Pomodoro, Barilla vuol rilevare produzione e marchio Petti

Inviata al garante della concorrenza la richiesta di acquisto dello stabilimento produttivo di Venturina (Li) dove si produce la famosa marca toscana. Cia Livorno: "Opportunità per tutto il comparto"

pomodoro-pomodori-tagliato-dettaglio-fotoliaby-maxal-tamor-fotolia-750.jpeg

Pomodoro, Barilla ha iniziato le procedure per l'acquisizione di Italian food Spa, titolare del marchio Petti
Fonte foto: © Maxal -Tamor - Fotolia

Cambio di proprietà in vista per la Italian food Spa di Venturina, in provincia di Livorno, l'industria conserviera titolare del noto marchio Petti.

Nato nel 1973 come una emanazione della Antonio Petti fu Pasquale Spa di Nocera Superiore (Sa), lo stabilimento produttivo di Venturina negli anni ha assunto una sua specifica identità, diventando uno dei marchi principali delle conserve di pomodoro in Toscana, puntando tutto sulla qualità e l'origine regionale e tracciata dei pomodori.

Ora Barilla è infatti intenzionata ad acquisire lo stabilimento produttivo di Venturina come dimostra la comunicazione ufficiale fatta dal gruppo di Parma all'Agcm, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Per fine mese è attesa la risposta del garante, dopo di che partirà il passaggio di proprietà che dovrebbe realizzarsi in tre passaggi.

Prima ci sarà la sottoscrizione di un aumento di capitale di Italian food da parte Antonio Petti fu Pasquale Spa. Dopodiché la Antonio Petti deterrà il 75% del capitale della società, che verrà successivamente ceduto a Barilla, mentre Pasquale Petti, attualmente alla guida della società, acquisirà il restante 25%. A quel punto Barilla deterrà il controllo esclusivo di Italian food.

La notizia della vendita è stata accolta molto bene sul territorio. Per Pierpaolo Pasquini, presidente della Cia Livorno, l'acquisizione da parte di Barilla è stata salutata come una opportunità per tutto il comparto del pomodoro che nel livornese vede il grosso della produzione regionale, assieme ad altre zone della provincia di Pisa e di Grosseto.

A rassicurare, secondo Pasquini, è la stabilità economica e finanziaria della multinazionale parmense e la sua capacità di investimento e di innovazione, che ha dimostrato negli ultimi anni.

Fondamentale per la Cia di Livorno è la presenza di uno stabilimento di trasformazione sul territorio, per le ricadute che riesce a generare sulla parte agricola e per l'indotto soprattutto in una fase di crisi come questa, e l'acquisizione da parte di Barilla fa ben sperare per il futuro.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 218.204 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner