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Siccità, il Sud conta i danni

Oltre un miliardo di danni tra Sicilia, Campania e Molise, mentre la Basilicata non raggiunge la soglia del 30% per richiedere l'intervento del Fondo di solidarietà

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La siccità dell'estate 2017 ha causato - al Sud - ben 1,3 miliardi di danni in sole tre regioni
Fonte foto: © aquiles1184 - Fotolia

La siccità nel Mezzogiorno d’Italia ha colpito duro: 1351 milioni di euro sono i danni accertati in sole tre regioni.
Si tratta di Sicilia (816,5), Campania (482,1) e Molise (52,5), e la cifra riguarda solo le colture non assicurate ma compensabili con il Fondo di solidarietà grazie alla deroga temporanea alla non risarcibilità delle colture assicurabili ma non assicurate prevista dalla legge 3 agosto 2017 n. 123 e in scadenza il 30 dicembre scorso. Una cifra ben superiore ai 995 milioni di euro stanziati dal Governo con l'ultima legge di bilancio per fronteggiare il fenomeno, con il Piano irriguo nazionale.

Con i danni da siccità le regioni meridionali hanno proceduto in ordine sparso e non è ancora chiaro e definito il conto che hanno presentato al ministero per le Politiche agricole sul Fondo di solidarietà: mentre la Sardegna ha seguito un iter autonomo, provvedendo il larga parte con fondi propri e sulla scorta della declaratoria del Mipaaf firmata dal ministro Maurizio Martina lo scorso 27 ottobre, ha sicuramente deliberato lo stato di calamità la Regione Calabria (qui la stima dei danni), mentre restano dubbi su quanto avvenuto in Puglia, dove sarebbero ancora in corso gli accertamenti sui danni subiti dalla colture, anche se, come detto, la richiesta di declaratoria, secondo quanto disposto dalla legge 123/2017, andava presentata entro il 30 dicembre per ottenere il ristoro dei danni colturali pari all’80% del valore del danno effettivo e purché maggiore del 30% del valore medio della Plv delle ultime tre annate agrarie.
 
Una nota dolente: molta parte di questo danno ingentissimo per l’economia agricola meridionale non potrà essere in alcun modo indennizzato. Esemplare è il caso della Basilicata, dove le stime si sono tenute sotto il 30%, limite minimo al di sotto del quale non scatta l’attivazione del Fondo di solidarietà previsto dal Decreto legislativo 102/2004, ma eclatanti sono anche i casi di Siracusa e Caserta.
 

Sicilia: richiesti indennizzi per 405 milioni

La Regione Siciliana ha deliberato il 18 dicembre 2017, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera, la declaratoria per lo stato di calamità naturale dei danni causati da eccezionale siccità-calura nelle province di Caltanissetta, Ragusa Agrigento, Siracusa, Trapani e Catania. Si tratta di danni causati da alte temperature, colpo di sole e siccità nei mesi di luglio e agosto 2017 che si sono distribuiti in maniera diversificata sui vari territori.
 
In Sicilia, a fronte di danni per 816, 5 milioni di euro, AgroNotizie registra un livello di risarcibilità di circa 405 milioni di euro: questo perché, nelle province di Trapani, Ragusa, e Caltanissetta, su molte colture il danno non ha superato il 30%.
 
Epicentro della siccità la piana di Catania, dove su agrumi, uva da tavola e oliveti il danno stimato è stato pari al 51% della produzione lorda vendibile media delle ultime tre annate agrarie, paria a 340,9 milioni di euro, 272,7 dei quali compensabili mediante il Fondo di solidarietà, stante il criterio dell’80%.
 
La seconda provincia più colpita in Sicilia è Siracusa, dove il danno registrato è 224,9 milioni di euro, che insiste soprattutto su agrumi, vite, frutteti, ortive e oliveti. Anche in questo caso, in molti areali il danno non ha superato il 30% della Plv di riferimento e i risarcimenti sono destinati a rimanere attestati a non oltre 70 milioni di euro.
 
