Bollettino di guerra del 24 aprile 2019. Proroga per 34 sostanze attive

Deciso chi dovrà valutare il prossimo dossier del Glifosate e altri aggiornamenti da Bruxelles sui prodotti fitosanitari e non solo

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Il 15 aprile è stato deciso chi dovrà valutare il prossimo dossier del glifosate
Fonte foto: © Andrey Kuzmin - Fotolia

Nella riunione del 15 aprile dello Scopaff (Standing Committee on Plants, Animals, Food and Feed - Section: "Phytopharmaceuticals – Legislation"), ospitata per l’occasione dal Seeds (Standing Committee on Plants, Animals, Food and Feed – Section Seeds and Propagating Material for Agriculture and Horticulture) per via dell’urgenza delle decisioni da prendere, si è deliberata l’estensione del periodo di approvazione di 34 sostanze attive che altrimenti sarebbero scadute a breve e soprattutto si è deciso quale stato dovrà valutare il dossier del prossimo rinnovo del glifosate.
 

Chi valuterà il glifosate?

Dopo il clamore che il rinnovo dell’approvazione Ue del più celebre e discusso erbicida della storia della fitoiatria, nessuno Stato membro era disposto a prendersi la responsabilità di valutare il dossier che dovrà fugare i dubbi emersi durante il precedente rinnovo. Per questo motivo, per la prima volta nella storia, saranno quattro gli Stati relatori che si faranno carico della valutazione preliminare del dossier del glifosate: Francia, Ungheria, Olanda e Svezia. La scelta di questi “quattro moschettieri” è stata presa all’unanimità dai 28 (sì, anche dal Regno Unito in piena discussione interna sul backstop). Ricordiamo che il glifosate è stato rinnovato per soli cinque anni col preciso obiettivo di approfondire ulteriormente tutti gli argomenti rimasti in sospeso, a cominciare dalla cancerogenicità, sospetta o meno, sulla quale oltreoceano sono state intentate numerosissime cause legali che rischiano di far pentire Bayer della sua più celebre acquisizione.
 

Proroga per 34 sostanze attive

Ennesima proroga della scadenza del periodo di approvazione dovuta ai ritardi della procedura di rinnovo. Tirano un sospiro di sollievo gli addetti alla filiera interessati alle seguenti sostanze attive ad attività fitosanitaria: alfa-cipermetrina, beflubutamid, benalaxil, benthiavalicarb, bifenazate, boscalid, bromoxynil, captano, cyazofamide, desmedipham, dimetoato, dimethomorph, diuron, ethephon, etoxazole, famoxadone, fenamiphos, flumioxazine, fluoxastrobin, folpet, foramsulfuron, formetanate, metalaxyl-m, methiocarb, metribuzin, milbemectin, Paecilomyces lilacinus strain 251, phenmedipham, phosmet, pirimiphos-methyl, propamocarb, prothioconazole, s-metolachlor e tebuconazolo.
La proroga non è assolutamente collegata all’esito del rinnovo: è un atto meramente burocratico ma indispensabile per evitare buchi normativi che sarebbero inevitabilmente causa di contenzioni e caos in tutta la filiera. I 34 principi attivi, tutti in scadenza tra maggio e agosto 2019, sono stati prorogati di 12 mesi, e quindi ci sarà pace sino a maggio-agosto 2020. Non cantate vittoria troppo presto: il provvedimento indica che la data di scadenza verrà aggiornata in funzione del provvedimento di rinnovo che nel frattempo verrà preso: ad esempio se una di queste sostanze terminerà in anticipo la procedura, la data di scadenza e l’entrata in vigore del conseguente rinnovo verranno adeguati. E’ quanto successo ai rameici: prorogati inizialmente al 31 gennaio 2019, la sorprendente velocità con cui è stata conclusa la procedura di rinnovo ha fatto sì che il rinnovo decorresse con un mese di anticipo, il 1° gennaio 2019.
 

Parigi contro il dimetoato sulle ciliegie

Ponte mancato per i nostri rappresentanti che il prossimo 26 aprile dovranno recarsi a Bruxelles per partecipare a uno Scopaff (Standing Committee on Plants, Animals, Food and Feed Section Phytopharmaceuticals - Residues) straordinario, questa volta ospitato dall’analogo comitato sulla Salute delle Piante: in agenda c’è la richiesta della Francia che ha invocato l’articolo 70 del regolamento 1107/2009 (Misure di emergenza in casi di estrema urgenza) per proibire l’uso del dimetoato sulle ciliegie nella UE e vietare l’importazione di ciliegie trattate provenienti da paesi Ue ed Extra Ue. Il consesso dovrà anche decidere sui nuovi MRL del clormequat sui funghi coltivati.
 

Non solo fitosanitari

Bruxelles contro Bugs Bunny! La commissione Ue ha appena ratificato la richiesta del Belgio di autorizzare biocidi a base di Phostoxin contro i conigli che infestano l’aeroporto internazionale di Zaventem. Poverini! Ma non c’era qualche altro metodo meno cruento, magari a base di carote?
 

Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi

  • Agenda della riunione del 26 aprile a Bruxelles
  • Decisione di esecuzione (UE) 2019/623 della commissione del 16 aprile 2019 relativa alla proroga della misura presa dal servizio pubblico federale belga per la salute pubblica, la sicurezza della catena alimentare e l'ambiente, intesa a permettere la messa a disposizione sul mercato e l'uso del biocida Phostoxin in conformità al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio

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