Sima 2017: l'innovazione è tutto

Digitale, robotica, bioeconomia, genomica... Questi e tanti altri i temi affrontati nel corso del prossimo salone, in programma a Parigi dal 26 febbraio al 2 marzo. Obiettivo: costruire l'agricoltura del futuro

Serena Giulia Pala di Serena Giulia Pala

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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La locandina del Sima 2017
Fonte foto: Saloni Francesi Internazionali

Cosa ha in serbo la 77esima edizione del Sima, in programma dal 26 febbraio al 2 marzo 2017 al Parco delle Esposizioni di Parigi Nord Villepinte? Tantissime novità.

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Prima di andare a scoprirle, parliamo della manifestazione, che oggi conta 1.770 aziende di quarantadue paesi, quasi 240 mila accessi da 142 stati e 300 delegazioni estere grazie alla promozione dell'appuntamento da parte di quarantacinque uffici sparsi per il mondo e dell'iniziativa #FindSimaBox.

Quest'anno il salone assumerà un carattere ancor più internazionale stando alle previsioni, che indicano un incremento dell'otto per cento di espositori esteri rispetto al 2015 e un aumento di visitatori da Asia e Africa, probabilmente attribuibile all'organizzazione di Sima Asean e di Sima-Sipsa.
 
Le percentuali di partecipazione da Asia e Africa dovrebbero aumentare al Sima 2017
(Fonte foto: © Sima)

Il successo riscosso, anche all'estero, dal Sima risulta evidente nel momento in cui si considerano il tasso di soddisfazione degli espositori, pari al 80%, e quello dei visitatori, pari addirittura al 92%. Non a caso l'80 per cento dei primi e il 90 per cento dei secondi intende partecipare nuovamente ed entrambe le categorie dichiarano di aver colto numerose opportunità di business nel corso dell'edizione 2015.

Infatti a Parigi gli espositori possono incontrare clienti nuovi, rafforzare le relazioni con i vecchi e aumentare la riconoscibilità del proprio marchio, mentre i visitatori hanno la possibilità di partecipare a ben cinquanta eventi speciali, tra cui Sima Dealer's Day-ting e Sima African Summit, e trovare soluzioni adatte alle proprie esigenze nei 13 settori espositivi, divisi nei sette padiglioni del polo fieristico.
 
La mappa del Sima 2017
(Fonte foto: © Sima)

Sima significa guardare oltre
Fin dalla prima edizione nel 1922, lo scopo principale della manifestazione parigina è stato promuovere e far conoscere al pubblico le ultime innovazioni nel settore primario.
"Quest'anno il salone sarà orientato al pragmatismo, - ha dichiarato Martine Dégremont, direttrice del Sima - poichè si propone di rispondere alle preoccupazioni attuali del mondo agricolo con soluzioni concrete e fare networking tra tutti gli attori del settore".
 
Martine Dégremont, direttrice del Sima
(Fonte foto: © Valentina Andorlini - AgroNotizie)

Come scoprire le mille innovazioni proposte dal Sima 2017? Visitando l'Innovation First Area, un laboratorio per lo scambio di idee sull'agricoltura di domani, o partecipando a Simagena, un momento di incontro sui temi della zootecnia.
Inoltre non bisogna assolutamente perdersi le novità, quali il Villaggio start up per giovani società del mondo digitale, l'API-AGRO Hackathon per la creazione in 48 ore di applicazioni per l'agricoltura e l'Agreen'Start up per la premiazione delle start up che maggiormente reinventano il settore primario.
Fil rouge di tutti questi appuntamenti è la tematica scelta per quest'edizione, ovvero "Il mestiere dell'agricoltore tra dieci anni".

Guida ai mille eventi del Sima 2017
Per trattare esaurientemente il tema del lavoro agricolo nei prossimi anni, lo staff della manifestazione ha scelto di sviluppare quattro direttrici principali: il digitale, la robotica, la bioeconomia e la genomica. Tutti argomenti che saranno approfonditi all'interno dello Spazio prospettiva e della Galleria dell'innovazione o nel corso di incontri incentrati su progetti di diverse scuole di ingegneria o su ritratti di agricoltori innovatori.

Per gli operatori più attratti dal digitale sono stati organizzati, in collaborazione con La Ferme Digitale, sette workshop all'interno del Villaggio start up relativi all'E-commerce e all'agricoltura sostenibile, mentre per gli agricoltori desiderosi di rispondere meglio alle esigenze del mercato e acquisire competitività sono in programma diverse conferenze, tra cui l'Axema-EurAgEng conference sull'agricoltura ecologicamente intensiva.
 
Numerose conferenze sono in programma al Sima 2017
(Fonte foto: © Sima)

E' consigliabile fare un salto anche allo stand HubAgro, dove la discussione verterà su "Produrre di più e meglio è possibile", tematica articolata su agronomia, robotica e agricoltura digitale, e dove saranno esposte le innovazioni proposte dai dieci partner dell'hub.

