Enjoy is from Europe, solo tre i progetti italiani finanziati

Distretto Valtellina, formaggio Piave Dop e Mortadella di Bologna otterranno i fondi europei per promuovere l'agroalimentare. Francia e Spagna invece hanno incassato l'approvazione per ventisei programmi

Alessio Pisanò di Alessio Pisanò

ortofrutta-agroalimentare-frutta-verdura-by-comugnero-silvana-fotolia-750.jpeg

In totale la Commissione europea stanzia 88 milioni
Fonte foto: © Comugnero Silvana - Fotolia

Si chiama Enjoy is from Europe ed è il programma dell'Ue volto a promuovere i prodotti agroalimentari europei al suo interno e nei mercati terzi. Per il prossimo periodo la Commissione ha selezionato 52 programmi, 32 dei quali rivolti verso mercati di paesi terzi e dieci mirati in modo specifico su prodotti di qualità europei Dop ed Igp e produzioni biologiche. In totale la Commissione europea stanzia 88 milioni di euro.
 

Solo tre i progetti italiani finanziati

Ad ottenere i fondi europei in Italia sono il Distretto agroalimentare di qualità della Valtellina, il Consorzio di tutela del formaggio Piave Dop e la MortadellaBO. Il che significa co-finanziamenti per soli tre milioni sui 115 a disposizione.

Per il periodo 2010-2020 all'Italia sono stati approvati tredici programmi - nessuno dei quali comprendente più paesi - per un totale di 19.688.673 euro di finanziamento comunitario. Questi programmi hanno riguardato per la maggior parte carne di maiale (23%), frutta e verdura, olio d'oliva (15%), cereali, carni varie, vino e aceto (8%). Di questi prodotti, il 31% riguarda Dop e Igp l'8% il biologico.
La totalità della promozione dei programmi italiani è destinata al mercato nazionale e non a mercati terzi.
 

I bocciati italiani

Non sono stati selezionati prodotti italiani come il Cso Italy, l'Unaproa, il Consorzio della Mela Alto Adige, l'Aop Gruppo Viva, i Consorzi del pomodoro San Marzano e della Carota di Ispica.

Qui è possibile consultare l'elenco intero dei prodotti ammessi e di quelli rifiutati.

Francia e Spagna hanno incassato l'approvazione per ventisei programmi e ora saranno ancora più competitive, con più risorse da investire sui mercati esteri.
L'eurodeputato Pd Paolo De Castro, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, sta preparando un'interrogazione parlamentare che verrà presentata alla Commissione europea nella quale chiederà proprio un chiarimento in merito alle motivazioni che hanno portato ad un crollo dei finanziamenti dei programmi italiani negli ultimi due anni.
 

Il processo di selezione

Ogni produttore europeo può fare domanda di finanziamento sottoponendo il proprio prodotto alle organizzazioni di categoria competenti per il proprio paese - fino a due anni fa gli Stati membri potevano preselezionare i programmi da sottoporre a Bruxelles. A questo punto è la 'Consumers, health, agriculture and food executive agency (Chafea)' della Commissione europea a stabilire i programmi vincitori.
 

Futuri finanziamenti

Entro la fine dell'anno si attende la decisione della Commissione europea in merito ad altri dieci programmi 'multinazionali' - ovvero comprendenti diversi paesi Ue - che riceveranno complessivamente 45 milioni di euro.
 

Enjoy, it's from Europe

Il programma intende aiutare i professionisti del settore a inserirsi nei mercati internazionali o a consolidarvi la loro posizione e rendere i consumatori europei più consapevoli degli sforzi compiuti dagli agricoltori europei.

L'iniziativa prevede un aumento degli aiuti Ue destinati a campagne di informazione e di promozione - dai 61 milioni di euro stanziati nel 2013 a 200 milioni di euro previsti per il 2019 (nel 2016 i produttori europei hanno beneficiato di misure per 111 milioni di euro) - tassi di cofinanziamento Ue superiori rispetto a quelli attuali e nel fine del cofinanziamento nazionale, l'estensione dei beneficiari delle misure anche alle organizzazioni di produttori e l'ampliamento della gamma dei prodotti - in particolare dei prodotti agroalimentari trasformati, quali per esempio il pane, la pasta o il cioccolato.
Poi ancora il via libera entro certi limiti alla precisazione dell'origine e del marchio dei prodotti e, infine, la semplificazione delle procedure amministrative, riunendo in un'unica fase i processi di valutazione e selezione dei programmi invece delle attuali due (dapprima lo Stato membro e poi la Commissione europea).

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: agroalimentare finanziamenti mercati unione europea marchi di tutela

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 207.674 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner