L'olio italiano chiama l'Europa, nuova Politica agricola per tornare protagonisti

Italia Olivicola: "Basta sacrifici, migliorare le strategie del commercio e valorizzare la produzione"

Tommaso Tetro di Tommaso Tetro

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Sulla base dei dati messi a punto dalla Coldiretti, nel 2018 la produzione di olio di oliva made in Italy è calata del 38%
Fonte foto: © Comugnero Silvana - Fotolia

La nuova Politica agricola comune (Pac) come strumento per tornare a essere protagonisti. Questo lo spirito che emerge dal convegno organizzato da Italia Olivicola a Roma alla Camera. Il consorzio spera infatti che la politica nostrana possa negoziare le migliori condizioni possibili per il settore all'interno della discussione sulla Pac in ambito europeo, dalla produzione al mercato alla qualità.

"L'olivicoltura non può sacrificarsi in nome dell'agricoltura italiana - spiega il presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo - va difesa e sostenuta dal momento che rappresenta non soltanto un prodotto ma anche l'ambiente, l'economia e la storia del nostro paese". Secondo Sicolo il settore dell'olio d'oliva "non può essere paragonato all'ortofrutta perché è molto diverso sia l'approccio delle aziende che l'accesso al mercato; sarebbe perciò necessario conservare l'attuale assetto per progetti che puntino al miglioramento delle strategie di commercializzazione e di valorizzazione delle produzioni di qualità".

Che ci sia qualche problema lo dimostrano i dati messi a punto dalla Coldiretti: nel 2018 la produzione di olio di oliva made in Italy è infatti calata del 38%, arrivando a un valore vicino al minimo storico con 265 milioni di chili; sulla riduzione della produzione avrebbero pesato il freddo e il vento che è stato accompagnato dalla pioggia proprio nel periodo della fioritura. Nonostante questo però l'Italia si piazza al secondo posto nella produzione mondiale (prima la Spagna con una stima della produzione pari a circa 1,5 miliardi di chili e un aumento della produzione del 23%); e la Puglia si conferma la prima regione con 87 milioni di chili (e un calo del 58%), al secondo posto la Calabria con 47 milioni di chili (meno 34%), e la Sicilia con una produzione di 39 milioni di chili (e una riduzione del 25%).

Il consorzio pensa che con la nuova programmazione si possano rafforzare gli strumenti per la tutela dell'olio extravergine d'oliva italiano con la revisione delle norme per la commercializzazione, introducendo nuove misure che offrano maggiore equilibrio all'interno della filiera, e guardando alla materia della concorrenza e la lotta alle posizioni dominanti all'interno della filiera e alle pratiche sleali iniziando "una seria lotta" all'illegalità.

"Istituzioni, governo e Parlamento - osserva Sicolo - hanno la grande occasione di rilanciare, grazie a una battaglia fondamentale in Europa, non solo l'olivicoltura ma tutta l'agricoltura; ci auguriamo che l'impegno comune possa portare risultati concreti e tangibili per il bene di uno dei settori e dei prodotti più importanti del made in Italy".

A portare una buona notizia, ci pensa il presidente della Commissione Agricoltura alla Camera Filippo Gallinella che annuncia di voler "incardinare già domani il decreto emergenze"; il provvedimento, che affronta sia l'emergenza Xylella in Puglia che la questione del latte ovino e dell'agrumicoltura, dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale tra oggi e domani.

Tavolo dei relatori del convegno
(Fonte foto: Tommaso Tetro - AgroNotizie)

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: pac olio olivicoltura made in italy filiera politica agricola

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