A Trapani, invece, dove i danni si sono concentrati sulla viticoltura – stimati in 53,9 milioni – gli indennizzi richiedibili al fondo sono pari a soli 4,2 milioni. Va meglio ad Agrigento che su danni per 65,5 milioni di euro a olivi da olio e vigne da vino riesce a chiedere 52,5 milioni di euro. Beffata Caltanissetta, che con un danno medio del 31%, porta a casa solo 1,8 milioni di indennizzi, a fronte di un danno accertato pari a 68 milioni.
 

Molise: 52 milioni di danni, ma notizie ancora frammentarie

La Giunta regionale del Molise ha chiesto al ministero delle Politiche agricole il riconoscimento dello stato di eccezionale siccità relativo al periodo primavera-estate 2017, quantificando in circa 52,5 milioni di euro i danni arrecati al settore.
Nel provvedimento dell'esecutivo - che non risulta ancora pubblicato - sono inseriti circa 90 Comuni delle province di Campobasso e Isernia. In questo caso non è ancora chiaro se la cifra sia riferita al mero danno riportato dalle colture o a quello compensabile mediante il Fondo di solidarietà.
 

Campania: chiesti 289 milioni di euro

La Regione Campania nell’ultima giunta dell’anno, tenutasi il 28 dicembre 2017, su proposta del presidente e assessore all'Agricoltura, Vincenzo De Luca, ha deliberato una richiesta di indennizzo per gli agricoltori colpiti dalla siccità estiva da oltre 289 milioni di euro, a fronte di danni registrati per oltre 482 milioni di euro.
 
La provincia più coinvolta dalla siccità estiva e dai criteri del fondo di solidarietà al contempo risulta essere Caserta, dove a fronte di oltre 280 milioni di euro di danni si registrano oltre 110,8 milioni di danni risarcibili ed una percentuale di riduzione sulla media delle Plv agricola tra le ultime tre annate agrarie del 43,7%.
Ampio il parterre delle colture danneggiate. Si va dai cereali - frumento tenero e duro, orzo, avena, mais da granella e ceroso - al tabacco, passando per erba medica, erbai monofiti, prati e pascoli permanenti. Tra le colture danneggiate anche le ortive in pieno campo ed in particolare patate e pomodoro. Anche le coltivazioni legnose hanno risentito dell’evento eccezionale: vite, olivo, melo, actinidia, pesco, albicocco, susino, pero, nettarine, ciliegio, nocciolo e castagno.
 
Seconda provincia più colpita è Benevento, dove tutti i comuni hanno subito danni alle colture risarcibili per oltre 72,2 milioni di euro. La siccità si è accanita su erbacee da granella e industriali, foraggere, ortive in pieno campo, vite e olivo, vivai e altre arboree frutticole con un taglio della Plv media del 37,2%. Danni risarcibili per 51,5 milioni sono stati registrati in provincia di Salerno, particolarmente colpita l’area del Cilento, soprattutto su noccioleti, castagneti, foraggere, produzioni apistiche e olivo, dove si registra un’incidenza del 53% sulla Plv.
L’intera provincia di Napoli ha registrato danni risarcibili a noce, nocciolo, melo, olivo, pomodorino e colture floricole in pieno campo per 43,3 milioni e una riduzione della Plv media del 43,9%. Ad Avellino colpiti noccioli e castagni, con danni risarcibili per oltre 11 milioni e una percentuale di riduzione della Plv agricola del 44%.
 

La Basilicata non ha chiesto la declaratoria

La Regione Basilicata, come per altro già annunciato dall’assessore alle Politiche agricole lucano, Luca Braia, non è pervenuta ad alcuna richiesta di declaratoria, poiché le stime dei danni, per lo più localizzate nelle aree coltivate ad ortaggi in piena aria e a frutteto, si sono tenute al di sotto del 30%, il limite minimo per richiedere l’indennizzo al Fondo di solidarietà.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: azienda agricola siccità danni

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