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Ancora rameici: tutti per uno

Normativa europea: l'uscita del nuovo regolamento sull'agricoltura biologica aiuta le organizzazioni agricole che non vogliono ulteriori restrizioni per il fungicida vite per eccellenza

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La conferma del rame tra i fungicidi utilizzabili in agricoltura biologica supporta l'appello dei produttori a non ridurne i dosaggi massimi consentiti al rinnovo dell'approvazione europea.
Fonte foto: © Ahfotobox - Fotolia

Si sta avvicinando il rinnovo dell’approvazione Ue dei fungicidi rameici (il punto è all’ordine del giorno della riunione tra i rappresentanti delle autorità dei paesi membri del 23-24 ottobre a Bruxelles) e la voce dei produttori, intimoriti per la probabile ulteriore riduzione dei dosaggi da 6 a 4 kg di rame per ettaro/anno, si sta facendo sentire sotto forma di lettera ai ministeri coinvolti: Salute (in primis), Agricoltura (per la precisione Mipaaft) e Ambiente (per la precisione Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare).
I produttori confermano l’indispensabilità del rame, specialmente in agricoltura biologica e una sua restrizione in materia di dosaggi annuali causerebbe notevoli problemi.

Nonostante l’ultimo aggiornamento della normativa Ue sul biologico abbia proposto nuovi mezzi tecnici innovativi, il celebre fungicida rimane un caposaldo della difesa ed è stato proposto con le stesse modalità di utilizzo: 6 kg/ha/anno con possibilità di superare il limite nelle annate particolarmente problematiche a patto che la media sui cinque anni ne rimanga al di sotto.
Non è ben chiaro se la commissione e i paesi del centro e nord Europa accoglieranno la richiesta di non ridurre i dosaggi massimi in modo da preservarne l’utilizzo in agricoltura biologica: in alcune nazioni dove la pressione infettiva è minore, infatti, la riduzione dei quantitativi ha un impatto molto limitato, anche se il riscaldamento globale forse farà cambiare la situazione. Sicuramente la pubblicazione del regolamento che ne conferma l’utilizzo (anche nel settore dell’agricoltura biologica si cerca da tempo un sostituto del rame, ma le soluzioni non sembrano a portata di mano, specialmente quando si devono fronteggiare le batteriosi) ha dato una grossa mano, confermando le argomentazioni dei produttori.

Probabilmente si arriverà a una differenziazione in funzione delle zone climatiche, come per l’utilizzo dei solfiti in enologia, ma i recenti risultati dei monitoraggi delle concentrazioni del rame nei suoli indicano che sono proprio le zone dove viene maggiormente utilizzato – i vigneti - ad essere quelle cui applicare la maggiore riduzione nei dosaggi. Un’altra problematica tuttora irrisolta è l’utilizzo fraudolento del rame etichettato come concime a dosi da fungicida: tutti sono apparentemente d’accordo che le leggi rispettate ma si guardano bene dal proporre un semplice rimedio quale l’obbligo di far registrare sul quaderno di campagna anche i trattamenti con i prodotti “dual use”. Quando chi in questo momento crede di beneficiarne e soprattutto chi lo sostiene con argomentazioni spesso risibili capirà che la guerra tra poveri non conviene a nessuno, avremo fatto un bel passo in avanti. Speriamo non sia troppo tardi.
 

Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi

  • Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1584 della Commissione del 22 ottobre 2018 Che modifica il regolamento (CE) n. 889/2008 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzione biologica, l'etichettatura e i controlli
  • Agrinsieme: prodotti fitosanitari, no a riduzione quantità massima utilizzabile di composti rameici

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