Tempo pazzo, l'agricoltura trema

Colpiti dal gelo ettari di frutteti, vigneti e orticole nel Nord e Centro Italia. Danni ingenti alla produzione secondo le prime stime delle organizzazioni agricole

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Bruciati dal gelo vigneti, frutteti e ortaggi in Emilia-Romagna
Fonte foto: Cia-Agricoltori italiani

Il gelo è tornato in questa primavera caratterizzata da bruschi cambi di temperature e l'agricoltura ne paga le conseguenze. Giorni con alte temperature alte si sono alternati ad altri molto freddi: nelle notti scorse si è arrivati anche a toccare -7 gradi.
Vigneti, frutteti, cereali e ortaggi sono stati colpiti soprattutto nel Centro-Nord Italia, in Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Toscana, Lazio e Molise, ma danni sono stati riportati anche al Sud in Sardegna, Puglia e Campania.
 
Ingenti i danni che si preannunciano di milioni con un taglio del 50-75% della produzione, secondo Cia-Agricoltori italiani.

In molti territori le produzioni sono state praticamente dimezzate, secondo il monitoraggio di Coldiretti: dalle albicocche alle pesche, dalle fragole ai kiwi fino agli ortaggi.  "Se per proteggere i raccolti sono stati addirittura accesi a Padova i falò notturni per riscaldare i ciliegi in fiore in Valtellina è stata spruzzata acqua sulle piante per creare un velo protettivo contro il gelo mentre nelle serre - sottolinea Coldiretti - è stato aumento il livello di riscaldamento con costi aggiuntivi per le imprese". "Pomodori, zucchine, peperoni ed altri ortaggi sono compromessi nel Centro-Nord Italia ma anche le piante ornamentali hanno sofferto per le gelate notturne".
 
Ma non è tutto, può sembrare paradossale ma il settore agricolo deve fare i conti anche con la siccità. Nel bacino del fiume Po si è registrato un crollo delle precipitazioni: -92% in marzo con il 1° aprile risultato il più caldo di sempre e ora i fiumi dell'Emilia-Romagna della Toscana sono in sofferenza idrica, come riporta la nota di Anbi.
   

Trentino

La Fondazione Edmund Mach in una nota spiega che nella regione le temperature molto basse si sono mantenute per parecchie ore, aspetto che ha determinato un danno ancora maggiore alle colture, le più colpite sono il ciliegio ed il melo. I tecnici Fem fanno notare che quest'ultimo, nelle zone di fondovalle, ha raggiunto lo stadio fenologico di piena fioritura, molto sensibile alle basse temperature che determinano, nel caso di danno, la perdita irrimediabile del fiore o del frutticino appena formato.

 
Le gelate in Trentino hanno colpito soprattutto meli e ciliegi
Gelate in trentino: ciliegio e melo le colture più colpite
(Fonte foto: Fondazione Edmund Mach)
 

Piemonte

In regione danni ai vigneti e nell'alessandrino segnalati alla frutta in fiore, prevalentemente sugli impianti di pesco e albicocco, ma anche pere e mele. Meno evidenti i danni sugli impianti di nocciole e sulle barbabietole da zucchero. A darne notizia è Confagricoltura Alessandria in un comunicato che specifica inoltre che sono stati segnalati problemi significativi per quanto riguarda i pomodori da industria già trapiantati, che sono stati tutti colpiti in modo grave dal gelo. Nel caso di ritrapianto, il danno si stima sui mille euro all'ettaro. Nel caso le piantine si riprenderanno, vi sarà un ritardo di circa 20-30 giorni sulla maturazione delle stesse piante, scrive l'organizzazione.
 

Lombardia

Confagricoltura Mantova segnala che i cereali autunno-vernini, come frumento e orzo, con le piante in fase di spigatura e sono state danneggiate dal freddo in un momento che potrebbe pregiudicarne il completo sviluppo. Dalla zona di Sermide e Felonica sono arrivate diverse segnalazioni per danni su meloni e angurie, trapiantati a marzo e ora a rischio. A Poggio Rusco segnalati danni consistenti al pomodoro, con la quasi totalità dei trapianti di marzo andati persi, e un danno almeno del 30% sui cocomeri, piantumati nella seconda metà del mese scorso. Problemi anche con gli alberi da frutto, con i ciliegi della zona di Ceresara, già in fiore la settimana scorsa, danneggiati dal gelo notturno, oltre a peri e meli, già in fioritura nella Bassa mantovana. Campanello d'allarme anche per le barbabietole: "Sono una coltura molto delicata - precisa l'ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova - e si rischia di perderla completamente in caso di repentino calo delle temperature in questo periodo dell'anno".
 

