Xylella, finanziamento dei reimpianti a rischio

Coldiretti sollecita la liquidazione di 40 milioni di euro di contributi previsti dal Decreto Interministeriale del 6 marzo 2020. Soldi fermi perché non sono pronti ancora i decreti di concessione, pur con le graduatorie pubblicate da mesi

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Appello dell'organizzazione agricola per sbloccare gli aiuti per espianti e reimpianti in zona infetta
Fonte foto: Coldiretti Puglia

Inaccettabile la paralisi amministrativa che rischia di far slittare di un altro anno la rigenerazione del territorio salentino in Puglia, dopo che la Xylella fastidiosa ha fatto seccare 21 milioni di ulivi, provocando effetti più disastrosi di un terremoto con ripercussioni drammatiche di natura produttiva, ambientale, economica, lavorativa. È questa, in sintesi, la denuncia di Coldiretti Puglia resa nota ieri e contenuta in una lettera inviata all'assessore regionale all'Agricoltura Donato Pentassuglia, che definisce ingiustificabili i ritardi, tali che non risulta nemmeno cominciata l'istruttoria delle circa seicento domande singole per l'espianto e il reimpianto degli ulivi e chiede un decisivo intervento dell'assessore, a cui Coldiretti Puglia offre la collaborazione massima per individuare le soluzioni più appropriate per uscire da una situazione di stallo.

Coldiretti Puglia aveva già indicato l'urgenza di procedere senza indugio all'emissione dei decreti di concessione relativi all'applicazione dell'articolo 6 del Decreto Interministeriale 6 marzo 2020 sulla Xylella con 40 milioni di euro disponibili per le imprese che avevano fatto domanda di finanziamento per espianti e reimpianti di olivi, e presenti in graduatoria in posizione utile. "Da notizie apprese presso gli uffici dell'Assessorato e a differenza di quanto in precedenza comunicatoci, e cioè che fosse prossima l'emanazione delle concessioni per buona parte delle 'domande singole', veniamo invece a conoscenza che al momento sono pronte solo parte delle cosiddette 'domande collettive'", scrive nella lettera il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni.

L'ultima graduatoria per le "domande singole" (DDS n. 416 del 12 ottobre 2021) è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale di Regione Puglia in data 14 ottobre 2021 - aggiunge Coldiretti Puglia - mentre le "domande collettive" erano già presenti sulla prima graduatoria, quella del 25 febbraio 2021 (DDS n. 86 del 17 febbraio 2021). L'istruttoria delle pratiche collettive, affidata all'Arif, risulta peraltro completata solo parzialmente - quattrocento circa su oltre ottocento domande di adesione - mentre non è neppure iniziata l'istruttoria delle domande singole.

"È questa una situazione inaccettabile che farà ritardare ancora di un anno la ripresa olivicola del territorio colpito da Xylella. Infatti, l'olivo va piantumato - incalza Piccioni - entro il periodo primaverile e, stando così le cose, si rischia che solo una parte limitata delle imprese saranno in grado di cominciare il reimpianto degli olivi in zona infetta con i fondi messi a disposizione dal Decreto Interministeriale. Significa, inoltre, anche continuare a perdere ulteriore reddito e lavoro in questo comparto e al suo indotto, così fortemente colpito dalla fitopatia".

E ci sono problemi anche sull'articolo 8 inerente la salvaguardia degli olivi monumentali e secolari - incalza Coldiretti Puglia - la cui graduatoria è stata pubblicata in data 8 luglio 2021, con istruttoria sempre affidata all'Arif, e di cui non si ha ancora nessuna notizia dello stato dell'arte delle 94 domande per 2,8 milioni di euro.

"Questi ritardi sono un ulteriore messaggio negativo sulle aspettative delle imprese salentine e sono davvero ingiustificabili. Inoltre, risultano un ulteriore danno al grande lavoro che stiamo compiendo per accompagnare l'area infetta del Salento ad una rinascita e ad una ripresa sociale e produttiva", conclude il direttore Piccioni nella lettera.

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