Basilicata, costituito il tavolo tecnico castanicolo

Promosso dall'assessore Fanelli, sarà permanente e coordinerà le attività di sviluppo strategico del comparto, per affrontare le emergenze di natura fitosanitaria ed istituire un catasto dei castagneti da frutto

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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In Basilicata si punta a far emergere tutto il potenziale castanicolo da frutto, in parte ancora inespresso (Foto di archivio)
Fonte foto: © Antonio ciero - Adobe Stock

Il dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata ha istituito il tavolo tecnico sulla castanicoltura. In un'apposita riunione tenutasi il 9 luglio scorso, alla presenza delle associazioni di produttori, dei rappresentanti delle associazioni di categoria e del direttore dell'Alsia Aniello Crescenzi, è stata definita la costituzione di un tavolo tecnico permanente per lo svolgimento di attività di carattere strategico e per il monitoraggio e la proposizione di azioni a favore della castanicoltura lucana, in un quadro organico e integrato.

Al tavolo, promosso dal vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e forestali Francesco Fanelli, erano presenti il direttore generale Donato Del Corso e i responsabili degli uffici regionali dei dipartimenti Agricoltura e Ambiente.
Al centro del dibattito la necessità di rispondere in maniera tempestiva e adeguata alle più importanti problematiche fitosanitarie del castagno e di valorizzare le produzioni anche attraverso l'adozione di un catasto dei castagneti da frutto.

Tali necessità rispondono ad un dato essenziale: in Basilicata, secondo l'ultimo censimento dell'Agricoltura dell'Istat del 2010 c'erano 605 aziende castanicole da frutto per un'estensione complessiva di 1.168 ettari, ma in realtà il potenziale castanicolo da frutto è parso sin da subito molto più elevato, in quanto esistono non meno di altri 7.800 ettari di castagneto e parte di questi sono adatti ad entrare in produzione e in alcuni casi hanno già di fatto cambiato la destinazione d'uso da bosco a frutteto. Tale dinamica, unitamente a quelle di carattere fitosanitario - la difesa dal cinipide del castagno e dalle fitopatie fungine -, ha reso non più rinviabile un momento di concertazione e coordinamento degli interventi.

"La Regione Basilicata ripone grande attenzione alla castanicoltura - ha spiegato il vicepresidente Fanelli - sia per gli aspetti produttivi, sia di molteplicità funzionale. Il settore ha ricadute positive non solo a livello produttivo, ma anche per ciò che concerne la salvaguardia ambientale. I castagneti hanno un valore fondamentale per la tutela del paesaggio, attraverso il contrasto al degrado del suolo e al dissesto idrogeologico".

"A tal proposito, vorrei sottolineare come la Regione Basilicata si sia battuta per avere un proprio rappresentante in seno al tavolo nazionale di filiera della frutta in guscio nella persona del dottor Vincenzo Castoro - ha sottolineato Fanelli - funzionario dell'ufficio Produzioni vegetali, che potrà offrire contributi e osservazioni nel rispetto delle esigenze specifiche del settore in Basilicata".

Nel corso dell'incontro è stata rimarcata, inoltre, la necessità di far partire al più presto azioni di formazione per i produttori al fine di adottare pratiche idonee a prevenire la diffusione di infestazioni da cinipide. Nei prossimi giorni verranno acquisite le istanze e le proposte di tutti i partecipanti al tavolo tecnico tese a definire tempi e modalità per affrontare i temi prioritari dello sviluppo del comparto castanicolo lucano.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: castanicoltura fitosanitari cinipide politica agricola politiche regionali

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