Veneto

Dopo ortaggi e colture in pieno campo e frutteti in fiore colpiti anche i vigneti del Prosecco, Chardonnay e Pinot in fase di germogliamento. E' quanto rilevato l'osservatorio di Coldiretti Veneto. Le vigne presenti a Venezia fino a Vicenza compresa la Marca Trevigiana dove si coltivano 27mila ettari a Glera hanno risentito dello choc termico. I danni si concentrano nelle varietà precoci presenti sui terreni più caldi e sul fondo valle. All'elenco delle piante colpite oltre ai ciliegi, meli, albicocchi, kiwi si aggiungono le verdure messe a dimora come pomodori, zucchine, peperoni, soffrono anche i fiori nei garden all'aperto come pure i grandi seminativi esposti al freddo gelido.
 

Emilia-Romagna

La lunga morsa del freddo ha stroncato ettari di frutteti e vigneti, ma non ha risparmiato piantagioni orticole e mais, afferma Cia Emilia-Romagna. La notte tra il 6 e il 7 aprile è stata decisiva per la frutticoltura regionale, spiega l'organizzazione agricola. "Ciliegi in fioritura, ma anche pereti e meleti, stanno pagando a caro prezzo il gelo che si ripete da notti con il termometro fino a -4 gradi. In Romagna e centro Emilia il peggio è toccato anche agli ortaggi a foglia destinati al consumo fresco, ma anche ai vigneti, con i germogli del Lambrusco completamente lessati dal freddo".
 
Gelo in Emilia-Romagna
Cia Emilia-Romagna: Ciliegi in fioritura, ma anche pereti e meleti, stanno pagando a caro prezzo il gelo
(Fonte foto: Cia Emilia-Romagna)

 
Secondo Confagricoltura Emilia-Romagna rispetto al disastro provocato dalle gelate dello scorso anno, quest'anno il bilancio si preannuncia più grave perché numerose sono le specie frutticole danneggiate e tanti i vitigni. Ciliegie, duroni e amarene: non si prevede di raccogliere un frutto - si legge nella nota dell'organizzazione -. Albicocche, susine, pesche e nettarine: ci si aspetta fino all'80% in meno di prodotto; danni anche nel kiwi e nel kaki. Le pere, risparmiate dal gelo nel 2020, si preparano a una pesante perdita che non grazia nessuna delle varietà: gli ovari dei fiori sono danneggiati fino al 80-90%. La diagnosi è negativa anche nel comparto mele: il raccolto dell'anno crolla al minimo storico.
 
"Impossibile quantificare adesso i danni sul settore vitivinicolo ma sulle varietà precoci è un disastro accertato e riguarda tutto il territorio regionale"- avverte il presidente della sezione vitivinicola di Confagricoltura Emilia-Romagna, Mirco Gianaroli - da una prima analisi, nel piacentino, le varietà precoci dell'Ortrugo e dello Chardonnay mostrano i segni più preoccupanti; è invece presto per pronunciarsi sulle viti di Bonarda e Barbera. A Parma, le più colpite sono le vigne della Malvasia e del Lambrusco Maestri. Nel reggiano e nel modenese si contano già gravi perdite di produzione per il Lambrusco, che saranno ingenti nel caso del Grasparossa, soprattutto nella parte collinare, mentre sia il Sorbara che il Salamino, nella zona pianeggiante, a Nord di Modena, tardano a mostrare danni sulle gemme; idem per il Pignoletto, il Trebbiano e l'Ancellotta. Nel bolognese si profila una vendemmia magra per Chardonnay e Sauvignon. Sono ancora sotto osservazione i vigneti di Cabernet, Barbera e Pignoletto". In Romagna le varietà precoci a bacca bianca, Pinot e Chardonnay in primis, evidenziano segni di necrosi e disseccamento sui tralci. Si rischia di dimezzare il raccolto del Trebbiano, nella pianura ravennate e forlivese, e del Sangiovese, in collina. Permangono timori per l'Albana.
 

