Patata dorata veneta: competitività e creazione di valore attraverso l'innovazione varietale

Le innovazioni della misura 16 del Psr

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Obiettivo del progetto: individuare nuove varietà di patata più prestanti per il mercato e con buone rese qualitative e quantitative
Fonte foto: Agronotizie

La coltivazione delle patate in Veneto negli ultimi anni ha visto notevoli cambiamenti, evolvendosi fino a rappresentare uno dei principali poli pataticoli d'Italia e affermandosi in particolar modo per l'alta qualità, la diversificazione varietale e le peculiarità territoriali.

Tra i territori che meglio esprimono il valore della pataticoltura veneta ricade il bacino costituito dai terreni alluvionali lungo i fiumi Adige e Guà. Qui, grazie ai terreni argillosi rossi, si ottiene un prodotto di qualità con alte caratteristiche organolettiche e particolare colorazione e lucentezza della buccia, riconosciuto come "patata dorata".

Il comparto pataticolo della patata dorata sconta comunque gli stessi problemi, ritardi e criticità dell'intero settore, regionale e nazionale, legato agli alti costi di produzione e ad una bassa remunerazione del prodotto venduto.

In questo contesto nasce il Gruppo operativo Patadorata, che con il progetto "Patata dorata veneta: competitività e creazione di valore attraverso innovazioni varietali e tecniche di conservazione" ha cercato di creare valore aggiunto per il settore integrando i produttori agricoli all'interno della filiera, attraverso un confronto con il sistema commerciale e di trasformazione per individuare nuove varietà che potessero prestarsi alle necessità del mercato e che potessero garantire buone rese qualitative e quantitative negli areali oggetto della prova.

Le sette varietà individuate sono state testate in pieno campo per tre diverse annate agrarie (2018, 2019 e 2020). Nella prima annualità sono state coltivate in prova le varietà Twister, Sunshine, Anivia e Monique; nel secondo e terzo anno sono state ripetute le prove per Twister e Anivia e affiancate le varietà La Vie, Gaudi, Levante.

Prove di campo di Patadorata
Il Gruppo operativo Patadorata ha testato sette varietà di patate in pieno campo per tre annate agrarie
(Fonte foto: Andrea Perlotto)

Al termine delle prove si sono potute distinguere le varietà consigliate per gli areali indicati nel progetto, da quelle non consigliate.

Varietà consigliate:
  • Twister è resistente a peronospora e alternaria, si presta alla coltivazione in regime biologico. Nella terza annualità, che per condizioni atmosferiche e agronomiche risulta essere la più significativa, è arrivata a una produzione di circa 540 q/ha;
  • Levante, con ciclo medio e con una produzione media di circa 550 q/ha, ha pezzatura regolare, forma ovale, buccia liscia, leggermente fine e di colore chiaro. Grazie al suo ciclo e alle caratteristiche manifestate risulta avere interessanti prospettive;
  • Gaudi, varietà di buona produzione e con tuberi di buona forma e aspetto, ha buccia sottile che si danneggia con la raccolta meccanica e che ne riduce la possibilità di conservazione nel medio/lungo periodo. A causa di queste caratteristiche è consigliata per una coltivazione non professionale, che non preveda l'utilizzo delle moderne macchine per la raccolta meccanica;
  • La Vie, ha pasta soda di colore giallo intenso, con ottime caratteristiche organolettiche. L'elevata tuberificazione rende difficile avere una pezzatura adeguata, la produzione media è di circa 400 q/ha. La varietà presenta ottime caratteristiche organolettiche, attualmente è in fase di ulteriore approfondimento per verificare la possibilità di aumentare la pezzatura dei tuberi.

Prova di campo con patate Twister
La varietà Twister nella terza annualità è arrivata a una produzione di circa 540 q/ha
(Fonte foto: Andrea Perlotto)

Varietà non consigliate:
  • Sunshine si prtesenta con forma allungata e un'alta quantità di ricacci secondari;
  • Anivia, varietà a pasta bianca, ha manifestato buone rese nella terza annualità, ma è stata scartata al termine della prova in quanto non più riprodotta per sensibilità alla virosi PVX;
  • Monique, seppure di buona qualità e con rese di circa 600 q/ha, per la forma troppo allungata,  è difficilmente lavorabile in fase di calibrazione e confezionamento.

Visita la pagina dedicata a Patadorata o chiedi maggiori informazioni al contatto: patadorata@agriveneto.com
 
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