opinione pubblica sulle tante “frodi legali”, quelle tecniche con cui si gioca con le norme per danneggiare la gente per bene che produce in modo chiaro, con una filiera evidente, sottoponendosi ai controlli”.