Toscana

Produzioni ortofrutticole completamente perse in provincia di Firenze e Pistoia. Gravi danni, inoltre, nei vigneti nelle colline fiorentine e pratesi, dato che le viti sono in fase di germogliazione, sottolinea Cia Toscana Centro.
Colpiti frutteti e ortaggi nella zona empolese, da Vinci a Certaldo e Cerreto Guidi, fino alla Piana fiorentina: distrutte coltivazioni di fragole, "bruciati" dal gelo baccelli, piselli, carciofi e asparagi.  Vigneti in provincia di Firenze, Prato e Pistoia nella zona di Lamporecchio e Larciano.

Secondo Coldiretti Pisa e Livorno le temperature sotto zero hanno danneggiato almeno il 40% dell'uva nel livornese, terra delle Doc di Bolgheri e Sassicaia, Suvereto, Terratico di Bibbona ed il 60% in quella di Pisa caratterizzato dalla Doc di Terre di Pisa, Montescudaio e San Torpè, Val di Cornia. La gelata non ha risparmiato nemmeno l'Elba dove si produce il famoso aleatico.

"Paradossalmente - spiegano Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Pisa nonché Coldiretti Toscana e il presidente di Livorno, Simone Ferri Graziani - il rialzo anomalo delle temperature registrato nelle scorse settimane è stato l'innesco per i danni odierni in quanto le piante avevano accelerato il ciclo vegetativo. I germogli, soprattutto delle varietà precoci, sono ghiacciati e questo significa un calo della produzione di uva che a sua volta significa un calo di prodotto finale. Il quadro complessivo è molto preoccupante".
 

Lazio

Duro colpo anche alle coltivazioni del Lazio compromesse per oltre il 50% a causa del gelo, secondo quanto emerso da un monitoraggio della Coldiretti regionale. "Dalle piantagioni di kiwi e vigneti, soprattutto nella provincia di Roma e a Viterbo, dove si registrano i danni maggiori, fino agli asparagi e fragole e ancora mandorli, nocciole e pomodori. Danni che non sono ancora quantificabili. Solo nei prossimi giorni, infatti, sarà possibile fare una stima più precisa. Le temperature sono arrivate anche a 6 gradi sotto lo zero a Montelibretti e Vetralla, fino ai meno 10,5 di Cinelli in provincia di Viterbo".

"In particolare nella Capitale e nella provincia - spiegano da Coldiretti Roma - sono state danneggiate piantagioni di kiwi a Colonna e Velletri, dove ad essere colpiti dal freddo sono stati anche i vigneti, così come ai Castelli Romani. E poi le orticole ad Ariccia e le zucchine con le patate a Maccarese. Sempre a Maccarese si registrano danni anche alle coltivazioni di melanzane e pomodori e ancora meloni, cocomeri e fragole. Vigneti e orticole compromesse anche a Tivoli e Castel Madama. Piante da frutto danneggiate tra Mentana, Marcellina, Palombara Sabina e Montelibretti, dove le temperature sono state davvero rigide". Oltre a frutta e verdura a rischio a rischio anche la vite e l'ulivo.

A Viterbo, il quadro più drammatico, con diverse zone colpite. "Si va da alla zona tra Canino, Vulci e Montalto di Castro - spiegano da Coldiretti Viterbo - con danni alle colture arboree, mandorlo, vite, nocciolo, agli asparagi a Montefiascone, Canino e sempre Vulci con danni ai kiwi, nonostante i trattamenti antigelo. Asparagi compromessi a Montalto di Castro e Tuscania, insieme a orticole e vigneti danneggiati anche a Valentano. A Tarquinia oltre agli asparagi, anche carciofi, peschi e patate precoci. Decine di ettari di pomodori da ripiantare, danneggiati anche alcuni cocomeri".
 
Danni delle gelate - Coldiretti Lazio
Lazio: danni alle piantagioni di kiwi e vigneti ma anche ad asparagi, fragole,mandorli, nocciole e pomodori
(Fonte foto: Coldiretti Lazio)

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