Agriventure: l'export traina il made in Italy agroalimentare

Saldo positivo grazie al commercio con l’estero: è la prima volta dal 1991. La crescita dimensionale, con il supporto delle reti d’impresa, è la strategia per garantire più competitività alle imprese

Questo articolo è stato pubblicato oltre 6 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

federico-vecchioni-presidente-agriventure.jpg

Federico Vecchioni, presidente di Agriventure

Per la prima volta dal 1991 il settore alimentare e bevande ha registrato un saldo in attivo nel 2012, +957 milioni di euro, grazie alle buone performance dell’export e alla bassa dinamica dell’import e un surplus di 707 milioni  è stato ottenuto nei primi sette mesi del 2013. Se ne è parlato in occasione del convegno “Le aziende agricole italiane, motore di rinnovamento” organizzato a Roma al Domus Mariae Palazzo Carpegna da Agriventure.

L’agroindustriale italiano - ha dichiarato Federico Vecchioni, presidente di Agriventure - è vitale, ci chiede servizi innovativi e un conforto ad alta specializzazione. Non è più tempo di improvvisazioni; l’economia reclama condizioni idonee ad affrontare le sfide presentate da mercati sempre più competitivi e noi dobbiamo fare la nostra parte appoggiando le imprese. Agriventure ha saputo sostenere l’innovazione delle imprese agricole e agroalimentari con una consulenza economico-finanziaria dedicata. Le imprese coinvolte oggi - ha concluso Vecchioni - hanno testimoniato le loro grandi potenzialità. L’Expo 2015 rappresenta una straordinaria occasione, in cui il settore agroindustriale italiano può rappresentare un importante biglietto da visita dell’economia nazionale”.

Sono soprattutto le piccole e medie industrie a sostenere l'export italiano di prodotti alimentari, ma hanno più difficoltà a penetrare i nuovi mercati e a sfruttare su larga scala i vantaggi competitivi rispetto ai grandi gruppi, secondo il Servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo: il rafforzamento dimensionale è quindi strategico per il successo delle imprese in ambito internazionale. Fil rouge del convegno è stato il confronto costruttivo sui possibili scenari evolutivi per la filiera agroalimentare italiana, nonché la progettualità messa in campo da Intesa Sanpaolo e Agriventure in ottica Expo 2015, delineata anche nel corso dell’intervento di Giovanni Sacripante, direttore generale Sales&Marketing Expo 2015. Si tratta di un percorso di valorizzazione del made in Italy agroalimentare finalizzato a cogliere, e far cogliere alle aziende agroalimentari, le opportunità e le sfide lanciate dall’evento.

I lavori del convegno sono stati aperti dal direttore generale di Agriventure Maurizio Marson che ha lanciato spunti di riflessione sul futuro dell’agroalimentare di qualità, ripresi nella tavola rotonda che ha animato l’evento. Esponenti del settore bancario, imprenditoriale agroalimentare e del territorio si sono confrontati sulle modalità e i canali più idonei per guidare l’innovazione e la leadership italiana nel food. Sono seguiti interventi sul ruolo strategico delle grandi aziende agricole italiane nel rinnovamento agricolo del Paese.

Paolo De Castro, presidente Commissione Agricoltura e sviluppo rurale al Parlamento europeo, ha illustrato gli esiti e i contenuti della riforma della Politica agricola comune e ha ribadito la necessità di un forte recupero di produttività dell’agricoltura dell’Unione per rispondere alla crescente domanda alimentare e contrastare le speculazioni internazionali sulle materie prime.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 207.197 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner