Terradisc 8001 T e 10001 T: la preparazione del suolo secondo Pöttinger

I nuovi coltivatori a dischi della casa austriaca promettono elevati standard di produttività e robustezza con un occhio di riguardo alla semplicità d'uso e alla conservazione del terreno

Contenuto promosso da Poettinger Italia
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Modello top di gamma Terradisc 10001 T
Fonte foto: Pöttinger

Pöttinger Terradisc 8001 T e 10001 T, presentati in occasione di Agritechnica 2017, con larghezze di lavoro di 8 e 10 metri garantiscono una veloce e completa incorporazione dei residui colturali nel terreno oltre ad un funzionamento affidabile in diverse condizioni operative, anche con alti livelli di paglia e pacciame. Lavorando a profondità di lavoro uniformi lo sminuzzamento e il rimescolamento di terreno e residui sono ottimali e si ottiene un letto di semina ideale.

Il comprovato livello di affidabilità di queste macchine operatrici le rende adatte a qualsiasi terreno, nel contempo la possibilità di raggiungere elevate velocità operative (fino a 18 chilometri orari) garantisce una produttività ai vertici della categoria.
 

Progettati con minuzia dei particolari

L'angolo aggressivo dell'inclinazione dei dischi e l'attento posizionamento di questi ultimi ha permesso a Pöttinger di realizzare macchine "compatte" ma efficaci, in grado di penetrare nel suolo con incisività e offrire un'eccellente miscelazione anche in condizioni di asciutto.

Terradisc permette di lavorare a profondità di lavoro comprese fra 5 e 15 centimetri a seconda della tipologia di suolo e delle esigenze dell'agricoltore.
 

Una marcia in più è offerta dal nuovo telaio Twin Arm

Pöttinger ha ottimizzato le geometrie dei suoi preparatori, rivedendo le dimensioni, l'angolo di montaggio e l'angolo di penetrazione dei dischi. Anche il telaio è stato studiato ad hoc: si compone di due bracci portanti forgiati saldati ad una staffa di bloccaggio centrale ampia e robusta che prende il nome di Twin Arm. In tal modo i dischi mantengono sempre la loro posizione e angolazione anche quando si lavora in terreni pesanti o con alta presenza di scheletro.

La traiettoria compiuta dai corpi lavoranti è estremamente regolare e gli spostamenti laterali sono pressoché nulli. L'impostazione della profondità di lavoro è regolabile idraulicamente dalla cabina del trattore mediante l'azionamento dei martinetti idraulici impostati sulle ruote di supporto.
 

I nuovi Terradisc, lavorando ad una profondità regolare, sono in grado di effettuare un ottimo livellamento del terreno, preparando un letto di semina ideale
I nuovi Terradisc garantiscono un ottimo livellamento del terreno e la preparazione di un letto di semina ideale

 

Conservazione del suolo anche con un'ampia larghezza di lavoro

Un'altra questione indubbiamente oggi molto sentita è quella della conservazione del suolo ed anche in questo senso la nuova gamma Terradisc T si fa trovare pronta. Le singole sezioni del telaio sono state studiate per adattarsi al profilo superficiale del terreno, lavorandolo e rimescolandolo ad una profondità regolare anche in caso di asperità e irregolarità della superficie lavorata.

La sospensione del rullo posteriore consente di redistribuire il peso dell'intero attrezzo fra i vari dischi, garantendo un "effetto" di pareggiamento e livellamento del suolo lavorato senza mai creare avvallamenti o calpestamenti inutili, che potrebbero compromettere la struttura colloidale del terreno. Per il Terradisc T sono disponibili i seguenti rulli posteriori: rullo a gabbia, rullo ad anelli, rullo packer in gomma e l'innovativo Tandem Conoroll, progettato da Pöttinger.

Nonostante l'ampia larghezza di lavoro, Terradisc T è compatto durante il trasporto: il telaio è infatti dotato di un sistema di chiusura idraulica che permette di mantenere un'altezza di trasporto di 4 metri e una larghezza di 3 metri. Per aumentare ulteriormente gli standard di sicurezza offerti, Terradisc è inoltre disponibile a richiesta con freni ad aria compressa o idraulici.
 

Semplicemente sofisticato

La sofisticatezza e la semplicità a volte viaggiano di pari passo. Terradisc ne è un chiaro esempio, in quanto alla raffinatezza costruttiva si unisce l'elementarità dei meccanismi che ne consentono le regolazioni. Tutti i movimenti dell'attrezzo sono infatti resi possibili dall'azionamento di soli tre martinetti idraulici a doppio effetto.

Alla semplicità si aggiunge poi la comodità offerta dai sistemi di controllo Isobus abbinati ad un impianto idraulico Load sensing (in opzione). Terradisc T può essere allestito con il nuovo terminale Isobus Expert 75 di Pöttinger. Sistema che permette all'operatore di controllare l'intera macchina con una sola mano. Pratico e intuitivo con touchscreen e rotella di scorrimento, il terminale può essere utilizzato insieme a tutte le macchine compatibili Isobus.

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