Come coniugare il digitale e l'agricoltura
Oggi, in un mondo sempre più orientato verso la gestione digitale dei dati, ci si chiede se pure gli agricoltori riusciranno a produrre e condividere Big Data senza perdere l'identità del loro mestiere. Questo quesito sarà al centro del dibattito nel corso del prossimo Sima, che dedicherà ampio spazio alle nuove pratiche agricole di precisione, alle ultime iniziative di ricerca e al Portale digitale dei dati agricoli.

Precisione? E' questione di sensori
Facili da usare e poco costosi, i sensori permettono agli agricoltori di registrare informazioni di ogni tipo in campo. Tutto a posto, se non fosse che la raccolta dei dati è effettuata sporadicamente, non sfruttando al meglio le potenzialità di questi dispositivi.
Per ovviare al problema, Arvalis - Institut du végétal ha sviluppato il progetto Crocus, finalizzato a mettere a punto reti di sensori autonomi wireless (WSN) che consentano un monitoraggio automatico e continuo dei parametri climatici, colturali e pedologici. I dati inviati da queste sonde interconnesse ad un centro di ricezione costituirebbero i punti di partenza per stime sullo sviluppo di infestanti, sulla resa, sul rischio di allettamento.

In Francia anche gli allevatori non possono più fare a meno dei circa 60 sensori proposti, che rilevano parametri relativi agli animali, al loro comportamento ed alla qualità dei prodotti, e della connetività funzionale all'uso di questi sistemi.
A rivelarlo è un'inchiesta condotta dall'Institut de l'élevage nel 2014, secondo cui quasi tutti gli allevamenti con più di cento capi possiedono almeno uno strumento connesso e quasi tutti gli allevatori usano o hanno intenzione di usare software professionali sui loro pc. Non solo... Il dodici per cento degli allevatori francesi dispone di un sistema di allarme connesso al proprio cellulare e il dato raddoppia se si considera la fascia under trentacinque.
 
 
Un momento del Simagena al Sima 2015
(Fonte foto: © Sima)

Oggi i sensori si trovano addirittura sui pneumatici. E' il caso del nuovo pneumatico intelligente, che, brevettato dall'Irstea, misura in tempo reale le proprie deformazioni, l'umidità del suolo, il carico sulla ruota. Insomma tutti parametri che facilitano la pianificazione dei passaggi in zone sensibili, la regolazione della pressione delle gomme e la programmazione degli interventi, dando un valido contributo alla conservazione del suolo agrario.

L'aggiornamento tecnologico passa dalla formazione
Per essere all'avanguardia nel mondo digitale, è necessario continuare ad aggiornarsi. Uno strumento utile in questo senso è la specializzazione AgroTIC, creata nel 1994 per la formazione di esperti sia di agricoltura sia di tecnologie dell'informazione e da cui è nata nel 2014 la sfida Innov'Agro.

Innov'Agro ha sempre puntato, attraverso l'organizzazione di gruppi di lavoro multidisciplinari, allo sviluppo di nuovi servizi per agricoltura che sfruttino le tecnologie più innovative e, nel 2016, ha dato vita al progetto "Agricoltura digitale e agroecologia".
Quest'ultimo è un corso di studi pensato per favorire le interazioni tra le imprese del settore digitale per l'agricoltura e il mondo dell'insegnamento in campo agrario. Tre gli obiettivi dichiarati del progetto: seguire le evoluzioni della ricerca, scoprire il potenziale delle nuove tecnologie e identificare il posizionamento di imprese e individui nel campo dell'agricoltura digitale.

Portale digitale, una scommessa politica
Saper raccogliere i dati digitali è importante tanto quanto saperli usare al meglio.
Ne erano consapevoli gli autori del rapporto "Agricoltura Innovazione 2025", che, redatto nel 2015, ha evidenziato quanto l'utilizzo dei dati digitali sia una sfida importante per il settore primario. Infatti Jean-Marc Bournigal, presidente di Irstea, dichiarava all'epoca della stesura del rapporto: "Si rischia di vedere lo sviluppo di un mercato di servizi di e-agricoltura controllato dalle multinazionali dell'agrofornitura o del digitale".
 
Jean-Marc Bournigal, presidente di Irstea, alla preview del Sima 2017
(Fonte foto: © Valentina Andorlini - AgroNotizie)

Alla luce di questa preoccupazione, si sono fatti passi in avanti grazie alla creazione di un Portale digitale dei dati agricoli e alla stesura del piano "Agricoltura Innovazione 2025", nato dall'omonimo rapporto.

Il portale mette a disposizione degli attori del settore diversi dati e quindi favorisce lo sviluppo di nuovi strumenti decisionali, applicazioni smartphone, soluzioni innovative al servizio degli agricoltori.
Il piano si pone invece quattro priorità: rafforzare la ricerca in ambito agricolo, porre l'agricoltura al centro della Strategia nazionale di ricerca, promuovere il digitale in agricoltura, e sviluppare dei "laboratori viventi" per favorire lo scambio di innovazione.

