Xylella, la zona cuscinetto arretra

L'Osservatorio fitosanitario di Regione Puglia ha scoperto che l'olivo di Monopoli non era infetto, e pertanto è stato cancellato il focolaio puntiforme in zona cuscinetto, che è stata ridisegnata

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Salgono a 491 gli olivi analizzati e ritrovati infetti nel monitoraggio iniziato a novembre scorso
Fonte foto: © Matteo Giusti - AgroNotizie

La Xylella fastidiosa avanza in Puglia verso nord, anzi no, fa dietro front e arretra. Ma succede solo perché si è stabilito che l’albero ritenuto infetto a Monopoli, in provincia di Bari, quello posto sotto sequestro dalla procura della Repubblica del capoluogo pugliese, in realtà non è mai stato colpito dalla Xylella fastidiosa.
Tuttavia l’infezione resta serissima: dai primi di gennaio al 6 maggio, ultima data di un referto protocollato dal Seige, sono ben 302 le nuove piante rinvenute infette durante il monitoraggio di Regione Puglia (2 mandorli e 300 olivi).
 

La nuova delimitazione della zona cuscinetto

Dopo l’errore di valutazione sull’albero di Monopoli, risultato erroneamente infetto alla Xylella fastidiosa al primo esame, il 21 maggio scorso Regione Puglia ha emanato l’atto di revoca in autotutela della delimitazione delle aree interessate all’infezione del 16 gennaio 2019 ed è stata contestualmente riformulata e arretrata la perimetrazione delle aree interessate dal batterio, con specifico riferimento alla zona cuscinetto.

Il Dipartimento regionale delle Politiche agricole ha pubblicato l’atto dirigenziale n. 59 del 21 maggio 2019 con il quale la Sezione Osservatorio fitosanitario ha mutato la delimitazione delle aree interessate, in conseguenza delle nuove analisi sull’albero di Monopoli svolte dall’Osservatorio medesimo: l’ulivo è risultato indenne, diversamente dai primi accertamenti che erano stati eseguiti dall’Arif.

Pertanto, nella nuova delimitazione il focolaio puntiforme di Monopoli in zona cuscinetto scompare e viene cancellato dall’elenco dei territori da considerarsi zona infetta. All’interno della zona infetta vera e propria null’altro cambia: confermato l’intero territorio provinciale di Lecce e Brindisi, i 22 comuni infetti della provincia di Taranto e Locorotondo in provincia di Bari. E resta invariata la zona di contenimento: la fascia di 20 chilometri della zona infetta adiacente alla zona cuscinetto in cui deve essere effettuato il monitoraggio e si devono attuare misure di contenimento attraverso l’estirpazione delle piante risultate infette e la lotta al vettore.

Cambia invece la zona cuscinetto: la fascia indenne dal batterio di 10 km di larghezza che circonda la zona infetta e in cui deve essere effettuato il monitoraggio ed in caso di ritrovamento di un focolaio si devono applicare le misure di eradicazione che consistono nell’eliminazione della pianta infetta e di tutte le piante delle specie ospiti, indipendentemente dal loro stato di salute, presenti nel raggio di 100 metri.

Dalla zona cuscinetto vengono cancellati i comuni di Polignano e Conversano in provincia di Bari. A Monopoli, prima in zona cuscinetto con l’intero territorio comunale, diventano ampie le esclusioni con il provvedimento del 21 maggio. Si ampliano le zone escluse dalla zona cuscinetto anche nel comune barese di Castellana Grotte. Restano invece invariate le precedenti delimitazioni  per i comuni del barese di Noci, Putignano e Alberobello. Piena conferma anche per tutti i comuni del tarantino in zona di cuscinetto: Massafra, Mottola e Palagiano.
 

L’infezione resta pericolosa

Ovviamente l’infezione resta pericolosa: dal 9 gennaio al 6 maggio 2019, queste le date tra le quali sono compresi i referti più recenti delle analisi ufficiali effettuate sui campioni di piante e pubblicate sul sito web della Regione Puglia Emergenza Xylella sono 302 i nuovi casi di piante infette da Xylella fastidiosa rinvenute nell’area soggetta a monitoraggio, anche se tutte nella zona infetta, a cavallo tra quella di contenimento e la zona infetta non più soggetta a misure di contenimento.

Tutto questo non significa che l’infezione si sia fermata; anzi, gli ultimi ritrovamenti di Crispiano e Montemesola - in zona di contenimento – testimoniano che l’infezione starebbe puntando verso ovest, iniziando a guardare verso il confine della Basilicata. E al tempo stesso la capacità di inoculo degli insetti vettori risulta enormemente aumentata per via della maggiore densità di piante infette comunque non lontane alla zona indenne.

Il dato è eclatante: in tutto le piante rinvenute infette solo dall’inizio del monitoraggio 2018-2019 sono ben 491, delle quali 2 mandorli e 489 olivi, con un incremento – tra i primi mesi del 2019 e il resto del monitoraggio partito nell’autunno 2018 - che tocca il 158% . I comuni dove sono state rinvenute più piante sono: Carovigno (167 olivi) e San Vito dei Normanni (110 olivi), che però sono fuori dalla fascia di contenimento. Mentre resta grave la situazione di Ostuni (99 olivi e 2 mandorli) e Ceglie Messapica (56 olivi), poste in zona di contenimento, come del resto Fasano, dove ora gli olivi infetti sono 2.
 

L’arancio dolce contro la sputacchina

Regione Puglia rende noto che ci sono novità per la lotta alla cicalina sputacchina.
“Il 21 maggio 2019 è stato approvato il decreto del ministero della Salute che consente l'utilizzo su olivo del prodotto fitosanitario a base di olio essenziale di arancio dolce, il Prev-Am Plus" recita una nota del Dipartimento agricoltura.
"Il prodotto - continua - autorizzato sino al 18 settembre 2019, può essere utilizzato con il limite massimo di 2 trattamenti e può essere impiegabile in regime di agricoltura biologica, ma con divieto di impiego durante la fioritura”.

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