Il Belpaese sarà il palcoscenico della Conferenza Internazionale sul Vino, e subito dopo aprirà le porte alla vetrina mondiale del Vinitaly. A presentare "questi due straordinari eventi", il ministro dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare e Forestale Francesco Lollobrigida che ritiene il vino italiano un "gioiello da valorizzare".

 

La Conferenza Internazionale è anche la prima ministeriale dell'Organizzazione Internazionale del Vino (Oiv) che quest'anno celebra i cento anni di attività. Saranno presenti 31 nazioni da tutto il mondo. Il programma prevede una prima tappa dall'11 aprile in Franciacorta, e poi fino al 13 a Verona; dove dal 14 al 17 sarà la volta del Vinitaly.

 

I numeri del vino in Italia parlano chiaro: è il settore di punta dell'agroalimentare italiano con 14 miliardi di euro di fatturato (pari al 10% del totale) nel 2023, oltre 240mila imprese, e 675mila ettari di superficie dedicata e esportazioni che sfiorano gli 8 miliardi. Dalla Conferenza - riflette Lollobrigida alla presentazione al Ministero della Wine Ministerial Meeting - "uscirà un documento conclusivo" con l'impegno dei diversi Paesi sulla ricerca, e sui giusti comportamenti riguardo ai consumi.

 

Un momento della presentazione del Wine Ministerial Meeting

Dalla Conferenza Internazionale si attende un documento conclusivo

(Fonte: Tommaso Tetro - AgroNotizie®)

 

"Franciacorta è un territorio simbolo dell'eccellenza vinicola italiana ed è il luogo giusto per celebrare i cento anni dell'Oiv", dichiara il sottosegretario all'Agricoltura, Patrizio La Pietra.

 

"L'obiettivo è valorizzare il lavoro, l'economia, e la sostenibilità attraverso un prodotto di eccellenza che è il vino, un gioiello del nostro Paese - dice Lollobrigida - che accompagna la nostra storia, la nostra cultura e anche il nostro benessere, se consumato moderatamente, nelle giuste quantità, come è giusto fare".

Alla Oiv, spiega ancora il ministro, saranno affrontati diversi temi: "Ovviamente quello legato al valore del vino, attraverso il concetto della 'diplomazia del vino'; studiare come migliorare il prodotto e valorizzarlo, non nella quantità ma nella qualità", oltre "alle sfide del nostro tempo, come la sostenibilità economica, il reddito degli agricoltori, la manutenzione dell'ambiente e del paesaggio, cose che devono restare connesse".

 

All'estero - dice il presidente di Ice, Matteo Zoppas - "non esiste un ristorante, italiano e non, che non presenti un vino tricolore e questo è merito dei nostri imprenditori, che hanno costruito un comparto importante del made in Italy".

 

La presentazione della conferenza si è tenuta al Masaf

La presentazione della Wine Ministerial Meeting si è tenuta al Masaf

(Fonte: Tommaso Tetro - AgroNotizie®)

 

"Quest'anno al Vinitaly vedrete qualcosa di nuovo, che colpirà i tanti buyer previsti in arrivo a Verona: 30mila operatori di settore da 130 Paesi diversi - afferma il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo - la riunione dell'Organizzazione Internazionale del Vino per noi è importantissima. Il coordinamento dei Paesi produttori di vino è fondamentale soprattutto in questo momento, dove vediamo addirittura attacchi al vino per spostare il mercato su altri tipi di bevande. Ed è altrettanto importante, quindi, coordinare la risposta", e allo stesso tempo "presentare l'eccellenza dei vini italiani, che tutti gli studi di settore descrivono come apripista del made in Italy nel mondo anche per tutto il settore agroalimentare".

 

La questione dei consumi viene trattata con "attenzione": in Italia - rileva Giorgio Calabrese, medico in Scienze dell'Alimentazione - "abbiamo le regole più rigide del mondo: beviamo un terzo di quello che si beve in altri Paesi eppure si sono scagliati contro il vino".

 

"Siamo la nazione che produce la sensazione di qualità nel mondo, e ci teniamo - osserva Lollobrigida - non raccogliamo sfide sul piano quantitativo, ma su quello qualitativo proviamo a vincerle tutte. Almeno sul piano agroalimentare. È un dovere delle istituzioni quello di promuovere e raccontare le eccellenze per rendere più competitiva la nazione". Quindi sugli attacchi ai consumi: "Il vino è un prodotto che dà benessere se assunto nelle giuste quantità. Il vino è anche alcol non è solo alcol. Il vino è una materia più complessa. Non arrivo nemmeno a rispondere a chi paragona il vino alla droga, semplificando in maniera banale l'argomento; non mischiamo il sacro con il profano. Il vino è l'unico prodotto alimentare classificato nel diritto canonico, specificando come deve essere utilizzato e come deve essere protetto - osserva Lollobrigida - non mi stupisce che il Papa lo abbia rivendicato come dono di Dio".

 

Infine spazio alla "ricerca" che Lollobrigida ritiene "elemento fondamentale, e soprattutto le tecnologie per accelerare i processi naturali delle coltivazioni e allo stesso tempo ridurre gli agrofarmaci. Questo per garantire un prodotto di qualità, nella giusta quantità, con attenzione all'ambiente".

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