Operatori, state comodi! Ci pensa la robotica!
Nel 1998, in Francia, i robot impiegati per la mungitura delle vacche erano cinque. Nel 2014 avevano raggiunto le 3.800 unità.
Oggi la robotica, in rapida evoluzione, sta conquistando anche il settore delle macchine agricole e dei trattori, alleggerendo gli agricoltori della gravosità di alcune operazioni, ottimizzando i tempi di lavoro e le rese colturali e riducendo l'impatto ambientale.

Inoltre, da una ricerca è emerso che, sebbene l'agricoltura sia il secondo mercato della robotica di servizio e il mercato mondiale dei robot per agricoltura sia stimato pari a 16,3 miliardi di dollari alla soglia del 2020, esistono solo 20 laboratori nel mondo dedicati alla robotica agricola.
Sono dati che fanno riflettere e che hanno spinto gli organizzatori del Sima 2017 ad affrontare il tema, dando visibilità a iniziative pubbliche e private per lo sviluppo di sistemi robotizzati.

Il futuro in tre parole: giovani, tecnologia, ricerca
Attualmente l'agrimeccanica, settore in cui è necessario investire più che mai per ideare modelli di produzione innovativi, presenta circa 5mila posti di lavoro vacanti in Francia a causa della mancanza di una formazione adeguata tra gli ingegneri.
Ecco dunque che il Politecnico LaSalle Beauvais ha istituito il corso di Agro-meccanizzazione e nuove tecnologie, puntando a creare nuove capacità di ricerca, formare studenti esperti in agronomia e ingegneria e aggiornare gli addetti del settore sulle ultime novità proposte.
 
Alcuni giovani nello stand Massey Ferguson all'ultimo Sima
(Fonte foto: © Sima)

Altra iniziativa finalizzata a promuovere l'innovazione nel mondo delle macchine agricole è la costituzione dell'AgroTechnoPole, un centro inedito in Europa e coordinato da Irstea. Il polo, la cui inaugurazione è prevista nel corso dell'anno, sarà un centro per la ricerca nel campo della robotica, una piattaforma per la collaborazione tra ricerca e società innovatrici e un campus per una formazione d'eccellenza.

Ultimo, ma non meno importante, il progetto Giovani Ricercatori Adap2E, avviato nel 2014 e finanziato dall'Agenzia francese della Ricerca, lavorando su strumenti robotizzati al servizio dell'agricoltura, ha messo a punto un nuovo robot capace di assumere un comportamento adatto in qualsiasi condizione.
In particolare, il sistema può agire su differenti colture, a diverse velocità ed eseguendo varie operazioni con conseguenti vantaggi in termini di velocità, precisione e stabilità per gli agricoltori.

Le ultime tendenze secondo il Sima
Piattaforma per dare visibilità a progetti innovativi (120 solo quest'anno), i Sima Innovation Awards hanno messo in luce i trend inediti del settore, quali la tutela dei suoli agrari e l'uso del digitale in agricoltura.
 
Le medaglie d'oro e d'argento dei Sima Innovation Awards 2017
(Fonte foto: © Sima)

La conservazione del suolo è di primaria importanza, visto l'aumento delle dimensioni e del peso dei macchinari agricoli negli ultimi anni.
Proprio per questo, la giuria del Sima ha conferito le due medaglie d'oro a Trelleborg, per il sistema di pressione di gonfiamento variabile in funzione del carico, e a Michelin, per il pneumatico adattivo 2-in-1, e due nomination allo spandiconcime Dangreville Synergy, che regola la pressione delle gomme in base al carico, e alla gestione dinamica della lunghezza del terzo punto Agco, che mantiene costantamente un collegamento efficiente tra trattore e attrezzatura. 

Poichè il digitale aiuta davvero gli agricoltori a prendere decisioni in modo pù consapevole, sulla base dei dati inviati dai sensori, diverse nomination sono state assegnate a dispositivi digitali.
Tra questi, spiccano la piattaforma agrometeorologica in tempo reale di Sencrop, lo strumento di supporto alla decisione di Arvalis e Météo France, l'applicazione per oggetti agricoli interconnessi "IoTa" di Smag, la piattaforma di condivisione delle macchine agricole WeFarmUp.com.

L'ingresso del digitale nel settore ha reso possibile svolgere agricoltura di precisione. E' possibile aumentare ulteriormente il livello di precisione raggiunto o applicarlo alle macchine usate in campo? Esaminando il sistema John Deere AutoLube o i trattori autonomi Case IH Magnum e New Holland Drive, sembra di sì.
Non a caso, queste tre novità sono state premiate con le medaglie d'argento ai Sima Innovation Awards, vera e propria cartina al tornasole per valutare le ultime innovazioni in agricoltura.
 
Il trattore New Holland T8 in versione NHDrive
(Fonte foto: © New Holland)

Per ulteriori informazioni sul Sima 2017, consulta la brochure.

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