Concianti sospesi anche per il 2010

Moria delle api: prorogato per il secondo anno il divieto per i prodotti a base di neonicotinoidi. Maiscoltori alle prese con la diabrotica

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Neonicotinoidi, decreto di proroga della sospensione anche per il 2010

E' ufficiale: i concianti del mais sono sospesi fino al 20 settembre 2010. E' scritto nel decreto del 14 settembre di 'Proroga della sospensione cautelativa dell'autorizzazione di impiego per la concia di sementi dei prodotti fitosanitari contenenti le sostanze attive clothianidin, thiamethoxam, imidacloprid e fipronil'.
Lo aveva annunciato il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, all'inaugurazione del Sana di Bologna: "I numeri parlano chiaro: quest'anno, dopo la sospensione - aveva detto Zaia - ci sono stati solo due casi di moria di api, contro i 185 dello scorso anno. Non possiamo ignorare questo dato né possiamo abbandonare i nostri 75 mila apicoltori e il milione e più di alveari che abbiamo in Italia". Secondo i primi risultati del progetto Apenet (coordinato dal Cra - Unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura) e finanziato dal Mipaaf con 2,7 milioni di euro) vi sarebbe infatti una relazione tra spopolamento degli alveari e uso dei concianti.
 
"Dovremo avviare un percorso comune con l'industria chimico-farmaceutica - aveva aggiunto il ministro - per trovare prodotti alternativi che abbiano un minore impatto ambientale ma siano altrettanto efficaci". Un punto cruciale, questo, soprattutto dopo gli attacchi di diabrotica in molti areali maidicoli e che - secondo alcuni - sarebbero da imputare proprio alla mancata concia del mais.
"Non vogliamo penalizzare nessuno: si tratta di una prudenziale sospensione del giudizio per riconciliare tutti i settori produttivi - aveva precisato Zaia - e trovare una soluzione definitiva e condivisa che salvaguardi le api, fondamentali per la stessa sopravvivenza della nostra agricoltura, e che allo stesso tempo venga incontro alle esigenze di un settore così importante qual è quello maidicolo".
 
Molte le reazioni alla proroga, prima fra tutte quella di Agrofarma, l' Associazione nazionale imprese agrofarmaci, che si è detta "sorpresa e delusa per le modalità di apprendimento" ma comunque "disponibile a collaborare per la ricerca di soluzioni in grado di consentire la convivenza di agricoltura e apicoltura". “Siamo da tempo disponibili all’avvio di un percorso comune - puntualizza Luigi Radaelli, presidente di Agrofarma –. Le proposte avanzate dal ministro sono da noi condivise, tanto da averle anticipate già da tempo, è giunto il momento di porre fine alle dichiarazioni e di avviare una concreta collaborazione  resta tuttavia la delusione per una tale decisione che, inevitabilmente, comporta danni significativi prima di tutto all’intero comparto agricolo oltre che alle nostre aziende”.
 
Sorpresa per la proroga anche Ais, l'Associazione italiana sementi. "Non ce l'aspettavamo, anche perché immaginavamo che pur in questi pochi mesi il progetto di ricerca Apenet, promosso ad inizio anno, sarebbe stato in grado di fornire quelle indicazioni attese sui miglioramenti oggi già possibili nella concia delle sementi di mais" , fa sapere l'Associazione, che, col suo direttore Marco Nardi, sottolinea: "La decisione accoglie le richieste degli apicoltori, ma non tiene conto delle aspettative e delle esigenze dei maiscoltori che oggi, in piena fase di raccolta, stanno toccando con mano i pesanti danni causati dalla Diabrotica che la disponibilità di sementi conciate aiuterebbe a limitare già con le prossime semine 2010”.
 
Nel dibattito è intervenuta anche Confagricoltura, che considera "insufficienti gli interventi per supportare gli agricoltori nella difesa della coltura dl mais in particolare dagli attacchi della diabrotica" e sollecita soluzioni tecniche che non siano limitate al divieto di monosuccessione. Quanto alla moria delle api, "solo attraverso la conoscenza dei dati scientifici - conclude l’Organizzazione - si potrà avere la certezza di avere intrapreso la strada giusta per evitare il ripetersi del fenomeno e condividere fino in fondo una scelta che ha causato e sta causando molti problemi ai maiscoltori”. 

Fonte: Agronotizie